SANITA’, E’ DA TEMPO CHE I LUCANI SI SENTONO COMMISSARIATI

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teresa lettieri

Dalla scorsa competizione elettorale regionale, in Basilicata non si fa altro che parlare di commissariamento della sanità. Che sia vero o meno, che si tratti dell’anticamera di un reale commissariamento o di un bluff, considerato che al Presidente Bardi è stato assegnato il compito di colmare il “buco” di bilancio quale commissario nominato ad hoc, il dato certo e inoppugnabile riguarda il consueto rimpallo tra destra e sinistra. Di responsabilità, di vituperi, di incompetenze o piuttosto di banale caciara, gli ingredienti non mancano e la politica, come abbiamo in più occasioni constatato, è capace di recuperarne a km zero e biologici. Se da una parte si tende a enfatizzare il concetto di commissariamento come la sciagura delle sciagure, dall’altra si scoperchia un revival che parte da Maria Antonietta di Francia per arrivare all’età contemporanea celebrandone gli oneri e gli orrori. I pazienti, in fila al CUP, in presenza per ore e ore e, on-line per giornate intere, in attesa che Carlo l’Intelligenza artificiale li conduca direttamente in reparto con i suoi poteri magici, assistono ormai incapaci di qualsiasi reazione all’inesorabile alternanza dei botta e risposta. Aspettando un anno per la colonscopia oppure un solo giorno alla modica cifra di 300 euro, otto mesi per una densitometria ossea oppure due giorni a 80 euro, 18 mesi per una risonanza alla prostata oppure una settimana a 350 euro, in agri più prestigiosi di quello lucano. L’abuso del tema, in occasione delle elezioni di “condominio” come se fosse la sagra della porchetta, pur continuando a offendere l’intelligenza e la dignità dei lucani, ha svelato con chiarezza la necessità di nomi precisi, dall’identità indiscussa e circostanziata per fare presa su chiunque, per innalzare i toni e ridurre il fabbisogno alla miseria. Tanto che, anche nelle sedute di ascolto dei cittadini potentini sui numerosi problemi della città, al cospetto dei candidati sindaci, la parola COMMISSARIO è stata invocata come risolutiva (vedasi Bucaletto). Orbene. Laddove l’intento trainato dal parola commissariamento fosse quello di esacerbare ulteriormente gli animi, a parte qualche flebile singulto utile a innescare la miccia di matrice politica senza alcun garbo verso l’utenza, si è dato spazio a una tribuna elettorale in vista delle comunali del capoluogo e al netto dei protagonisti candidati alla poltrona di sindaco, ancor più scadente della consuetudine. Indecente. Spesso stomachevole. E’ palese che ci considerino e trattino da veri idioti. Ma davvero qualcuno pensa che lanciando il commissariamento della sanità, o presunto tale, come un petardo nella notte di capodanno si poteva aggravarne ulteriormente lo stato in cui versa? Non si è avvertito abbastanza ogni volta che si è atteso oltre il tempo utile, per una visita o una prestazione qualsiasi? Non si è accusata sufficientemente la morsa stringente di una intramoenia in 24 ore e profumatamente “pagata” contro i due anni della regolare prenotazione? Non ci sentiamo commissariati quando non riusciamo a prenotare e pagare sulla piattaforma, dopo il tributo elettorale all’intelligenza artificiale condito dalla sfilata di politici romani,
tante volte non bastassero i locali? Non ci sentiamo commissariati quando aspettiamo una giornata
intera per una visita, privi della dignitosa creanza che toccherebbe a una eventuale disabilita o fragilità, seppure transitoria? Non ci sentiamo commissariati quando il medico ci ritiene un numero, per inseguire i suoi numeri? Quando aspettiamo ore nelle nostre misere pene perché il personale è sottodimensionato o risponde senza il minimo tatto a una richiesta che seppure inadeguata, è figlia di una condizione di disagio, per giunta reciproca? Se qualcuno ha ritenuto che la parola COMMISSARIAMENTO SANITARIO potesse mordere i lucani molto più della situazione in cui stanno annegando, lasciando alla politica i giochi dei soliti stracci lanciati in spregio alla sofferenza, qualcun altro ha pensato, esercitando e spingendo l’acceleratore al buio, che in una competizione elettorale si possa arrivare a scomodare lo stupro, per di più lo stupro infantile, per sostenere o danneggiare un candidato. Così. Per farci leggermente sobillare. A cosa assisteremo la prossima volta?

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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