PIOVE SUL BAGNATO, POTENZA ANCORA SCONFITTO

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ROCCO SABATELLA

Nemmeno il nuovo allenatore De Giorgio riesce a guarire il Potenza che viene sconfitto in maniera incredibile dalla Turris. I rossoblù regalano il primo tempo ai campani che vanno sul doppio vantaggio, hanno una buona reazione nella ripresa riuscendo con la doppietta di Di Grazia a pareggiare al 5 minuto del recupero e poi fanno le belle statuine incassando il terzo gol su una punizione laterale dai 30 metri sulla quale si fanno buggerare di testa da uno degli avversari meno prestanti fisicamente della Turris. Un errore clamoroso da non credere di uno schieramento fisicamente imponente come quello del Potenza contro gli attaccanti della Turris che, ad eccezione di Maniero, bravo nel gioco aereo, non potevano e non dovevano impensierire Sbraga e compagni nell’ultima azione della partita su palla da fermo. Sarebbe stato, a livello psicologico, un buon punto portato a casa ma ovviamente non avrebbe risolto i tanti problemi tecnici, tattici e di equilibrio che la squadra messa in campo da De Giorgio ha presentato nel primo tempo, come era successo una settimana fa ad Avellino. A fine partita De Giorgio viene a dare una spiegazione della prestazione della sua squadra che non convince assolutamente nessun rappresentante degli organi di informazione che danno della gara una lettura completamente diversa. Purtroppo ci dobbiamo ripetere nell’analisi del primo tempo. Scelte del modulo sbagliato e alcune scelte di formazione non comprensibili. L’organico del Potenza è stato costruito dal direttore sportivo Varrà per fare il 3/5/2 perché questa era l’intenzione di Colombo annunciataci nel giorno del suo arrivo a Potenza. E su questo sistema si è lavorato nella seconda parte della preparazione e con il 3/5/2 si sono giocate le prime cinque partite del campionato prima della virata di Colombo sulla difesa a quattro. Una squadra, quella rossoblù, talmente priva di equilibrio che si è ancora una volta consegnata all’avversario. E infatti la Turris, reduce da tre sconfitte consecutive, al Viviani ha fatto una figurona avendo la superiorità in mezzo al campo, sulle corsie laterali e nell’uno contro uno. Con la conseguenza che la difesa rossoblù è andata costantemente in sofferenza perché oltre a preoccuparsi di marcare le tre punte avversarie, si è trovata di fronte anche gli esterni Cum e Contessa da frenare per cui per D’Auria e Giannone non è stato difficile approfittare per segnare con facilità. Potenza, invece, frenetico, senza idee, abuso dei lanci lunghi e manovra non fluida. Anche se un paio di occasioni sono arrivate. Se la scelta di De Giorgio fosse caduta sul 3/5/2, già metabolizzato dalla squadra e più consono alle sue caratteristiche sicuramente parleremmo ora di un’altra partita e di un risultato diverso. Incomprensibili alcune scelte di formazione. Aver provato per quasi tutta la settimana Di Grazia tra i titolari e poi tenerlo in panchina, non essersi accorto negli  allenamenti che Steffè non è al meglio della forma fisica e schieralo titolare con il risultato di giocare con un uomo in meno. Queste considerazioni ci portano a ripetere un concetto già espresso dopo l’esonero di Colombo. Per guidare il Potenza non serve fare esperimenti che non sai come vanno a finire. Con l’organico che si ritrova il Potenza in cui ci sono tanti elementi dalla spiccata personalità, bisogna puntare su un tecnico di grande esperienza e che si dotato di altrettanto carisma per farsi ascoltare e per imporre le sue idee, oltre che sia uno molto ferrato nell’utilizzo del 3/5/2 che rimane il modulo ideale per superare questo momento così negativo. Per fortuna ci sono ancora 30 partita per trovare i rimedi giusti a questa situazione cos’ ingarbugliata. Che ci voglia un manico di polso è attestato anche da comportamenti poco professionali visti ieri sera. Schiattarella che dall’alto della sua lunga esperienza si fa espellere dalla panchina e Caturano che a fine gara va verso la tribuna per litigare con i tifosi sono casi emblematici del momento che vive il Potenza. Peccato anche che ieri sera, come era successo nel giorno dell’esonero di Colombo e nella conferenza stampa di sabato non si sia presentato nessuno della società per mettere la faccia e spiegare il momento no del Potenza. Nella stagione scorsa la società fu molto più presente in sala stampa. Ci auguriamo che qualcosa succeda nei prossimi giorni e prima della trasferta di Giugliano. Era importante fare queste considerazioni e tralasciare la cronaca della partita. Che vede il Potenza pericoloso con Gagliano il cui tiro e respinto da un difensore, da un’occasione di Caturano fuori di un soffio. Davvero poco per una squadra che si sarebbe dovuta presentare con coraggio ed entusiasmo. Poi arriva il vantaggio torrese con Giannone su cross di D’auria al minuto 18 seguito dall’unica, vera occasione del Potenza con il colpo di testa di Gagliano messo in angolo con rilessi pronti dal portiere Fasolino. Poi la Turris raddoppia con D’Auria che si avvale dell’assistenza di Giannone. La reazione del Potenza è veemente nella ripresa e porta all’azione personale di Di Grazia che accorcia le distanze con un bel rasoterra angolato. La Turris si schiaccia nella propria metà campo e il Potenza cresce ed è sfortunato sulla grande conclusione di Gagliano che colpisce la traversa a portiere battuto. Il Potenza è costantemente nella metà campo dei campani ma non trova il guizzo giusto per il gol del pari. Che arriva al minuto 95 su una magistrale punizione dal limite di Di Grazia che supera la barriera e termina in rete per l’agognato pareggio. Nemmeno un minuto dopo la doccia gelata del gol vittoria della Turris. Per il Potenza fischi sonori e meritati da tutti i settori sia a fine primo tempo che al triplice fiscio finale di Lovison di Padova. 

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Rocco Sabatella...

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