
rocco sabatella
Si solleverà, all’inizio della prossima settimana, il velo sul programma sportivo ed economico del nuovo Potenza targato Donato Macchia, imprenditore nel campo dell’eolico che ieri è diventato, oltre che il proprietario, anche il presidente della società rossoblù che succederà a Salvatore Caiata che, insolitamente per questo tipo di operazioni finanziarie, si è assunto il compito di annunciare ufficialmente, urbi et orbi, con un post, la felice conclusione delle trattative per il passaggio delle quote alla società Staff Srl di Macchia. Nella misura dell’ottanta per cento delle quote azionarie. Mentre un quindici per cento rimane a Caiata e il restante cinque va all’Associazione “Potenza 1919”. Particolarmente esaltanti sono state le parole con le quali l’ex presidente Caiata ha salutato l’arrivo di Donato Macchia al timone del Potenza. “ Il Potenza ha un nuovo grande presidente. E io sono il suo primo tifoso. Convinto che la sua forza, la sua capacità, la sua visione ci porteranno dove non siamo ancora arrivati. Per me è stata una grande soddisfazione cedere il Potenza nella sede romana della società DLA Piper che ne ha certificato la correttezza gestionale e la grande professionalità. E per questo un grazie sentito va a tutti quelli che mi hanno accompagnato in questi 5 anni con un plauso speciale ad Enzo Summa che ci ha permesso di navigare in acque tranquille”. La dichiarazione preventiva di grande giubilo per quest’ operazione ha una sua logica spiegazione. E riguarda anche una sorta di auto esaltazione da parte dell’ex presidente per essere riuscito a risolvere, in tempi anche rapidi, il problema della sussistenza del Potenza all’indomani della conferenza stampa di aprile scorso in cui Caiata riconfermò con forza la sua volontà di lasciare il Potenza. Tra le righe si capisce che Caiata intesti a se stesso, giustamente, il merito di aver trovato il suo successore alla guida del Potenza perché la storia sportiva della gloriosa società potesse continuare. Nel contempo avendo scongiurato il pericolo di correre il rischio di passare alla storia, non solo per i suoi cinque splendidi anni alla guida del Potenza, ma anche come il presidente di un nuovo fallimento della società rossoblù. Segnali chiari di come Caiata abbia lavorato sodo per arrivare alla soluzione sperata. Le prime incombenze del neo presidente Macchia sono adesso di natura prettamente economica: preparare la domanda di iscrizione corredata dalla fidejussione di 350 mila euro, dalla tassa di iscrizione di altri 105 mila euro e dalla presentazione delle ricevute liberatorie dei giocatori riguardo agli stipendi di marzo, aprile e maggio del corrente anno che, nell’accordo di cessione della società, toccherà onorare al nuovo proprietario. Lo stipendio di giugno si dovrà pagare entro ottobre prossimo. La vecchia società si è assunta, invece, l’onere di farsi carico di tutte le spettanze maturate al 31 maggio scorso. C’è grande curiosità e attesa tra i tifosi per conoscere dalla viva voce del nuovo presidente Macchia le sue intenzioni sulla prossima stagione. A cominciare dall’annuncio di quello che sarà il nuovo organigramma societario che dovrebbe essere completamente nuovo rispetto al passato. Mentre il progetto sportivo, a sentire le voci che circolano in città, dovrebbe essere alquanto ambizioso per ammissione dello stesso Macchia che ha già parlato di serie B, di stadio, di sede sociale, di allenatore e squadra di prestigio che dovranno puntare in alto. Tutte parole e musica che stuzzicano la fantasia dei tifosi che sono passati da un periodo di preoccupazioni per il futuro della squadra del cuore a quello attuale di grande esaltazione per i progetti di Macchia. Ancora un po’ di pazienza e conosceremo le intenzioni del presidente Macchia sul nuovo Potenza.