Tra le esperienze più importanti che la vicenda pandemica ha determinato, la riscoperta dell’interno delle varie regioni, l’apprezzamento per l’aria pulita, per i borghi non affollati, per la vita in montagna. lontana dal caos. E l’idea di poter conciliare le due cose che finora erano agli antipodi. il lavoro e la qualità di vita. Finora dove c’è il lavoro c’è anche l’inquinamento, il costo alto della vita, il caos dei trasporti, le ore in più sottratte al sonno o al progetti serali, per recarsi al lavoro partendo due ore prima e tornando a casa con due ore di ritardo. Una esperienza che ha suggerito un cambio di modello di vita, ma che corre il pericolo di rimanere un ideale utopico se non si ha una classe politica capace di immaginare un futuro davvero sostenibile, facendo leggi che assicurano quote certe di lavoro da casa e incentivando gli imprenditori a privilegiare questo rapporto lavorativo. Per quanto ci riguarda, cioè per quanto riguarda noi lucani, questa estate ha segnato la riscoperta della parte più interna della regione, a cominciare dal Pollino , meta privilegiata di una vacanza alternativa all’ammucchiata sulle spiagge. Si tratta di una indicazione di lavoro che, stando almeno alle dichiarazioni dell’assessore Cupparo, sono state recepite dai decisori regionali e che dovranno avere seguito con una strategia tendente da un lato a portare, o meglio a riportare, i servizi sul territorio, dall’altro a portare il lavoro ,anche attraverso la riscoperta di una economia green che ha delle potenzialità ancora inesplorate. Ci sono segnali che vanno in questa direzione: l’accordo quadro per la val sarmento che ingloba tutti i comuni del parco del pollino e qualche comune del Parco dell’appennino lucano, la creazione di alcuni macroattrattori di particolare valenza territoriale, il rilancio della Calda di Latronico come stazione termale, la riscoperta della zona del marmo con le sue bellezze naturali. C’è la sensazione che investire oggi sull’interno non sono soldi persi ,così’ come tornare all’economia locale non è un arretramento ma un forte avanzamento. Mai come in questi ultimi anni l’economia dell’ospitalità nelle aree interne è riuscita a creare un circolo virtuoso, con gli allevamento che lavorano, i caseifici che si moltiplicano, l’area dei prodotti tipici che si allarga, la offerta che si intensifica dei vini di qualità, dell’olio extravergine di alta gamma Quei luoghi che prima segnavano l’abbandono e la desertificazione oggi hanno una chance, se solo si sposta il faro degli investimenti su questa economia locale che prima era di sussistenza oggi è assurto ad un settore importante nel gioco della produzione e della occupazione. Per questa estate, è la mia opinione, bisogna trovare il modo di portare i turisti della costa jonica e di quella tirrenica lucana a fare dell’interno la loro meta serale e festiva, attraverso una programmazione del rapporto organico mare-monti, con l’avvio degli attrattori e con una politica degli eventi capace di richiamare il pubblico verso la bellezza del territorio interno. Il modo migliore per rendere migliaia di persone ambasciatori della basilicata turistica, vista come efficace connubio tra mare e monti. Cominciamo da qui, da una offerta integrata, magari facendo un avviso ad hoc per imprenditori che si associano con io colleghi dell’interno. Rocco Rosa