Le premesse per sperare in un ottimo campionato Europeo ci sono davvero tutte. E’ quanto emerso dall’amichevole che gli azzurri di Conte hanno giocato contro la nazionale spagnola, campione d’Europa in carica. Con una formazione sperimentale che ha dovuto, come succederà anche martedì prossimo nell’altra amichevole di lusso contro la Germania, fare a meno della spina dorsale dell’undici che Conte schiererà in Francia. Barzagli, Chiellini, Marchisio e Verratti sono elementi imprescindibili nello scacchiere contiano grazie all’esperienza e alle indubbie qualità tecniche che possiedono. Nonostante le pesanti assenze, la nazionale italiana ha messo sotto la Spagna con un gioco brioso, ordinato, ben confezionato ed anche efficace che ha messo alle corde in parecchie occasioni Fabregas e compagni. E un altro dato positivo emerso dai 90 minuti di Udine è stata la grande concentrazione che la squadra azzurra ha messo in campo. Segnale chiarissimo di quanto sia importante il lavoro psicologico che Conte fa sui suoi ragazzi e che dimostra, ove ce ne fosse bisogno, di quanto l’allenatore leccese tenga a questa competizione importante nella quale l’Italia di Conte non ha nessuna intenzione di fare da comparsa. Nonostante, come qualcuno si è frettolosamente e capziosamente affannato a dire, avendo il tecnico leccese già annunciato il suo addio alla nazionale dopo gli europei, l’Italia si sarebbe presentata in Francia come un’anatra zoppa e senza motivazioni. Davvero si sono lette nei giorni scorsi tante amenità che non fanno onore al grande lavoro fin qui svolto da Conte e che è riconosciuto unanimemente, con le solite poche e sciocche eccezioni. Giusto per tornare all’articolo di Stefano Barigelli di un paio di giorni fa ci sono da aggiungere alcune considerazioni. La prima è che solo Barigelli, nel panorama della stampa italiana, ha accusato il Ct di aver mancato di rispetto alla nazionale quando Conte ha affermato, solo per ribadire il suo desiderio del lavoro quotidiano sul campo, che si sentiva in garage. Un’interpretazione assolutamente personale e che lascia il tempo che trova. Ma Barigelli si è spinto addirittura oltre: da perfetto indovino si è cimentato in una battuta solo velenosa e senza senso. E che cioè il dopo Conte, ha detto, è sempre meglio del Conte. Portando ad esempio quanto di ottimo fatto da Allegri alla Juventus nel dopo Conte. Dimostrando ancora una volta di non essere informato e di non nutrire grossa simpatia per il leccese, per usare un eufemismo. Che il dopo Conte sia migliore è tutto da dimostrare da chi prenderà la guida della nazionale e noi, al contrario di Barigelli che vive di certezze, possiamo solo augurarci che l’Italia faccia nel futuro sfracelli. Probabilmente verso la Juve Conte ha mancato di rispetto lasciandola due anni fa a preparazione cominciata. E vogliamo ricordare che il presidente Agnelli ha fatto l’impossibile, insieme a Marotta, Paratici e Nedved, per convincere Conte a recedere dal suo proposito di terminare il suo rapporto con la Juve. Segnale che nonostante qualche frase sconveniente uscita dalla bocca di Conte, tutta la governance bianconera voleva fortemente continuare il rapporto con il tecnico leccese convinta delle grandissime doti dell’ex capitano della Juve. Certo con il senno di poi Barigelli ha detto che Allegri sta facendo grandissime cose. Ma all’epoca dell’arrivo di Allegri vi era la speranza che l’allenatore livornese potesse ripetere i successi del triennio di Conte, ma non vi era assolutamente la certezza che ciò si verificasse. Chiarito questo concetto, non resta che stare alle cose e le cose dicono che Conte ha ridato dignità alla nazionale, ha fatto crescere un gruppo di giovani che lo seguono ciecamente e che hanno confermato come Conte tenga in maniera maniacale a fare disputare alla nazionale un grande Europeo.
EUROPEI : NON SARA’ UN’ ITALIETTA
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