Rispondendo alle sollecitazioni che provengono dalla popolazione di Maratea, Il Prefetto Campanaro ha tenuto ieri una riunione di lavoro del Tavolo della sicurezza portuale per affrontare le conseguenze della forte mareggiata . presenti i responsabili della capitaneria di porto di Maratea, l’assessore regionale Merra, il sindaco della cittadina tirrenica, e le imprese di pesca, riunite nell’ Associazione di coordinamento delle imprese di pesca del litorale Tirrenico Lucano .
Il prefetto Campanaro ha voluto avere rassicurazioni sullo stato di attuazione del progetto di riqualificazione portuale previsto da economie stanziate da sette anni, ma non ancora utilizzate. Il Sindaco Stoppelli ha dichiarato che a breve termine verrà contrattualizzato il rapporto tra l’Ente e la società aggiudicataria, l’Assessore Merra ha garantito l’impegno politico per lo stanziamento delle economie necessarie per i primi interventi di ripristino delle funzionalità della banchina del molo nord. Dal canto loro le imprese della pesca hanno chiesto lavori di ripristino urgenti del piano carrabile della banchina del molo nord, la manutenzione straordinaria per il ripristino delle funzionalità dell’impianto antincendio e la istallazione di colonnine di approvvigionamento idrico per le imbarcazioni da lavoro. Per la categoria è necessario un nuovo atto di indirizzo che ridefinisca le priorità d’intervento per i lavori di riqualificazione portuale in virtù del fatto che le economie disponibili non giustificano interventi di arredo urbano e di implementazione dei servizi turistici ma sicuramente apporterebbero migliorie alla tenuta della radice del molo nord se concentrate univocamente a tale scopo. . Ed a questo proposito hanno presentato al tavolo una relazione specifica sullo stato delle cose e sugli impegni da adottare. La riportiamo integralmente data la gravità della situazione esistente:

Associazione di coordinamento delle imprese di pesca del litorale Tirrenico Lucano
Condizioni di sicurezza del comparto peschereccio, eventi straordinari mareggiate
Premesse.
Il Porto di Maratea è l’unica infrastruttura portuale pubblica di Basilicata, esso è classificato come porto di interesse regionale ed interregionale, più precisamente di 2^ categoria 3^ classe con indirizzo peschereccio, turistico e da diporto. La sua costruzione ebbe inizio negli anni sessanta con la prima costruzione del molo nord, l’aspetto geomorfolgico del fondale e l’azione particolare delle correnti prevalenti, hanno determinato molte difficoltà tecniche costruttive.
Solo con la potente mareggiata del 1987, che distrusse parzialmente il molo nord e affondò la quasi totalità delle imbarcazioni ormeggiate, si capi che l’ingegneria marittima doveva immaginare un vero e proprio modello Maratea.
Venne così ricostruito il molo nord con l’adozione di corpi cementizi particolari chiamati “tetrapodi”, e venne costruito l’imponente molo sud a protezione dalle mareggiate provenienti da libeccio.
Dopo la consegna definitiva dei lavori all’inizio degli anni novanta, l’istallazione dei pontili per la fruizione turistico diportistica, l’infrastruttura portuale ha subito forti mareggiate che hanno determinato un deterioramento delle condizioni fisiche e di posizionamento dei tetrapodi.
Il molo nord.
Da sempre il molo nord, con le banchine interne, è stato riservato all’attracco delle imbarcazioni da lavoro, specificatamente da pesca, da traffico e da trasporto passeggeri. Il fatto che il Porto di Maratea sia l’unica infrastruttura “sicura” da Cetraro (40 miglia a sud verso la Calabria) a Sapri ( 8 miglia a nord verso la Campania), ha determinato, da sempre, l’accoglienza delle marinerie limitrofe dell’alto Tirreno cosentino. Il carattere collaborativo dei marittimi locali ha creato un rapporto disteso e unitario, tanto che con ordine e rispetto delle regole, previste da codice della navigazione, ad ogni mareggiata il molo nord si riempie di imbarcazioni da lavoro anche non dimoranti stabilmente. Nonostante la sapienza dei marittimi, gli ormeggi presso il molo nord hanno avuto da sempre un carattere precario, infatti nessuna misura economica strategica si è occupata della creazione di una struttura sommersa atta a garantire il corretto posizionamento delle imbarcazioni ormeggiate sul molo nord. La banchina del molo nord, oltre che essere dimora fissa degli ormeggi delle imbarcazioni da lavoro, risulta essere il luogo dove si svolgono stabilmente le attività connesse come: allestimento degli attrezzi da pesca, stoccaggio momentaneo degli stessi, operazioni di piccole manutenzioni degli strumenti da lavoro, sbarco e imbarco dei materiali. Le condizioni di integrità del piano carrabile della banchina del molo nord possono inficiare la sicurezza giornaliera degli operatori del comparto. L’unica dotazione di servizio per la sicurezza e per il corretto supporto alle attività di pesca risulta l’impianto anti incendio gravemente danneggiato dagli ultimi avvenimenti.
Il rischio del comparto durante le mareggiate.
Ad ogni mareggiata che superi i quattro metri di altezza d’onda, il molo nord ormai indebolito e non opportunamente provvisto di tetrapodi, viene superato da ingenti masse d’acqua.
Le stesse si abbattono rovinosamente sulla banchina e sottopongono le imbarcazioni ormeggiate all’immensa pressione derivante, le stesse e gli ormeggi predisposti vengono continuamente danneggiati.
Anche se opportunamente edotti sui rischi dall’Autorità marittima, le genti di mare mettono a rischio le proprie vite con l’intento di salvaguardare investimenti e futuro lavorativo.
Considerazioni tecniche sui lavori di riqualificazione portuale.
Anche se sicuri che le autorità coinvolte saranno capaci di produrre ogni atto relativo alle progettazioni degli interventi in programma per la manutenzione della struttura portuale di Maratea, riteniamo opportuno segnalare l’atto amministrativo che secondo noi offre un sostanziale pericolo per il giusto impiego delle risorse economiche previste.
La deliberazione di giunta Comunale del 10/12/2020 n. 103 approva un atto di indirizzo politico che ribalta le priorità d’intervento nella progettazione per la riqualificazione portuale. Lo stesso atto segnala, al progettista di riferimento, alcune priorità di arredo urbano e di aumento dei servizi turistici che cozzano notevolmente con le esigenze attuali di messa in sicurezza dell’intera struttura portuale.
Richieste del comparto marittimo.
1. Lavori di ripristino urgenti del piano carrabile della banchina del molo nord, manutenzione straordinaria per il ripristino delle funzionalità dell’impianto antincendio e istallazione di colonnine di approvvigionamento idrico per le imbarcazioni da lavoro.
2. Costruzione di una struttura sommersa indipendente di ancoraggio subacqueo per il corretto ormeggio delle imbarcazioni; a tal proposito, l’associazione delle imprese di pesca di Maratea considerato che nelle more delle proprie competenze imprenditoriali, dimorano tutte le capacità tecniche e giuridiche per la fornitura della prestazione d’opera specializzata per le opere sopra descritte, offre gratuitamente la propria opera, chiedendo alle istituzioni la solo fornitura di materiali quali corpi cementizi di fondo, catenarie e cime di ormeggio.
3. Emissione di un nuovo atto d’indirizzo politico che ridefinisca le priorità d’intervento per i lavori di riqualificazione portuale; a tal proposito segnaliamo che è previsto nel progetto esecutivo già appaltato, un intervento di messa in sicurezza della radice del molo nord, ma che le economie ad esso riservate risultano chiaramente sotto dimensionate, in fine segnaliamo che alcuni studi sono stati condotti dall’università di Basilicata e che gli stessi considerano le soluzione tecniche diverse dalla posa di tetrapodi (previsti corpi cementizi cubici e non a forma tetrapoidale) non conformi alle vere esigenze.
Comunichiamo infine, che qualsiasi soluzione non condivisa e partecipata dalla scrivente troverà ferma opposizione del comparto la cui sopravvivenza è legata all’infrastruttura portuale.
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