Le relazioni sindacali che la Total intrattiene sono pessime e c’è il sospetto che usi licenziamenti e cassa integrazione come merce di scambio per nuove autorizzazioni. E’ questo il senso della polemica aperta dalla UILM di Basilicata contro l’azienda francese in relazione agli annunciati ridimensionamenti occupazionale. Il colosso francese respinge queste accuse e sostiene che la conclusione di una specifica commessa riguardante attività di costruzione ha determinato la naturale e conseguente riduzione del numero di lavoratori da impiegarsi. Cioè per attività di carattere temporaneo non ci si può aspettare che ci sia un impiego a tempo indeterminato. Ma la Uilm non ci sta e parla di tentativo di sminuire le giuste preoccupazioni sulle ricadute occupazionali presso il sito di Tempa Rossa. Total deve smetterla di nascondersi dietro presunti ridimensionamenti “temporanei” e contratti a termine: con 50.000 barili estratti ogni giorno, l’azienda ha il dovere di assicurare e incrementare i posti di lavoro per una comunità che tanto contribuisce alla sua attività. Non accettiamo che i livelli occupazionali vengano trattati come numeri da modulare in base alle commesse o, peggio ancora, come leva per ottenere autorizzazioni sul progetto “Gorgoglione 3”. L’impegno di Total non è un’opzione, ma un obbligo: l’occupazione va garantita, preservata e ampliata, come giusto ritorno per le concessioni e autorizzazioni ottenute sul nostro territorio. La proposta di Total di “priorizzare” una parte dei lavoratori di Lucania Servizi per le future attività è insufficiente e offensiva. La UILM ribadisce che non c’è spazio per nessun ricatto occupazionale. Chi ha lavorato e contribuito alla realizzazione del Centro Oli di Tempa Rossa merita stabilità e continuità lavorativa, non vaghe promesse su un domani incerto. Se Total intende davvero mantenere una presenza responsabile in Basilicata, dimostri il suo impegno per i lavoratori e la comunità ora, senza condizionamenti, senza riduzioni, senza ricatti. Non ci interessano promesse per un futuro ipotetico: i lavoratori vanno tutelati oggi, non ridotti in attesa di “tempi migliori”. La prima vera compensazione, forse Total non l’ha ancora capito, è il lavoro. Chiaro! Attendiamo che l’assessore Cupparo convochi urgentemente il Tavolo della Trasparenza per discutere in sede sindacale — e non attraverso comunicati stampa — il futuro dei lavoratori di Lucania Servizi e i nuovi esuberi di Maersk e Sicuritalia. Altro che “occupazione di qualità” e “fiducia nel futuro”: il momento di agire è ora!
LA UILM A MUSO DURO CONTRO LA TOTAL: L’OCCUPAZIONE VA AMPLIATA
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