MONTE CRUGNAME, LA RIVOLTA DI POPOLO HA PAGATO. STOP ALLA RAPINA DEL SILICIO

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FRANCO CACCIATORE

La revoca della Giunta Regionale dell’autorizzazione a realizzare una cava di quarzarenite a Monte Crugname, alle pendici di Monte Vulture, interrompe quel filo diretto con il sensazionale scippo del silicio subito da Melfi negli anni ’60. Senza dubbio un grande risultato che premia l’impegno della passata Amministrazione di Melfi e la presente con i rispettivi Sindaci Valvano e Maglione, unitamente ai primi cittadini degli altri centri del Vulture, all’associazionismo e la partecipazione popolare. Una nota particolare va al Vescovo Ciro Fanelli che ha sposato in pieno e in prima persona la difesa del territorio nel senso civile ma soprattutto improntato ai principi religiosi, giungendo a consacrare Monte Crugname a S. Guglielmo da Vercelli, che nella quiete di quel luogo svolse la sua vita eremitica. Il luogo, importante anche per trovarsi nel tracciato della Via Appia, ha molte colleganze, oltre alla prossimità al Bosco Frasca, luogo della cava di silicio, per la formazione del territorio che presenta imponenti rocce silicee. Purtroppo l’affinità dei luoghi rischiava di avere anche la stessa sorte, la sottrazione alla comunità, con l’aggravante di grave danno ambientale e di inquinamento. A quanti non ricordano quella “rapina”, che ha sottratto un bene di primaria importanza per la crescita dell’area, la vogliamo ripercorrere brevemente, anche per una parte non conosciuta ai più, quella della vendita dibattuta in Parlamento. Il silicio era venuto alla luce a seguito degli studi geognostici del territorio per l’attraversamento dell’autostrada Napoli – Bari, purtroppo saltata e sottratta non solo al melfese ma all’intera regione. Si trattava di una cava dalla grande estensione, tanto da valutarsi una secolare estrazione. Di qui l’interessamento di una società romana, sorta ad hoc, per l’acquisto da destinare a S. Salvo, sede di una vetreria, una possibile cattedrale nel deserto, per la mancanza di materia prima. A Melfi contestazione, scioperi, per salvare quello che per gli inviati speciali era “l’oro di Melfi” e finanche la nascita di una società popolare locale. Purtroppo la vendita è fortemente voluta anche dall’alto, parlamentari lucani compresi. Il silicio approda finanche alle Camere, come dagli atti parlamentari, a partire dal 12 settembre 1966 con le interrogazioni dei deputati liberali Manlio Cassandro e Giuseppe Alpino e del missino, Giorgio Almirante, che aveva anche tenuto comizio a Melfi. Per loro “il giacimento,unico in Italia, è la sola risorsa del sottosuolo della vasta zona, lo sfruttamento in loco oltre l’estrazione avrebbe un vasto impiego (gres, porcellane, vetri, cristalli, ecc.) che orienterebbe in senso industriale l’economia poverissima del Melfese, contribuendo alla soluzione del grave e annoso problema della disoccupazione”. A rispondere picche i Ministri Andreotti, Bosco e Malfatti. Tutti per il non sfruttamento in loco e la vendita, che avverrà per una manciata di milioni senza alcuna contropartita. Quelle previste saltano. Un laterificio, allorquando vi saranno le condizioni di mercato, ovvero mai, e una cooperativa di autotrasportatori, sostituita da un collegamento con la linea ferrata. In più la vendita avverrà in modo irregolare a metro quadro e non cubo, come stabilito per cave e torbiere. Risultato. Oggi a Melfi per l’estrazione (con grande prelievo di acqua dall’Ofanto) lavora qualche decina di persone, a S. Salvo diverse migliaia di addetti. Alla luce di questa sottrazione a tutti i costi è da tenere alta l’attenzione e proseguire nelle azioni intraprese, giacché la destinazione mineraria per Monte Crugname è revocata sino al 2030. Compito che demandiamo soprattutto al nascente movimento di fede e amore per il territorio, il “Cammino di S. Guglielmo da Vercelli”, da snodarsi dal convento a Melfi di S. Bartolomeo (ex carcere) a Monte Crugname.

Foto: ( COPERTINA) La “camminata” di popolo,associazioni e autorità con in testa il Vescovo Ciro Fanelli – La consacrazione a S. Guglielmo da Vercelli – Monte Crugname –La vasta area del giacimento di silicio del Bosco Frasca– L’autostrada Napoli – Bari che evita la Basilicata.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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