Il Museo della lettera d’amore: carta, penna e sentimenti

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MICHELE PETRUZZO

                                 Nella storia della letteratura il tema amoroso ha sempre occupato un ruolo privilegiato, è risaputo. Sono infiniti i romanzi nati ed ispirati dal nobile sentimento o quantomeno incentrati su di esso. Tuttavia esistono diverse declinazioni letterarie dell’amore, tra cui un sottogenere meno conosciuto e studiato, probabilmente perché più intimo, privato ed immediato: la lettera d’amore. Sebbene esistano casi illustri – da Antonio Gramsci a Frida Kahlo – le lettere d’amore solitamente rimangono nel ristretto cerchio di chi le scrive o le riceve, dimenticate ed impolverate nei cassetti di casa, tra le pagine di un libro già letto, tra le cianfrusaglie inutilizzate di un vecchio mobile del ripostiglio. Tuttavia c’è chi ha pensato di riconoscergli il giusto valore sociale, storico e letterario. Proprio da questo intento è nato il “Museo della lettera d’amore”, unico al mondo. Si trova a Torrevecchia Teatina, in provincia di Chieti, ed è stato fondato nel 2011 da due coniugi, che da fidanzati erano soliti scriversi lettere per via della distanza che li separava. Situato nello storico palazzo settecentesco del Marchese Valignani, accoglie al suo interno migliaia di lettere d’amore, appartenenti a diverse epoche storiche. Per scoprire curiosità, dettagli e segreti di questo luogo, ho intervistato Massimo Pamio, Direttore del Museo.                                  

Partiamo dalla definizione. Che cos’è questo museo e cosa raccoglie?

Il Museo della Lettera d’Amore (MLA) è un museo unico al mondo che raccoglie ed espone lettere d’amore, nonché oggetti, foto, documenti relativi agli epistolari d’amore storici o celebri.

  Come e quando nasce questo progetto?

Più che di un momento temporale, parlerei di un accadimento fuori del tempo, di un sogno che si è presentato come un colpo di fulmine e si è realizzato come una storia d’amore andata a buon fine. Impegnati nel settore della letteratura (mia moglie ed io dirigevamo una piccola casa editrice) abbiamo pensato di promuovere, nel 1999, un concorso che fosse unico, originale: memori delle nostre che ci eravamo scambiate da giovani innamorati, abbiamo ideato il “Concorso della lettera d’amore”. Se le lettere d’amore si scrivono ancora in Italia, è grazie a noi! Nel corso delle edizioni del Premio, abbiamo ricevuto migliaia di componimenti provenienti dall’Italia e dall’estero. Asfissiati da quell’ingombro amoroso, ma non volendocene liberare per una questione affettiva, le conservavamo tutte dentro case. Molte lettere serbavano il profumo del luogo da cui venivano inviate: fragranza di pane appena sfornato, efflorescenze di bagnoschiuma; oppure esibivano macchie di cioccolata, di caffè; le buste recavano piccoli oggetti come biglie, penne, matite, appunti, che gli autori distratti avevano dimenticato nella busta; insomma ogni lettera si trascinava un piccolo intimo pezzetto di vita appresso. Quando si è verificato il sisma che ha colpito l’Abruzzo e L’Aquila, nel corso della lunghissima scossa abbiamo pensato di rifugiarci sotto il letto, che però era occupato da buste e lettere. A quel punto ci siamo decisi a disfarci del nostro patrimonio. Come? Abbiamo pensato di custodirle in un museo apposito. Abbiamo rivolto la proposta alla Giunta Comunale di Torrevecchia Teatina, retta dalla giovane e lungimirante Sindaco Katja Baboro. Detto, fatto! Il Museo della Lettera d’Amore, inaugurato nel 2011, vuole essere un luogo dove i sogni degli uomini si incontrano, alla luce dell’amore e dei segni delle incisioni dei grafemi che li rendono immortali, affinché noi tutti si possa essere l’infinito corrispondere di slanci appassionati, vibratili in uno, nell’Unità che ci ricompone e ci redime, se è vero che il nostro corpo e la nostra anima sono mutilazione, come scrive David Grossman.

                                                                                                          Come è organizzato e suddiviso il Museo?

Ci sono ambienti dedicati alle foto e ai documenti, altre alle lettere. Due stanze sono dedicate a lettere e testimonianze dedicate da tantissimi fedeli a S. Karol, allora Papa Giovanni Paolo II, e deposte accanto alla sua bara nel giorno dei funerali; circa 3500 testimonianze provenienti da tutto il mondo che sono state raccolte dal Vaticano e poi donate all’Associazione Papaboys che le ha affidate al Museo.

Non solo memoria storica, ma anche continua attività culturale, come dimostra il concorso per lettere d’amore che organizzate ogni anno. Qual è lo scopo e in cosa consiste?

Il Premio Lettera d’Amore, sorto nel 1999, giunto nel 2021 alla XXI edizione, viene bandito ogni anno il giorno di San Valentino e si conclude con la cerimonia di premiazione l’8 agosto a Torrevecchia Teatina. Si propone di ricreare attenzione per un sottogenere del genere epistolare. Scrivere a mano o con il mouse o con lo stylus una lettera d’amore costituisce e ha costituito un privilegio unico e irripetibile nella storia di ciascun individuo rapito dalla passione d’amore. Chi si pone su un tavolo o su un qualsiasi altro comodo o scomodo appoggio per redigere pensieri d’amore, immagina e sogna quella persona cara, e si dedica solo a lei, per lei sceglie le parole giuste, quelle che potrebbero accendere il suo interesse e nelle quali potrebbe rispecchiare il suo animo. In quel momento si è vicini all’altra, la si desidera, la si spasima, ponendola su un piano altissimo, sublimando il sentimento in uno slancio con cui si vorrebbe partecipare alla condivisione comune di sospiri, baci, tenerezze languide e sensuali. Risvegliare l’interesse per la lettera d’amore significa impegnare la comunità al bene condiviso, per aprirsi alla confidenza, alla fiducia, alla messa in discussione della propria intimità per accogliere l’altra. Nel 2019 il regista Pupi Avati, che ha attentamente ascoltato la lettura dei testi partecipanti, ha affermato che si tratta della manifestazione più valida dal punto di vista letterario d’Italia e che sul palco d’onore della Lettera d’Amore ascende “l’Italia migliore” (le lettere sono tutte di un alto valore letterario ed etico). Sono stati ospiti della manifestazione personalità del mondo culturale: Barbara Alberti, Giobbe Covatta, Dario Vergassola, Ascanio Celestini, Franco Di Mare, Umberto Broccoli, Maria Teresa Letta, David Riondino, Donato Renzetti, Giò Di Tonno, Pupi Avati, Michele Placido; ne hanno parlato Famiglia Cristiana, Confidenze, Il Fatto quotidiano, L’Espresso, il Resto del Carlino, il TG 2, televisioni nazionali polacche, tedesche, TV 2000, TG 3, quotidiani e riviste stranieri, dal Courrier Intenational a 360 Magazine, centinaia di reti online di tutto il mondo, dagli USA al Brasile all’Argentina al Canada, ecc.; tra i vincitori del Premio, alcuni dei maggiori scrittori, da Maurizio De Giovanni a Giulia Alberico, da Barbara Alberti a Rita El Khayat, da Arnaldo Colasanti a Renato Minore, da Remo Rapino a Stevka Smitran, e tanti altri. È uno dei pochi concorsi letterari italiani completamente gratuito e che prevede somme in denaro per i vincitori.

                                                                                                                                                        Ci sono anche epistolari celebri e donazioni?

Il Museo raccoglie epistolari storici di innamorati risalenti alla prima guerra mondiale, una lettera del 1821, altri epistolari risalenti alla seconda guerra mondiale, donazioni di lettere di autori noti, dallo scrittore Ugo Riccarelli all’attore Ascanio Celestini, al direttore d’orchestra Donato Renzetti, eccetera.

Avete contatti con scrittori, intellettuali e realtà culturali?

Il Museo intrattiene rapporti con enti, università, scrittori, intellettuali di ogni genere. Di recente, siamo stati invitati dal prof. Paolo Coen dell’Università di Teramo per un convegno internazionale sulle nuove realtà museali; l’anno scorso abbiamo promosso un convegno sui piccoli musei del medio Adriatico, a cui hanno partecipato il Museo del giocattolo di Senigallia, il Museo del cappello di Montappone, il Museo della battaglia di Ortona, il Museo del vino di Tollo, il Museo navale di Francavilla al mare. Quest’anno avremo come ospite la Professoressa Elisabetta Bartoli dell’Università di Siena, che ha studiato, analizzato e curato un testo di Maestro Guido, il primo della letteratura in volgare in cui si parla di epistolografia d’amore.

                                                                                                                                                Ritenete che nella società attuale – sempre più veloce, digitale e social – la lettera d’amore abbia lo stesso valore di un tempo?

La lettera d’amore così com’è concepita, è un mezzo ormai accantonato, altrimenti non sarebbe stata considerata oggetto di interesse per un museo. La lettera d’amore si scriveva quando le distanze tra gli innamorati erano talmente sensibili da comportare un distacco temporale molto lungo tra i due. Oggi queste distanze e questi tempi sono stati polverizzati dalle tecnologie moderne, dagli aerei ai telefonini, ai collegamenti immediati audio-video via Whatsapp, Skype, Zoom o Google meet, che permettono agli innamorati di abbattere ogni distanza spaziale e temporale.

Siamo ancora capaci di scrivere lettere d’amore?

In qualità di giurati del concorso lettera d’amore possiamo attestare non solo che ne siamo ancora capaci, ma che ci sono scrittori molto più bravi di quelli di epistolari celebrati e noti, basta collegarsi al sito www.museoletteradamore.it per leggerne alcuni o ascoltarli direttamente dalla voce degli autori.

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Sull' Autore

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

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