
di GERARDO ACIERNO
Basilicata. Lucania.
Terra di luce e di sconosciuta bellezza dove i paesi alle porte delle case hanno archi intarsiati da piogge e memorie e nelle piazze selciate con pietra vesuviana riecheggiano ancora rintocchi di monete nei solchi. Terra dove ancora nelle cappelle di quartiere sette sottane scure reclamano il Paradiso a colpi di tosse e giaculatorie ma l’incenso sa ancora di fresco.
Terra di primavera che si fa inverno senza darla a vedere; terra di vento furioso che ancora lucida i prati di trifoglio; terra di luna che ancora s’impiglia nei faggi e di mare che ancora scortica la perla dallo scoglio. E di paesi. Uno più bello dell’altro. Uno più interessante dell’altro nei quali, inchiodata a silenzi, la clessidra macina gli anni. Qui si vive nel groviglio del non-tempo ma si prova a indagare i colori del bosco, ad ascoltare il fischio del merlo, a non scordare la nenia del focolare, a fiutare il giorno ancor prima dell’alba rifuggendo i rimpianti, risalendo la china, sorridendo allo sconosciuto passante sul ponte stretto per due mentre lui ti dice ‘Grazie!’ Qui c’è il tepore del vetro che separa le gioie dell’interno dal gelo sfarinato sui rami nudi; c’è la legna accatastata viva che racconta li cuntë; c’è la vecchiaia che non impedisce il soffiare del mantice, il narrare di scoiattoli nei buchi, la bellezza della luce dopo lunga oscurità. Qui nei paesi non si sfugge alla memoria. Alle sue trappole deliziose. Anche uno solo dei ricordi serve a noi paesani, quasi tutti instancabili coltivatori di fede e di parole soltanto sussurrate, quasi mormorate, mai dette ad alta voce per declinare il rosario, ora triste ora lieto, dei giorni in agenda. Aspettando. E tuttavia nelle piazze dei nostri paesi ora c’è del guano sulla criniera del leone di pietra o del soldato ignoto. La pioggia non lo lava, il vento non lo spazza, la neve non lo ammanta né il felino né il fante sono più i guardiani della notte. Nulla si sa degli scultori che un giorno regalarono loro, artigli, orgoglio e onore. E nulla si dice con estrema sincerità su quale futuro scommettere e puntare per questa terra tutta luce e bellezza, misteriosa e silenziosa. La notte incanta. L’alba rincuora. Basilicata, Lucania e la mia casa nel vicolo.