IL BARCELLONA CHE FA SCUOLA

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by ROCCO SABATELLAIMG-20160301-WA0000

Abbiamo letto un’intervista del centrocampista del Barcellona, Arda Turan, che, parlando della sua esperienza nella formazione catalana, ha  detto testualmente queste parole:” il Barcellona gioca un calcio, tutto il resto del mondo gioca un altro calcio”. Credo che tutti i tifosi, non solo quelli catalani e in generale tutti gli appassionati di calcio possano sottoscrivere questo concetto. Anche con una certa dose di invidia nei confronti dei tifosi della squadra allenata da Luis Enrique che coniuga in maniera perfetta, ormai da tanti anni a questa parte, sia la ricerca del risultato ma anche dello spettacolo puro. Ma come si spiega questo fenomeno? Partiamo, innanzitutto, dal dire che il pubblico spagnolo in generale pretende e  apprezza che le proprie squadre abbiano la mentalità di praticare un gioco piacevole e bello a vedersi. Non importa poi che i risultati tante volte non arrivino. O arrivino in Spagna sempre a favore delle solite squadre. Ma la peculiarità è che il Barcellona non esprime il suo netto dominio solo in patria, ma da parecchi anni a questa parte è da considerare, senza tema di smentite, la squadra numero 1 al mondo. Una squadra e una società che andrebbero imitate da tutte le altre che cercano di competere, con scarso successo, con i blau-grana. Soprattutto nel cercare di predisporsi in campo con la stessa mentalità dei catalani. Una mentalità votata sempre ad ottenere il massimo, non con il minimo sforzo, ma sciorinando in campo tutte le qualità per arrivare alla vittoria e farsi applaudire dal pubblico, non solo tifoso, ma anche delle squadre che il più delle volte escono con le ossa rotte quando incrociano il Barcellona. E il merito di questo predominio attuale è assolutamente di marca spagnola. E vi spieghiamo perché. Non solo perché il Barcellona attuale può disporre del migliore fuoriclasse che calca i campi di calcio o del fatto che, insieme a Messi, ci siano forse le migliori espressioni della storia del calcio spagnolo, ma una parte di merito va ascritto ai dirigenti che si sono succeduti alla guida del club più prestigioso del mondo. Che per storia e per tradizioni hanno dato sempre un’importanza strategica al settore giovanile o cantera per dirla in spagnolo. Tanto è vero che gran parte dei protagonisti sono cresciuti in casa e il Barcellona non ha fatto altro che prenderli ed immetterli in prima squadra. Affiancandoli a veri e pochi fuoriclasse individuati sul mercato. E a conferma di ciò c’è da dire che contestualmente ai trionfi del Barcellona anche la nazionale della Spagna ha dominato il palcoscenico mondiale con una Coppa del Mondo e con la vittoria all’Europeo. E state sicuri che quando finirà questa ciclo impressionante, dalla parti del Camp Nou già sono pronti ad esplodere tanti giovani della cantera che dovranno prendere il posto dei mostri del presente. Con grande entusiasmo dei tifosi. Tifosi che in Spagna sono un po’ diversi dai tifosi del resto d’Europa e del mondo. Perché? Per le ragioni che abbiamo detto all’inizio: il pubblico spagnolo vuole vedere la propria squadra vincere, ma allo stadio ci va anche per divertirsi ed assistere a partite spettacolari. E quando ciò non accade i tifosi spagnoli hanno inventato una forma di contestazione molto originale e civile: la “panolada”. In pratica quando i tifosi sono scontenti del comportamento dei propri beniamini, si armano ognuno di un fazzoletto bianco che poi fanno sventolare sulle tribune. E questa forma di contestazione è toccata anche a Carlo Ancellotti nell’anno della conquista della decima Champions da parte del Real Madrid con i tifosi dei bianchi assolutamente scontenti del gioco di Ronaldo e compagni tanto da costringere il presidente Perez ad esonerare il pluridecorato tecnico italiano. Questo per far capire la filosofia e i desideri dei tifosi spagnoli. Per questo la conclusione da trarre dopo queste considerazioni è che le migliori società europee devono proiettare i loro sforzi a cercare di avere il Barcellona come modello da imitare e da prendere ad esempio.

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Rocco Sabatella...

2 commenti

  1. Giulio Carcuro Un bel articolo che contiene un fatto non vero. Ancelotti e’ stato esonerato da Perez, contro la volontà di Ronaldo e tifosi. Come hanno sempre scritto tutti i media spagnoli.

    • Centomila tifosi hanno cacciato due volte il fazzoletto bianco, in silenzioso dissenso con Ancelotti. Poi, dopo che ha vinto la Decima coppa,lo hanno perdonato

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