l consigliere PERRINO: “Facciamo nostre le parole del Procuratore Curcio, ‘Sulla gestione dei Cpr è in gioco la credibilità dello Stato’”
L’inchiesta della Procura della Repubblica sul CPR di Palazzo San Gervasio, che ha portato un ispettore della Polizia di Stato agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza privata pluriaggravata, falso ideologico, calunnia e truffa aggravata ai danni dello Stato , e alla interdizione all’eserciiiixio di imrpesa per un anno al gestore del Centro oltre che alla sospensione di un medico per maltrattamenti , falso ideologico e violenza privata pluriaggravata, ha destato allarme e preoccupazione nell’opinione pubblica , e nuovi argomenti a quanti da tempo, nel consiglio regionale e fuori di esso, lottano per chiudere qulla terribile esperienza gestionale. Oltre a Pietro Simonetti che da tempo opera per portare i riflettori sulla vicenda, interviene il consigliere regionale del M5S Gianni PerrinO per il quale l’inchiesta sembra confermare i dubbi riguardo la corretta gestione del CPR, assurto alle cronache nazionali come la ‘Guantanamo d’Italia’”. Qualche settimana fa- dice Perrino- abbiamo portato la questione in Consiglio regionale, ascoltando in IV CCP l’attivista Maurizio Tritto e l’avvocatessa Angela Maria Bitonti dell’Associazione Diritti Umani (ADU), affinché la commissione prendesse atto delle gravi violazioni dei diritti umani che si sarebbero consumate nella struttura presente sul territorio regionale”. “‘Sulla gestione dei Cpr è in gioco la credibilità dello Stato’: facciamo nostre le parole del Procuratore Curcio, pronunciate questa mattina in conferenza stampa – afferma Perrino. “Crediamo sia doverosa una presa di posizione da parte della Regione Basilicata per sollecitare il Governo ad un maggior controllo di queste strutture. Non possiamo permettere che il nome della nostra regione venga accostato a simili vicende. Lo stesso Statuto regionale afferma che la Regione concorre alla tutela dei diritti della persona e opera per superare le discriminazioni legate ad ogni aspetto della condizione umana e sociale”. “Occorre verificare che tale struttura – conclude il consigliere – operi secondo quanto previsto dal quadro normativo e non sottovalutare i campanelli d’allarme che di tanto in tanto rompono il silenzio che ammanta questi luoghi di disperazione e, spesso, di irrazionalità”.