ORIENTALIZZANTE IN AREA APULO-LUCANA

0

 

ANGELA MARIA GUMA

 

 

Fig. 1. Itinerario Sele-Ofanto e collocazione geografica del Melfese (elaborazione di Rocco Mitro )

Il periodo orientalizzante rappresenta un’epoca cruciale per la penisola italiana e mostra un quadro variegato nel quale si assommano una serie di processi storici  quali il fenomeno coloniale, l’affermarsi di classi egemoni, la circolazione di beni di lusso e di ideologie aristocratiche.

L’interagire di questi elementi crea una notevole trasformazione nel panorama piuttosto omogeneo delle precedenti facies culturali e si avvia quel processo differenziato di sviluppo delle varie entità cantonali, che raggiunge il suo punto più elevato nel corso del secolo successivo.

Nell’analisi dei contesti tombali relativi a quest’arco cronologico in Italia meridionale, alcuni ambiti territoriali si differenziano per la presenza di sepolture di carattere “principesco” o “emergente”.

 

Daunia

La presenza in alcuni contesti funerari della Daunia di beni di prestigio è la prova evidente della funzionalità del sistema Ofanto-Sele come percorso primario per la circolazione di manufatti bronzei di produzione etrusco-campana.

L’esistenza di questa corrente commerciale è attestata dalle analogie tra i corredi “principeschi” di Lavello nella media valle dell’Ofanto e quelli di Canosa allo sbocco di questo itinerario. La rete commerciale dei prodotti della metallotecnica etrusca ha un punto nodale  in Pontecagnano, nella pianura settentrionale della Campania, e ramificazioni verso la valle dell’Ofanto e quella dell’Agri.

La loro presenza in una serie di tombe dell’VIII-VII secolo a.C. attesta l’esistenza di una classe dominante della società dauna.

 

                                                       Stamnos in bronzo dalla t. F di Melfi-Chiuchiari

 

A Lavello in alcune tombe (T. 279, 327, 245, 277, 796) le deposizioni sono prive di fibule e di ogni altro ornamento; questo potrebbe dimostrare che nel complesso dei beni di prestigio non sono rappresentati proprio alcuni fra quegli oggetti, che nella loro immediata capacità evocatrice di ricchezza, caratterizzano i grandi contesti “principeschi” dell’orientalizzante. Quest’assenza non è determinata da una  minore capacità economica ma da una precisa volontà di autorappresentazione come austeri guerrieri; la presenza di lebeti e spiedi rimanda, inoltre, alla sfera del sacrificio e al consumo rituale delle carni, appannaggio delle classi dominanti e simbolo di differenziazione sociale.

Nella T. 279 il diretto rapporto riscontrabile tra la condizione sociale elevata e il numero degli spiedi (6) lascia intravedere la funzione premonetale di agalmata, come per le tombe principesche di Pontecagnano.

A Canosa e a Manfredonia, dove in una tomba rinvenuta in località Cupola Beccarini è attestata la presenza di oggetti ornamentali in oro, si evidenzia, invece, l’esistenza di un ceto sociale emergente per capacità economiche, determinate dalla produzione e dallo smercio di prodotti ceramici

Un’analisi allargata all’area daunia nello stesso periodo dimostra come anche altre tombe ad Ascoli Satriano e ad Arpi presentano corredi che, con altrettanta evidenza, possono essere riferibili ad un’aristocrazia locale; la qualità degli oggetti di metallo, infatti, nessun altro significato può assumere se non quello di ostentare la ricchezza del defunto

Melfese

Dallo studio delle necropoli e dalla conseguente lettura dei segni risulta evidente una situazione particolare che contraddistingue l’area del Melfese, in cui una netta articolazione sociale sembra emergere fin dal momento delle più antiche attestazioni nel corso della prima fase arcaica.

Sotto questo profilo le genti della fascia ofantina presentano tratti di evidente omogeneità con le popolazioni irpine, differenziandosi invece, in modo piuttosto netto, dall’ambiente della Lucania interna e soprattutto dalla società dauna del Tavoliere.

Uno dei segni più evidenti di questa differenziazione è costituito dalla presenza, in taluni corredi, di beni di prestigio d’importazione e dalla parallela assunzione di elementi ideologici, rivelabili in alcuni tratti dello stesso rituale funerario.

                          

  

 

 

Griff-phiale in bronzo dalla t. F di Melfi-Chiuchiari              Simpulum in bronzo dalla t. F di Melfi-Chiu chiari

 

L’esistenza di questi elementi denuncia in modo indiscutibile un contatto con il mondo greco ed etrusco, motivato tra l’altro dalla funzione di raccordo tra Ionio e Tirreno, fenomeno questo destinato ad influire successivamente, in modo più rilevante, sulla struttura sociale.

*Immagini da in Servizi Bronzei e coppie funzionali dalle necropoli del melfese in età arcaica  in Quaderni della scuola di Specializzazione  in beni Archeologici, 28, articolo di Rocco Mitro

Condividi

Sull' Autore

Lascia un Commento