L’AVVENTO DEL FASCISMO IN BASILICATA (4): I RUOLI ED IL CONFORMISMO

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LUCIO TUFANO

Tra la vecchia borghesia dell’anteguerra rinsanguata dal pescecanismo dei profitta tori ed il proletariato classi sta che ha migliorato e va ancora migliorando la propria condizione, si inserisce inoltre la piccola borghesia, fatta di elemento impiegatizio, di piccoli esercenti e di liberi professionisti sprezzanti il bracciantato ed il lusso degli arricchiti.
“Il Socialismo – sostiene ancora Chiummiento – avrebbe dovuto capire la nuova mentalità e far leva su questi ceti che tentavano di contrapporsi alla spavalderia degli arricchiti e che cercavano un segno di superiorità, sia pure apparente, rispetto al proletariato agricolo ed operaio che minacciava di soverchiarli col mito classista, e soprattutto, con la graduale conquista del benessere economico. L’ozio intellettuale di quattro anni di guerra aveva disorientato soprattutto lo spirito di questa piccola borghesia umanistica ed accresciuto quella crisi di cultura che aumentava il disordine delle idee e faceva ondeggiare a sinistra o a destra coloro che si autodefiniscono intellettuali”. Ed è proprio agli intellettuali che il fascismo tende la sua rete (circolare d’ Alessio del 9.4.26.). “Una adesione di massa insomma – lo sostiene anche Nino Calice in “Economia e classi sociali in Basilicata” – ad un movimento che pertanto deve fare i conti con le aspirazioni, con una richiesta di ruolo specie di ceti piccolo e medio urbani che hanno alimentato lo squadrismo e soprattutto ingrossato in maniera repentina le organizzazioni fasciste … (infatti) una delle direzioni nelle quali fu cercata una via d’uscita fu quella di dare agli elementi fascisti piccolo-borghesi delle varie provincie la direzione della vita politica locale”.
Un Fascismo che a Potenza scende dal treno con il generale Decio Canzio Garibaldi e con i reduci e che si assesta con le circolari burocratiche e prefettizie. Così la piccola borghesia accetta di buon grado la parte che il Fascismo le affida: si tratta di rinnovare il guardaroba, di indossare indumenti, abiti e divise con copricapo e visiera, casacche militari, diagonali nere; di calzare gambali, di esercitare nuovi ruoli rispetto allo smarrimento e alla perdita di funzione sociale che Chiummento ha ben posto in evidenza, di esibire l’arroganza autoritaria, prima attutita o repressa, di reclamare la propria convinzione politica, le proprie origini di buona famiglia, di nutrire il culto del primato, del primo uomo e della prima donna, di riaffermare la perfetta lingua italiana, di far valere il proprio grado, il posto nella gerarchia, le proprie campagne di guerra, le medaglie ottenute e le decorazioni, le croci di Vittorio Veneto e, naturalmente, la tessera del P.N.F. e gli anni di fedele militanza.
In questo ha il consueto ed incondizionato appoggio dal sottoproletariato, la generica manovalanza
buona per tutti i momenti, per tutte le sortite, quando da clientela assistita e stupefatta, si inviperisce e si rivolta, diventando. ferocemente forcaiola anche contro i propri benefattori di partito.
Tutti vengono gradualmente inquadrati. L’asso di bastone, il manganello, viene assunto ad emblematico segno di virilità; si veste di orbace e una moltitudine di caporali e capisquadra in fez e camicia nera, di capimanipolo, percorre via Pretoria gridando concitata e cantando con nevrosi, vigilando su atteggiamenti ed espressioni, su fatti ingenui e maliziosi. È così che le vetrate della libreria Marchesiello in via Pretori a vanno in frantumi a causa di quell’ometto di legno colorato, paffuto e strafottente, che esposto per la pubblicità della “Presbitero” con la scritta “ricordatevi” gesticola con il braccio, in mano una matita, in modo provocatorio.
Gli squadristi pensano ad uno sfottò anche perché si sa dell’ antifascismo professato nella libreria che negli anni a venire diventerà ritrovo di idee e di coscienze, e dove si darà convegno il dissenso militante, quello dei fratelli Padovani, dell’avvocato Leone, di Reale, di Ianfolla, di Valentini, Rotunno e poi di Ciccotti e Pignatari. Le purghe di olio di ricino sono una minaccia, qualche volta una realtà. Nella drogheria Diamante, affianco alla libreria Marchesiello, sosta anche qualche sommesso dissidente. Non è difficile fare accomodare sulla sedia  L’avvocato Palermo per propinargli un bicchiere o due di denso olio vegetale.
Si cammina “rapidi”; a frotte e “Rapida” è la squadra, “velenosa” come la serpe che è il suo simbolo, “punitrice”, “ardita” … Tra gli altri che cantano “Giovinezza”, Cunnidd (cannarozzo), con la gola tutta rattoppata di cicatrici, ha una voce da tenore. Egli è il più solerte sottoproletario, assurto agli onori della ribalta per le gesta che soddisfano una platea elettrizzata.
Si parte muniti di manganello e di pistola, o di pugnale alla cintola. Sistemata la città e posto ogni cosa in ordine, si parte per le campagne ad ammonire i contadini. Di notte montano sui 18 BL; qualche figlio di papà mette a disposizione la sua autovettura. Scatta il blocco storico tra piccola borghesia e sottoproletariato. La luna solitaria e le rade pompe di benzina dalle colonne con la testa rotonda come marziani, con la insegna “Vittoria”, servono a far partire le automobili con i randellatori, ed il vitellonismo armato, i ragazzi di cui parla Chiummiento, il 12 settembre 1924, armati di rivoltella, “che han perduto ogni senso di gentilezza e che credono sul serio, in buona fede per la loro età, di servire cosi e soltanto cosi la patria affidata ad essi, mantenuta in piedi per loro merito, vittoriosa una seconda volta dopo Vittorio Veneto, in virtù del loro entusiasmo”.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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