PIPPO CANCELLIERI : IL MIO MONDO MAGICO

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PIPPO CANCELLIERI

 

 

Considerati un genere letterario minore, quello dei fumetti è invece di un livello a pari dignità di tutte le altre forme artistiche cosiddette maggiori.

Con l’aggiunta che la loro immediata fruibilità tanto ha contribuito a diffondere mondi culturali che diversamente mai sarebbero stati accessibili ai più.

Ma il loro valore non è stato e ancora non è solo limitato alla frettolosa diffusione di idee della Cultura ufficiale ma anche e spesso soprattutto, quale mezzo di ricerca autonomo di una qualità di pensiero spesso estremamente raffinata.

Si veda l’esempio della tragedia assoluta cui viene fatta attingere tutta la famiglia Oesterheld nel momento in cui questi intuisce prima di altri e con un buon decennio di anticipo, la degenerazione violenta di un sistema politico-sociale nel quale quando la gente inizia a svegliarsi dal “pane et circensis”, finisce inevitabilmente nello stesso stadio-circo e poco prima di diventare “desaparecidos”.

E poi ancora, come non accostare Pratt a Conrad o Mgnus&Bunker al Principe de Curtis in arte Totò, oppure Sclavi a Wilde!

Un mondo che non esiste quasi più, sopraffatto dal telefonino che vende l’illusione di essere sempre qui e altrove invece che qui e ora ad affrontare pur nella necessità del contingente, l’obbligo di aprire la porta oltre la quale esiste solo il buio della conoscenza.

  • Corte Sconta detta Arcana, Hugo Pratt 1974.

“Corto, ti voglio bene… Dio solo sa quanto è brutto vivere in un mondo senza avventure, senza fantasia, senza allegria… Dimmi che mi capisci Corto!…”

“Ti capisco Rasputin… Ma so anche che sei ogni volta più matto! …”

“Potrei ucciderti per questo.”

(Dialogo tra Rasputin e Corto Maltese).

Forse la storia più bella di tutto il mondo dei Fumetti d’Autore!

176 pagine tutte sontuose, che narrano una avventura del 1918 che inizia a Venezia nella sua Corte Sconta detta Arcana, per finire nel Quomintang dove Corto, assieme al perfido amico Rasputin, incontra il Barone Von Ungern ispirato al vero Barone Roman Nicolaus von Ungern-Sternberg detto anche il Barone Nero, il generale Semenov che ricorda il Capitano Grigorij Michajlovič Semënov, Shangai Lil bellissima rivoluzionaria e su tutti, i panorami innevati del lembo estremo che erano e sono ancora, le ultime terre con umani tra Hong Kong e la Manciuria.

Da solo il condensato di tutta la Letteratura del ‘900!

  • Il Lungo Addio, albo n.74 di Dylan Dog.

Tiziano Sclavi che si supera ribaltando l’horror!

“Perché l’orrore vero sono gli anni che passano; il confronto tra il prima e il dopo, l’orrore è la giovinezza perduta e che non potrà più tornare perché con essa muoiono tutti i sogni adolescenziali”.

Marina Kimball tornata dal passato preda di una terribile amnesia, e che prima di gettarsi dalla rupe del Galeone a Moonlight dice «…Grazie Dylan … è stata la notte più bella della mia vita …»  

Groucho che non fa mai una delle sue solite battute fuori luogo.

Il ritrovamento della Bodeo 1899 e che mai più uscirà dalla serie.

Assieme a “Mater Morbi” il massimo di Sclavi con un Ambrosini alle matite in stato di grazia.

  • Un Principe per Norma, Albo Speciale di Ken Parker

Berardi sceneggiatore e Milazzo agli inchiostri, con le parti in sogno sostituito da Trevisan.

Cinquantanove albi che raccontano di Ken un cacciatore del Montana, tra 1l 1868 e 1908, usciti fra il ’77 e il 1984.

Per la prima volta un protagonista che invecchia ad ogni albo fino a (sic!) a morire!

E nel suo viaggio di essere umano tra la malvagità e l’amore in quel West ormai alla fine, mentre incontra personaggi dell’epoca e poi moderni, da Wild Bill Hickook a John Waine, Custer e l’agente indiano Ely Donehogawa che nella storia però incontra la morte, Totò e Chaplin, Regan o Schwarzenegger, Stanlio ed Ollio e Marlene Dietrich, perfino Norma Jean Baker più nota come Marylin Monroe e che per fortuna stavolta non muore!

L’altro giorno m’era venuto in mente di comprare una tavola originale di Milazzo, solo che ho scoperto di non possedere i quindicimila euro che valeva.

  • L’Eternauta, di Oesterheld, disegnatore Lopez, 1959.

Fu solo nel 1978 che arrivò in Italia direttamente dalla Argentina di Videla.

L’anno dopo Oesterheld, la moglie, le sue tre figlie con una incinta e i generi, legati ad una catena, a portellone aperto raggiunsero gli altri trentamila prima di loro nell’Atlantico.

E i nipotini in affidamento a qualche gerarca ancora sconosciuto.

Il motivo?

Bisogna leggere quel fumetto di venti anni prima e tutto ambientato attorno allo Stadio di Buenos Aires!

Lo stesso stadio dove prima si consumò la tragedia in finzione, contro gli Alieni nel 1959 e poi in reale venti anni dopo con Videla.

Cupo, tetro con le chine essenziali di Lopez (lui si salverà perché era riuscito a fuggire qui da noi), quasi senza speranza, con protagonisti una coppia appena sposata e un ingegnere loro amico che casualmente una sera d’estate si trova da loro, quando inizia di colpo una … nevicata!

Forse il fumetto d’autore che ha avuto più ristampe al mondo, compratelo vi prego.

I grandi Autori Italiani qualche anno dopo vollero fare un manifesto che devo avere ancora da qualche parte in soffitta, con tutti i personaggi da loro creati mentre tipo Novecento di Pellizza da Volpedo, gridavano “Honde Estas Hoesterheld?”.

A Roma secondo me qualcuno lo sa!

Diabolik, delle sorelle Giussani.

A me non è mai piaciuto e tanto da non averne mai comprato un albo; letto si e a decine.

Dello stesso periodo altri del tipo, Kriminal e Satanik pur pregevoli creature di Magnus & Bunker e dei quali parlerò diffusamente fra poco, ma null’altro unisce le sorelle Giussani ai due citati oltre la comunanza di un genere, il “noir” peraltro affatto diversa nella sua interpretazione.

Nella efferatezza raffinato il primo quanto splatter gli altri due.

Diabolik essenziale addirittura asciutto oltre che nel fisico, nel mondo che descrive fatto di pochissimi personaggi sia a lui vicini che suoi nemici, incontra abbastanza presto la sua compagna di vita, Eva Kant.

Bellissima, vagamente somigliante a Grace Kelly lui che somiglia a Robert Taylor, e che sulle stesse strade quelle di Montecarlo stavolta reali invece che su quelle di Clermont-Ferrand inventate, perderà la vita in un incidente scenografico mai del tutto chiarito.

E l’auto preferita poi, una Jaguar E che da allora diverrà il sogno di una intera generazione, contrapposta alla Citroen DS, il famoso ferro da stiro, di un impeccabilmente onesto e professionale quanto determinato Ispettore Ginko che pure mai riuscirà a raggiungere.

Un fumetto che ha ispirato persino il costume di quegli anni e di più, tanto che non è esistita ragazza o maschietto che non ha preso a modello il sogno di girare per avventure a bordo di quella stupenda coupé nera con il gomito fuori lui e la coda di cavallo al vento lei.

Pensate, è dal ’62 che lo pubblicano ancora e in tutto il mondo!

CONTINUA ….    

  

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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