Una novità arriva dalla Sicilia ed è la decisione di aggredire il problema della erosione delle coste in modo nuovo, e cioè mettendo insieme tutti i comuni della costa siciliana in un “contratto di costa”, un piano programmatico che guarda già ad un ampliamento dei soggeti, come i consorzi di bonifica, gli enti parco, i Gal. Questo contratto è una novità assoluta negli strumenti di programmazione e riguarda circa 80 chilometri di costa, che in Sicilia, come altrove, stanno fortemente arretrando a causa di numerosi fattori antropici, idrogeologici e climatici.
“Quello dell’erosione delle spiagge del Messinese e’ un tema che coinvolge molti enti locali, sul quale, pero’, si e’ sempre intervenuto solo con singoli provvedimenti tampone dettati dall’emergenza. E’ emersa, quindi, dice il neo Governatore Musumeci, la necessita’ di un’unica visione strategica che veda la Regione come organismo sovra-comunale per fare sintesi dei vari progetti di ripascimento presentati. Il progetto sperimentale prevede che venga sviluppata una progettualita’ complessiva, integrando azioni fra loro diverse, e promosse da soggetti differenti, in un’ottica di riqualificazione complessiva. Inoltre, sara’ possibile agire in modo unitario per il risanamento delle condizioni territoriali adeguate alla prevenzione del rischio idraulico e di dissesto idrogeologico nonche’ alla ricostruzione ecosistemica. La dotazione finanziaria e’ di 34,5 milioni di euro ed e’ garantita dalle risorse del Fondo di sviluppo e coesione, gia’ assegnate ad alcune Comuni, e dal ‘Patto per la Sicilia’. Il progetto generale sara’ predisposto entro 4 mesi e verra’ coordinato dagli uffici del Commissario per il rischio idrogeologico. “In una Regione come la Sicilia, dove la risorsa mare rappresenta il volano per il rilancio del turismo – continua il governatore – lo strumento del ‘contratto di costa’ ha la valenza di un accordo che mette allo stesso tavolo le Istituzioni per definire e pianificare le strategie da condividere sul tema dell’acqua come elemento di sviluppo del territorio e della fascia costiera. Cercheremo, nel prossimo futuro, di coinvolgere altri soggetti quali gli Enti Parco, i gestori delle Riserve Naturali, i Gal, i Consorzi di Bonifica e le Soprintendenze affinche’ al turismo balneare possa essere associato un turismo biologico, naturalistico e culturale attraverso una promozione delle eccellenze del nostro entroterra, del nostro paesaggio e dei nostri luoghi e testimonianze da raccontare”. Una iniziativa da studiare e da osservare da vicino perchè potrebbe rappresentare una risposta anche per le altre regioni alle prese con lo stesso problema. Sarebbe, altresì interessante, aggiungiamo noi, coinvolgere anche le associazioni dei titolari di stabilimenti balneari che sono la prima vedetta della condizioni di salute del mare e dei territori costieri.