Il recente accordo sulle uscite volontarie alla stellantis di Melfi purtroppo non chiude la vicenda del ridimensionamento produttivo dello stabilimento lucano, Altri 500 uscite sarebbero in gestazione a conferma di una strategia che porta a far pagare alla Basilicata il costo della transizione motoristica. E’ la preoccupazione espressa dai consiglieri regionali di Italia Viva, Braia e Polese, insieme ad esponenti del partito melfitano,sulla base della quale si innesta la richiesta al presidente Bardi di raccogliere tute le necessarie informazioni e di portare la questione all’assembla regionale.
“Sono più di due anni- dicono- che il futuro dello stabilimento di Stellantis di San Nicola di Melfi, con tutto il relativo indotto di aziende che orbitano nell’intero Vulture-Melfese è diventato incerto. Abbiamo posto già in tempi non sospetti la questione al centro del dibattito ma finora, tranne annunci sporadici, non abbiamo ottenuto alcun riscontro positivi in termini di prospettive a medio e lungo termine. E le notizie degli ultimi giorni non fanno che aumentare la preoccupazione dei dipendenti e delle loro famiglie oltre che di un intero territorio la cui economia è fortemente influenzata dal settore dell’Automotive”. “In particolare – continuano gli esponenti renziani – rispetto all’ultimo incontro tra la dirigenza di Stellantis e i sindacati, la notizia circa la volontà dell’azienda di proseguire con ulteriori 500 uscite volontarie incentivate per i dipendenti dello polo di San Nicola di Melfi è l’ennesimo segno che non tranquillizza. Oltretutto, voci autorevoli raccolte nei giorni scorsi parlavano di un numero di ‘uscite incentivate’ anche superiore a 500. Tutto questo senza che l’azienda, nonostante le tante sollecitazioni, tra cui quelle di Iv a livello parlamentare, abbia ancora chiarito sulle future produzioni di auto elettriche e sul tipo di investimento futuro”. “Senza contare – proseguono – le incertezze legate al riconoscimento delle Stato di crisi della zona industriale di San Nicola di Melfi di un paio di settimane fa sul quale, auspicando che possa essere un’opportunità per la riconversione produttiva, riteniamo fondamentale il dialogo tra le istituzioni e le associazioni datoriali e sindacali che non possono essere lasciate sole. Va ricordato- sottolineano i firmatari dela nota-re, che tutto era già stato previsto non più di due mesi fa da ‘Il Sole 24 ore’ che spiegava come la produzione in Stellantis non sarebbe più salita ai livelli ottimali. Oggi davanti a uno scenario assai preoccupante bisogna rilanciare per l’ennesima volta quel ‘Patto per lo sviluppo di Melfi’ redatto già nel 2020 che prevedeva una serie di azioni concrete per lo sviluppo dell’area e per farla tornare volano del Mezzogiorno. Forse non tutto è perduto ma serve un cambio totale di paradigma”. Da qui la richiesta al presidente Bardi di affrontare di petto la questione.
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