PATRIZIA RINALDI
Mi sento come se fossi in silenzio stampa, preferirei non mettere il dito nella piaga. Oggi vorrei parlarvi poco di calcio e più di moralità. Vista la diretta televisiva Rai, una trasmissione poco all’altezza del blasone della Televisione di Stato, l’episodio dell’attacco violento alla panchina del Potenza Calcio, è stato sicuramente un’azione antisportiva, violenta e , se vogliamo, delinquenziale, aggravata dal fatto che si è voluto esibire il tutto in TV per puro protagonismo.
Il Gioco del Calcio non è quello al quale abbiamo assistito domenicai e per quanto dall’altra parte vogliano sottolineare la vittoria a spese di una squadra di “Signori” , la squadra Rossoblu continua la sua corsa verso la Lega Pro. Il Potenza Calcio gioca di un gioco pulito, corretto, educato, superiore. 22 Leoni buttati sul ring di pugilato e non sul tappeto verde, dove il Gioco del Calcio è venuto meno, è morto in una battaglia annunciata da giorni tant’è che le autorità hanno impedito l’afflusso dei tifosi potentini per una oppportuna azione di tutela, visto l’ambiente salentino. La delinquenza è rimasta in campo, non è andata alle docce, ha goduto fino alla fine dei sapori della vittoria sulla capolista. La capolista, quella che nelle conquiste di Attila doveva essere abbattuta, come violentemente preannunciava uno striscione esposto nei giorni precedenti alla gara.
Mentre nelle famiglie potentine si cucivano bandiere rossoblu, si ornavano balconi con nastri dei colori del cuore, si insegnava ai piccoli come si vive un’atmosfera di festa, di promozione di un’intera città, di valori, di sport, si trasmetteva un gran senso di appartenenza, nelle famiglie neretine si spronava a mettere nero su bianco la violenza, a spaccare il naso ad un ragazzo, a violentare una panchina. Se non fosse stato per l’amore e l’attaccamento ai colori del cuore, l’avrei spenta quella maledetta TV, per interrompere uno spettacolo circense. Ma tutto sommato, a sangue freddo, mi viene da dire “meglio così “. Non aver concluso il campionato a Nardò è stata addirittura una paradossale fortuna! I campionati si vincono in realtà sportive, dove si gioca il vero Calcio, accerchiato dalla vicinanza del proprio popolo di appartenenza, dalle famiglie con bambini che vanno allo stadio, con tifosi, quelli veri, che sventolano bandiere di appartenenza e non camicie strappate! Tutti allo stadio quindi domenica prossima per prenderci quella promozione che meritiamo da un anno intero.
le foto sono tratte dalla pagina io tifo potenza e sono dI Laritza Lara Mederos
