DINO DE ANGELIS
Non ha niente di geniale, se ci pensi. Una passerella sull’acqua. Lunga 4,5 chilometri. Adesso, io non ricordo quanta strada fece Cristo quando fece la stessa passeggiata sull’acqua, però senza passerella. E neppure debba essere una coincidenza che l’autore di questa passerella si chiami un po’ come Lui. Solo con l’h. Christo. Ma sono dettagli. La cosa bella è che queste passeggiate oggi le possono fare tutti, sul lago di Iseo, tra Brescia e Bergamo e , cosa ancor più sorprendente, le possono fare gratis. Anzi quasi gratis. Nel senso che l’accesso è gratuito, ma le file sono talmente lunghe che i battellieri del lago si sono inventati il sistema di fare cassa per far saltare le file a quelli che non le sopportano. Si va dai 30 euro per un italiano fino ai 100 euro se il turista è straniero. Anche se non siamo a Napoli, l’arte di arrangiarsi e di far cassa è uguale un po’ dappertutto.
La passerella è presa d’assalto da folle di visitatori. Se ne prevedono molte centinaia di migliaia durante i giorni dell’installazione, dal 18 giugno (data della sua inaugurazione) al 3 luglio. Un business calcolato in milioni di euro per le attività dell’area. L’artista americano, famoso esponente di Land Art, sull’installazione denominata “The Floating Piers” (in modo non ufficiale Ponte Galleggiante) ha avuto modo di dire: “Vi farò camminare sulle acque, meglio se verrete senza scarpe; sarà una passeggiata dove sentirete le onde sotto i vostri piedi”. L’opera è stata realizzato utilizzando 70.000 metri quadri di tessuto giallo-arancione, sostenuti da un sistema modulare di pontili galleggianti formato da 200.000 cubi in polietilene ad alta densità. La Passerella sul Lago di Iseo è un evento con rilevanza mondiale, inserito tra la top 10 delle mete da non perdersi nel 2016. Al di là dell’entusiasmo dei visitatori, non tutti salutano l’installazione dell’artista americano con lo stesso entusiasmo. Philippe Daverio, ad esempio, si è espresso in questo modo: “Per me non è altro che una semplice baracconata. Come quando si facevano le fiere paesane. The Floating Piers ha sì una funzione aggregante, ma non è altro che un’alternativa spiritosa alla sagra del ravanello o della lumaca gialla. Se robe del genere non le ha mai installate sul lago di Costanza o Ginevra ci sarà un motivo.”
Ora, trasportando tutto dalle nostre parti, da qualche giorno ha preso il via uno spettacolo che, credo di poter affermare senza ombra di dubbio, vale almeno dieci volte la amena passeggiata sulle acque del Lago di Iseo. Parlo del Mito della Magna Grecia. È superiore nella progettazione, nella ricerca storica (il Mito delle Origini), nella realizzazione di un’infrastruttura (l’anfiteatro con 3.500 posti a sedere), nelle luci, nella tecnologia, nell’uso delle maestranze (regista e attori importanti, tra i più importanti dello spettacolo nazionale), nella individuazione e realizzazione dei costumi di scena, e infine nella valorizzazione di molti attori e comparse locali, secondo una tradizione che sta diventando prassi nella produzione di eventi lucani.
Mi sono già dilungato sulla carenze in ambito promozionale che un evento di questo tipo sembra aver messo in evidenza e, devo ammetterlo con un pizzico di provincialismo, mi fa rabbia assistere a file chilometriche per fare la passeggiata sulle acque del lago d’Iseo, con ricadute mirabolanti sul tessuto economico lombardo, mentre le ricadute e le file di visitatori che si recheranno a vedere il Mito delle Origini della Magna Grecia sulle acque dell’invaso di Monte Cotugno sono tutte da definire.
Alla fine rimpiango perfino il parere tagliente di un Daverio che tronca senza mezze misure l’installazione di Christo, mentre forse dello spettacolo che si tiene in un paesino della remota Basilicata non ne è nemmeno a conoscenza. Per favore non veniteci a dire che quaggiù è complicato arrivarci, perché uno spettacolo del genere merita di essere visto anche se si dovesse arrivare con la diligenza.
E forse un Daverio, a pensarci bene, si potrebbe anche invitarlo. È il mercato, baby. Fattene una ragione.