QUANDO DANTE INCONTRO’ RE MANFREDI

0

by Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

DI LEONARDO PISANI 

Lo descrivevano alto e biondo, colto come chiunque fosse cresciuto nella corte del Regno di Sicilia fondato dal suo bisnonno materno Ruggero II D’Altavilla, il normanno e scherzo del destino tutti e due sono morti lo stesso giorno: il 26 febbraio; nel 1154 il fondatore del Regno Ruggero II a Palermo e nel 1266 l’ultimo re svevo normanno a Benevento in una furiosa battaglia contro l’invasore Carlo I D’Angiò.

Manfredi forse è nato in Basilicata a Venosa, città amata dal padre Federico II perché vi riposano i suoi antenati Altavilla :Guglielmo Braccio di Ferro, Drogone, Umfredo, Guglielmo detto del Principato ed il gradissimo conquistatore Roberto il Guiscardo. La madre era Bianca Lancia, forse la moglie preferita dallo Stupor Mundi. Su Manfredi ci sarebbe molto da scrivere ma lo ricordo con i versi di Dante Alighieri nella Divina Commedia (Purgatorio canto III, vv. 103-145), lo pone tra coloro che si sono pentiti in punto di morte e sono stati accolti dalla “bontà infinita”.

DANTE INCONTRO RE MANFREDI

« […] Io mi volsi ver lui e guardail fiso:
biondo era e bello e di gentile aspetto,
ma l’un de’ cigli un colpo avea diviso….
Poi sorridendo disse: Io son Manfredi,
nepote di Costanza imperadrice
[…]
Se ‘l pastor di Cosenza, che a la caccia
di me fu messo per Clemente allora,
avesse in Dio ben letta questa faccia,
l’ossa del corpo mio sarieno ancora
in co del ponte presso a Benevento,
sotto la guardia de la grave mora.
Or le bagna la pioggia e move il vento
di fuor dal regno, quasi lungo ‘l Verde,
dov’e’ le trasmutò a lume spento.

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Purg. c. III, v. 103-145)

DANTE INCONTRO RE MANFREDI

Ed in ultimo con una leggenda popolare che racconta che al tramonto tra i riflessi delle finestre bifore del rosso castello di Lagopesole, si intravede una diafana figura che vaga per gli oscuri corridoi piangendo e lamentandosi; vestita di bianco, di straordinaria bellezza e con una piccola lanterna in Mano. E’ Elena degli Angeli, l’amata moglie del Re Manfredi di Sicilia e raccontano le leggende che  lo stesso Manfredi avvolto da un manto verde su un regale  bianco cavallo  vaghi nei dintorni del castello, tra un bosco ed una radura in ricerca della sua Elena, ma nessuno dei due riesce ad intravedere l’altro, destinati anche nell’aldilà a non incontrarsi mai. Poi, la Domus  Imperiale di Lagopesole, specie nei giorni di rosso tramonto è suggestiva, quasi magica quando le sue pietre, le sue torri sembrano amalgamarsi con i raggi del sole morente ed i verdi alberi cresciuti a ridosso della mole. Un castello, unico  nel suo genere che ha sempre colpito l’immaginario di artisti, poeti, fotografi e anche della tradizione orale che ha fatto nascere leggende e fantasiosi episodi capitati tra le segrete mura. Le rosse mura ;queste realmente videro la storia d’amore del Biondo Manfredi e della dolce Elena degli Angeli, la sua amata sposa e madre dei figli del re svevo.

Elena Ducas- questo il suo  vero nome- ebbe vita breve, appena 29 anni, figlia del despota d’Epiro Michele II e di Teodora Petralife, considerata Santa dalla Chiesa Ortodossa, sposò a 17 anni il biondo Manfredi di Sicilia, re e poeta, guerriero e colto come il padre Federico II,il  2 giugno 1259 e  in seguito alla morte del marito durante la battaglia di Benevento nel 1266 ,fu  imprigionata da Carlo d’Angiò e condotta anche a Lagopesole  dove incontro  Carlo I d’Angiò, forse  dove passò  tra  ultimi momenti della sua vita, nella totale tristezza, lontana anche dai suoi figli, imprigionati a Castel del Monte. La dolce Elena morì prigioniera nel castello del Parco di Nuceria Christianorum, oggi Nocera Inferiore, dove morì il 14 marzo 1271 a soli 29 anni. Elena e Manfredi dimorarono spesso a Lagopesole, nei loro giorni felici, e ancora c’è chi sostiene che la regina arrivata dall’Epiro non abbia mai lasciato il rosso maniero

Condividi

Lascia un Commento