Il 9 Dicembre scorso nella Sala del Sacro Cuore, sita nei pressi della Cattedrale di San Gerardo in Potenza, si è presentato il Poema religioso Miriam della scrittrice e poetessa Anna Teresa Laurita, da qualche anno anche Artista perchè ha ampliato le sue capacità in pittura delineando un suo stile e tecnica ben precisi e ricercati. Un evento relazionato accuratamente ed egregiamente da Don Cesare Mariano, Docente di sacra scrittura e con le apprezzate letture della Dott. Angela Santopietro presentatrice e moderatrice potentina. Grazie alla conduzione artistica e cura del gruppo operativo EDM ARTELIER di Emanuela Di Mare e soci, si è tenuta – con effetti positivi e ammirevoli – la Mostra di Arte Sacra dedicata alla Madonna SS Vergine ispirata al Poema Miriam. 
Recensioni della Storica dell’Arte Erika Dagrosa
Maria Theotokos
“Avendo trovato grazia presso Dio, è la madre di Gesù per opera dello Spirito Santo” (MT 1:16-20) È il concilio di Efeso del 431 ad attribuire a Maria, in ebraico Myrhiam, il titolo “Theotokos”, “Madre di Dio”. Da sempre Maria è emblema di amore puro, incondizionato, di umiltà, di bellezza, di fede e obbedienza. Queste virtù, oltre a essere ben descritte dalla penna di Anna Teresa Laurita, possiamo ravvisarle anche nelle sue opere grafiche. Prima fra tutte MIRIAM, che ritroviamo sulla copertina dell’omonimo poema religioso dell’artista. Lo spazio si annulla e dallo sfondo carico di tonalità rosse, emerge la figura di Maria, il cui volto è reso con pochi tratti essenziali e spicca subito all’occhio grazie al fatto che l’artista non ha voluto usare colori, è stato lasciato puro, vergine come la Donna. Potremmo definire la sua arte quasi primordiale poiché tutti gli artifizi artistici vengono annullati per riuscire a trasmettere in modo più diretto il messaggio o l’interiorità dei soggetti raffigurati. Ravvisiamo ciò anche nell’altro cartoncino della Laurita, intitolato Pietas: il dolore umano di una madre alla quale è appena stato ucciso il figlio grida! Siamo sempre in presenza di linee essenziali e anche qui, la costruzione piramidale si stacca dallo sfondo grazie alla contrapposizione dei colori ed è sempre il volto della Vergine a essere incolore, bianco puro. Un altro cartoncino con tecnica mista è Miriam -Dolores di Donatina Carlucci. Anche qui il soggetto è reso con tratti essenziali e in primo piano spiccano dei fiori che incarnano l’amore, l’affetto, la prosperità e simboleggiano l’onore, il valore e la nobiltà d’animo. Tutte caratteristiche attribuibili alla Vergine. Ancora un cartoncino ma aerografato, è quello di Anna Maria Restaino. I colori quasi evanidi ci danno la sensazione di essere in un sogno. In questa opera colpisce tutta l’umanità di una madre intenta ad abbracciare suo figlio, conscia del destino che gli spetta. Nel volto di Maria vediamo una malinconica dolcezza.
Da questa atmosfera onirica, passiamo, grazie ai colori di Ida Tricarico, a un “mondo tanto reale quanto intimo”. Nella sua tela Nato, elaborata con tecnica mista, i colori – elemento cardine nella pittura dell’artista – urlano e ci catapultano nella dolcezza di questo abbraccio materno. Anche in questa opera non sono presenti riferimenti spaziali, espediente che ci permette di focalizzarci solo sui personaggi e sull’intimo abbraccio di Madre e Figlio. Ravvisiamo questa intimità anche in Amore materno, olio su tela e foglie oro di Carmelo Paradiso, in arte PADI’. Tela di Caravaggesca memoria nella quale, la luce proveniente dalla destra plasma le forme. Lo sfondo, reso quasi impressionisticamente, lascia spazio alle figure. Siamo in presenza di una donna umile – questo fa intendere la capigliatura e l’indumento a maniche corte – e punto focale della tela è l’espressione estremamente dolce del suo volto, capace di emozionare lo spettatore. Con la medesima tecnica, PADI’, esegue la Madonna del sorriso nella quale emerge la certosina precisione dell’artista nel proporci una rielaborazione del più noto cartone Madonna con bambino, Sant’Anna e San Giovannino di Leonardo. La dolcezza del volto mariano è resa magistralmente. Ultima olio su tela di PADI’ presente in questa esposizione è Madonna dell’ulivo, che per certi aspetti potrebbe riportarci alla memoria L’Annunciata di Antonello da Messina. Dai toni caldi dello sfondo emerge prepotentemente Maria avvolta in un manto rosso vermiglio, colore che probabilmente sta a simboleggiare la passione che spetterà al Figlio, ipotesi che possiamo avvalorare anche dal ramoscello di ulivo che Ella porta in mano: il sacrificio di Cristo ha riconciliato Dio con gli uomini (ulivo = pace). Sono presenti due punti luce: uno proveniente da destra e illumina il ramo d’ulivo, l’altro giunge dalle spalle della Vergine. Vengono sottolineati così i due elementi centrali dell’opera. Possiamo individuare l’uso della foglia oro anche in alcune opere di Marta Casaletto e in questa occasione nella tela Annunciazione, dove la unisce ai colori acrilici. Avanti alle due finestre che ci mostrano il paesaggio esterno, troviamo le due figure. L’Arcangelo Gabriele è appena giunto da Maria, la sta benedicendo e possiamo quasi udire il suo “Ave Maria, piena di grazia…”. Nel gesto della Vergine possiamo comprendere l’umile accettazione al suo destino. Siamo in presenza di colori vibranti ma, anche in questa tela, l’occhio si sofferma, inevitabilmente, sul manto rosso della Madonna e su tutta la grazia che la contraddistingue. Ancora, possiamo ravvisare la foglia oro – e in questo caso anche rame – nell’olio su tela Madonna Nera con Bambino di Anna Giannico. Al centro della tela troviamo questa bellissima Madonna di colore che indossa gioielli e turbante tipici di alcune tribù africane; ha in braccio il suo bambino e ci osserva dolcemente. È illuminata da una luce divina, infatti alle sue spalle ci sono dei fasci di luce che quasi vogliono indicare la sua natura celestiale. Volendo restare nel tema Madonna con Bambino bisogna prendere in considerazione i due olio su tela di Gaetano Ligrani, in arte GALI, opere estremamente diverse fra loro. Infatti, la sua attuale arte è una sapiente unione tra metafisica e surrealismo, rielaborata in maniera del tutto originale e personale. Nella prima tela possiamo vedere un tripudio di colori caldi. Nella seconda opera invece, non abbiamo coordinate spaziali, la tavoletta è più scura. Nella composizione, insieme alla Vergine a al Bambino nudi, stretti in un abbraccio, possiamo notare un terzo personaggio che volge amorevolmente lo sguardo a Maria mentre le bacia la mano. La Madonna dell’uva olio su tela dell’artista Rocco Mezzella, è una superba rielaborazione dell’opera seicentesca del pittore francese Pierre Mignard. La Vergine è la vite feconda per eccellenza. Il Bambino volge lo sguardo allo spettatore e si nasconde sotto il velo della Madre. Il grappolo d’uva tenuto fra le mani di Maria e Gesù rappresenta la passione di quest’ultimo. Sullo sfondo una tenda – simbolo della vita dell’uomo – copre gran parte del panorama piuttosto ampio, anch’esso presagio della passione di Cristo. Pertanto, è possibile comprendere l’abbraccio protettivo della Madre. Altra magistrale rielaborazione la fornisce Maria Antonietta Sileo, questa volta di un’opera del 1513/14 di Raffaello, con la Madonna della seggiola. Emerge la comprovata bravura della nostra pittrice, amante dello stile figurativo. Le figure si distaccano dal fondo scuro di gusto fiammingo. La maestria della Sileo nello stile figurativo, possiamo vederla anche nel suo olio su tela Madonna di Medjugorje nel quale sembra quasi che la Mamma Celeste volge amorevolmente lo sguardo su di noi. Quest’opera è una dolce carezza. Emanuela Di Mare ci mostra invece la Sacra Famiglia. Infatti, nella sua tela La Famiglia di Maria, tecnica mista (acrilici, cere e pastelli a olio) i protagonisti sono: Maria, Giuseppe e Gesù Bambino rappresentati come in una foto di famiglia, molto intima. È una tela dai tratti essenziali dov’è il colore a far da padrone: abbiamo colori naturali che armonizzano tutta la scena e rendono il linguaggio comunicativo dell’opera semplice e naturale. Le espressioni dei genitori sembrano essere assorte osservando il loro Bambino, consapevoli del loro destino che lo attende.
Altra opera dell’Artista Emanuela Di Mare in Mostra per arte l’ Sacra è Maria Mamma Celeste realizzata in tecnica mista e cartapesta per passate edizioni. Opera modernissima bella e curata in ogni particolare, ammalia e incanta soprattutto per i suoi occhi celesti ipnotizzanti e folte sopracciglia ben definite. L’opera trasmette serenità e tutta l’essenza della Sua unicità. Lo sfondo e in particolare l’aureola ci riportano alla mente le opere di Klimt. A conclusione di questa carrellata di opere ci sono due restauri di olio su tele antiche eseguiti dall’abile mano di Salvatore D’Alessandro. Il suo interesse verso l’arte sacra è notevole, basti considerare la sua pregevole collezione privata. La tela raffigurante la Madonna di Lourdes versava in pessime condizioni al suo ritrovamento tra opere di fine 800. Le sapienti mani del restauratore l’hanno riportata allo splendore su un supporto adeguato e con le dovute tecniche a olio. L’altro imponente e magnifico restauro risalente agli anni 40/50 ad opera dell’Artista toscano Andrea Zapelloni – Autore di moltissime opere di proprietà di DON VITO TELESCA ex vicario e Curatore d’Arte Sacra della Nostra Cattedrale di San Gerardo in Potenza.
La tela grandiosa raffigura la Madonna in estasi tra i Santi Rocco e Luigi Gonzaga e in alto vige Dio che indica lo Spirito Santo. Mostra variegata e curata con riconosciuto dinamismo dall’Ass. EDM ARTELIER presente da anni sul territorio lucano. L’onore più alto è stato poter ammirare opere antiche della collezione privata di Don Vito Telesca che ci ha pregiato con la sua nota benevolenza e disponibilità.











