TROPPO FORTE L’AVELLINO PER IL POTENZA

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ROCCO SABATELLA

Non era certo la partita con l’Avellino che poteva portare punti al Potenza. Troppo netto il divario tra le due formazioni per pensare di poter fare un risultato positivo. I punti bisognava farli nei tanti scontri diretti del girone di andata quando le avversarie erano più o meno alla portata del Potenza. Ci riferiamo ovviamente al Messina, Campobasso, Monterosi, Paganese, anche alla Turris e al Taranto. Tuttavia il Potenza messo in campo da Arleo se l’è cavata molto bene nel corso del primo tempo quando ha tenuto testa all’arrembate squadra di Braglia con sufficiente disinvoltura. In questo sostenuta dagli oltre duemila  tifosi che, considerato il particolare momento, hanno raccolto l’appello della società per trasformare il Viviani in una bolgia. Molta intensità in campo, attenzione e concentrazione da parte di tutti e Avellino che ha incontrato diverse difficoltà per farsi pericoloso. Il Potenza si è disposto con la difesa a quattro davanti alla quale ha agito a maggiore protezione Cargnelutti, poi in fase di non possesso un’ altra linea con Guaita e Burzio sulle fasce, Ricci e Sandri in mezzo al campo e Romero punta centrale. In pratica un 4/1/4/1 quando si doveva difendere per passare poi, in fase di attacco, al 4/3/3. Insomma una squadra camaleontica e duttile come aveva chiesto ai suoi ragazzi Arleo. Il Potenza ha impostato una gara di attesa perché era scontato che sarebbe stato l’Avellino a dover fare la partita. E così è stato. Il piano tattico di Arleo prevedeva di ripartire in velocità una volta riconquistato il pallone per cercare di sorprendere i campani. Tra i quali ha esordito Jacopo Murano. Che non era il solo ex della gara visto che in campo dall’inizio, a sorpresa, Braglia ha schierato, oltre a Silvestri nella difesa a tre, anche l’altro ex Matera e Mignanelli a centrocampo in luogo di De Francesco e Carriero. E in attacco il pericoloso tridente composto da Maniero e Murano  con Kanoute sulla corsia mancina. E contro un avversario ben organizzato come era oggi il Potenza, per sbloccare il risultato la squadra campana ha avuto bisogno che Maniero si inventasse una giocata incredibile. Ricevuta la palla di spalle alla porta appena dentro l’area, ha avuto tutto il tempo per girarsi e fare secco Marcone con un rasoterra chirurgico all’angolo alla sinistra del portiere rossoblù vanamente proteso in tuffo. Evidenti le responsabilità de due centrali difensivi Matino e Gigli che non si sono fatti trovare pronti a contrastare Maniero. Il Potenza ha reagito con veemenza e dopo solo un minuto è riuscito a pareggiare con un po’ di fortuna. Angolo di Sandri che ha servito Burzio, subito al cross per la testa di Romero che ha indirizzato verso la porta. Sulla traiettoria si è trovato Scognamiglio che di testa ha fatto secco il suo portiere. Supremazia territoriale dell’Avellino che si vede annullare un gol di Kanoute per fallo su Gigli che porta all’espulsione di Braglia per proteste, ma anche alcune azioni offensive del Potenza che dovevano essere gestite in maniera diversa per creare pericolo a Forte. Ad inizio ripresa dentro Costa Ferreira per Guaita. Equilibrio che dura una decina di minuti quando l’Avellino passa di nuovo in vantaggio con l’ex Murano che da pochi passi supera Marcone su assist di Aloi. Come era prevedibile Murano non esulta e sulle ali dell’ entusiasmo sfiora il bis personale in due circostanze. Prima tirando alto di sinistro e poi alzando la mira di testa. Il Potenza perde attenzione e intensità, accusa problemi di tenuta e si consegna all’Avellino che può mettere in campo forse fresche come Tito, Plescia, Micosvski, Mastalli e Carriero. Scusate se è poco. L’Avellino controlla con sicurezza il vantaggio e Forte non corre nessun pericolo. In contropiede, su una palla  persa da Costa Ferreira arriva il tris di Micovski che riceve appena dentro l’area e batte imparabilmente Marcone. Arriva la quinta vittoria consecutiva in trasferta per i campani che fa gongolare Braglia che si complimenta con la sua squadra per la prestazione contro un Potenza gagliardo. Sul fronte rossoblù forti segnali di reazione del Potenza che ha la pecca di durare solo il primo tempo. La differenza dei valori si dimostra davvero molto ampia anche perchè Salvemini, Costa Ferreira, Bucolo, Sueva danno alla squadra un contributo molto minimo e inferiore alle attese che Arleo riponeva in loro. Il tecnico del Potenza, pur contento dell’atteggiamento molto positivo del primo tempo, non nasconde che per cambiare le cose servono almeno altri tre rinforzi, uno per reparto e soprattutto che abbiano nelle gambe tutti i 90 minuti. E non chi è in condizioni precarie di forma. Ai quali per essere pronti  atleticamente occorre ancora tempo che il Potenza non ha. Per questo era necessario prendere giocatori già pronti sotto l’aspetto fisico e che erano in grado di dare il loro contributo fin da subito. Solo se dall’ultimo giorno di mercato, con la presenza di Flammia e Martino all’Hotel Sheraton, arrivano un attaccante, un difensore e un centrocampista di qualità indiscusse, si può invertire la rotta. Altrimenti sarà difficile fermare l’agonia. A fine partita scoppia la contestazione dei tifosi della curva che per la prima volta prende di mira il presidente Caiata che si becca cori continui di vaffa e via dicendo. Che provocano la reazione stizzita del presidente che annuncia il suo disimpegno dal Potenza come raccontiamo in un altro articolo. Intanto la squadra, in attesa di buone notizie da Milano, ha soli tre giorni di tempo per preparare la gara con il Foggia prevista per giovedi prossimo, ancora al Viviani, con inizio alle ore 18.

 

 

 

 

 

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Rocco Sabatella...

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