Si ripetono episodi di aggiuramento dei diritti dei lavoratori, con pratiche sleali di esternalizzazione del lavoro. E’ accaduto a Viggiano, in un’azienda dell’indotto Eni , la LPC, che , per licenziare una lavoratrice che da vent’anni provvedeva alla manutenzione elettro strumentale e meccanica , ha esternalizzato il lavoro , venendo meno ad una delle clausole del patto di sito. Protesta la Uilm , per la quale in realtà si è voluto semplicemente continuare a mobbizzare e ledere non solo l’aspetto professionale ma soprattutto umano di questa donna.
In effetti a seguito del campo appalto la LPC, da subito, ha messo in campo un sistema
subdolo di isolamento, di ripicche nei confronti di una donna, di una mamma, di una
lavoratrice che da oltre 20 anni gestiva e gestisce al meglio le attività a lei assegnate.
In pochi mesi la LPC ha tentato di cancellare la sua storia professionale e ciò semplicemente
è dovuto al fatto di aver chiesto il perché di atteggiamenti discriminatori alimentati, da una
“cortina” creata ad hoc, con lo scopo di mettere spalle al muro la lavoratrice sperando si
dimettesse visto il clima aziendale.
Discriminazione che ha avuto un primo finale assurdo: la LPC ha avviato una procedura di
tentativo di conciliazione per licenziamento per giusta causa, ovviamente inesistente e
creata ad hoc a seguito di una finta esternalizzazione delle attività assegnate alla
lavoratrice, che in realtà non è stata mai messa nelle condizioni di poter esplicare a pieno le
sue mansioni nell’appalto aggiudicato secondo le procedure del Patto di Sito. Il Sindacato chiama in causa l’Eni, che rispetto all’indotto pure avrebbe qualcosa da dire. Siamo fiduciosi che Eni possa intervenire nei confronti di LPC facendo ritirare questo subdolo tentativo di licenziamento perché non è possibile nel 2022 umiliare una donna, una mamma, una lavoratrice con l’unico scopo di ghettizzarla e portarla ad una decisione drastica, quella delle dimissioni.
Se ciò non dovesse accadere ovviamente riterremo complice Eni di questo nuovo modo di
gestire le attività, anche attraverso esternalizzazioni finte e dunque ci riserviamo di
mettere in campo ogni azione legale ma soprattutto sindacale per tutelare la dignità delle
lavoratrici e dei lavoratori. Questo è un nuovo tentativo di raggirare le regole, la legalità? Basta esternalizzare attività a ditte esterne così da poter licenziare persone scomode o domani si esternalizzerà per semmai risparmiare, accrescere il proprio tornaconto, in barba a tutte le regole e
soprattutto alla salvaguardia dei livelli occupazionali.
SUCCEDE A VIGGIANO. PER LICENZIARE UNA LAVORATRICE ,SI ESTERNALIZZA IL SUO LAVORO
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