Pubblichiamo uno stralcio della nota informativa prodotta dal direttore generale dell’apt, Nicoletti, sull’andamento del settore dell’accoglienza turistica a Matera e in regione
Il compendio statistico fornito dal Sistema Informativo Statistico Turistico (SIST) regionale è come sempre ricco di spunti e fa emergere alcune considerazioni utili a capire cosa fare oggi per programmare il futuro. Alla luce dei fenomeni in atto in questi primi mesi del 2020, possiamo dire che il 2019 ha rappresentato il compimento di un ciclo, un ciclo che ha attraversato l’intero decennio e che ha visto come principale risultato la crescita di Matera come destinazione internazionale, in particolare dal 2014 in poi. All’incremento della domanda, se si escludono pochi importanti esempi di strutture ricettive di dimensioni medie o grandi, il sistema regionale ha risposto con un dinamismo espresso prevalentemente da piccoli imprenditori o da strutture a gestione familiare. Soprattutto negli ultimi anni, infatti, sono sorti numerosi esercizi di piccole dimensioni (con 2-3 camere e circa 5-6 posti letto), gran parte dei quali di tipo non imprenditoriale.
Nel 2019 gli esercizi ricettivi sono passati dai 1.409 del 2018 ai 1.516 del 2019, con una crescita pari al 7,6% rispetto all’anno precedente, mentre i 43.166 posti letto hanno registrato un incremento del 2,5%. Le strutture alberghiere sono 227 (il 15% del totale) per un totale di 23.096 posti letto, mentre oltre l’85% dell’offerta ricettiva è data da esercizi extra-alberghieri (1.289), con 20.070 posti letto che rappresentano il 46,5% del totale (una crescita di oltre il 120% rispetto al 2014, anno in cui la città di Matera fu designata Capitale Europea della Cultura per il 2019).
Gli arrivi hanno evidenziato una discreta destagionalizzazione dei flussi, con un aumento in primavera rispetto al 2018 (16,46% in marzo, 24,27% in aprile e 27,02% in maggio), a fronte di incrementi meno significativi nella stagione invernale (dal 4,89% di febbraio al 3,38% di novembre, salvo l’eccezione del 20,10% del solo mese di ottobre). Il periodo di maggior flusso turistico è rimasto quello estivo, trainato in particolare dal Metapontino, da Matera, da Maratea e dal Pollino.
Nel 2019 la Basilicata ha visto un sostanziale incremento di arrivi e presenze, rispettivamente 944.108 arrivi (+5,83% rispetto al 2018) e 2.733.969 presenze (+5,01% rispetto al 2018). Per quanto riguarda le provenienze, 785.759 arrivi provenivano dall’Italia (+4,77% rispetto al 2018) e 158.349 dall’estero (+11,41%); a questi numeri hanno corrisposto 2.392.796 presenze dall’Italia (+3,70%) e 341.173 (+15,17%) dall’estero. Chiaramente è la città di Matera che ha fatto registrare l’aumento più consistente dei flussi turistici, con 388.158 arrivi (+12,57%) e 730.434 presenze (+33,40%), seguita dalla Costa Jonica con 275.801 arrivi (+7,54%) e 1.263.873 presenze (-1,40%).
Passando alle provenienze turistiche, il mercato italiano ha visto un crescente interesse da parte dei mercati principalmente del Centro-Nord: le regioni che nel 2019 ci hanno preferito di più sono la Puglia (se pur con un decremento pari a -7,3% sul 2018), la Campania (+2,4%), il Lazio (+7,6%), la Lombardia (+12,1%), l’Emilia Romagna (+11%), il Piemonte (+19,4%), la Toscana (+13,6%), per finire con Sicilia (+17,6%) e Calabria (+1,2%). Per quel che riguarda gli arrivi di turisti stranieri, i Paesi di maggior provenienza sono stati gli USA con 21.132 arrivi (+10,8% rispetto al 2018), la Francia (19.981, +14,1%), la Germania (15.377, +32,6%) e il Regno Unito (13.475, -1,0%).
Rispetto a questi dati, tralasciando l’enorme flusso di turismo escursionistico che si è registrato nel 2019, vi è comunque da ricordare che non è stato censito dal SIST regionale il movimento turistico generato dalle oltre 300 strutture ricettive non ancora classificate e dalle numerose strutture di ospitalità che praticano i cosiddetti “affitti brevi”. Questa considerazione riguarda l’intera regione, ma in particolare la città di Matera: se potessimo aggregare il dato che sfugge alla rilevazione statistica, nel 2019 non saremmo lontani dal target di 2 pernottamenti per visitatore, laddove la permanenza media nelle città d’arte nazionali si attesta solitamente intorno ai 2,5-2,6.
Un dato che emerge chiaramente negli ultimi anni e in particolare nel 2019 è che la “locomotiva” Matera non ha trainato a sufficienza le altre aree subregionali, se si escludono quei territori dove è già presente un prodotto culturale (p.es. Vulture) o quelli dove si è investito nel passato con la realizzazione dei cosiddetti “grandi attrattori”.