Il pareggio con il Siviglia ha sicuramente un padre: ed è Max Allegri. Per carità, nulla da dire sull’impegno profuso in campo dai giocatori bianconeri e sul fatto che la Juve meritasse ampiamente la vittoria per le occasioni create. Ma i tifosi bianconeri non possono essere soddisfatti, non solo del pareggio, ma soprattutto della prova complessiva della squadra che è sicuramente in grado, per il potenziale che è stato messo a disposizione di Allegri, di prestazioni molto, ma molto più efficaci di quanto fatto vedere con gli spagnoli. La verità è che il tecnico bianconero ieri sera ha sbagliato le scelte di formazione e a fine gara, invece di trovare delle giustificazioni pretestuose, alle quali non credeva nemmeno lui, per il mancato utilizzo dal primo minuto di Pjanic e Alex Sandro, avrebbe dovuto ammettere, con grande umiltà che è sinonimo di intelligenza, di non avere fatto le scelte più giuste. E soprattutto avrebbe dovuto provvedere sin dal primo minuto della ripresa a cercare di cambiare l’inerzia della partita mettendo subito in campo Pjanic ed Alex Sandro senza aspettare gli ultimi 22 minuti quando la squadra cominciava ad essere stanca e poco lucida per portare attacchi ordinati ed efficaci alla difesa, peraltro non irresistibile, del Siviglia. Ma anche altre situazioni fanno discutere e meritano un’attenta riflessione da parte di Allegri. Come la posizione in campo di Dybala. Ma andiamo per ordine e affrontiamo un argomento per volta. Senza se e senza ma uno come Pjanic deve essere sempre in campo dall’inizio in tutte le gare più importanti sia di campionato che di Champions. E per una semplicissima ragione: è l’unico centrocampista, al momento, che dispone di un bagaglio tecnico di qualità superiore e che ha la capacità di saper giostrare in mezzo al campo e di proporsi con risultati eccezionali anche nelle difese avversarie sia dialogando con i compagni che sfruttando le iniziative personali. Questo anche perché la situazione del centrocampo della Juve non è delle migliori. Sia per l’assenza di Marchisio, altro giocatore con qualità e tanto fosforo in testa, sia perché non è stato possibile ingaggiarne un altro nonostante i tentativi in extremis negli ultimi giorni di mercato. Per cui, eccezion fatta per Hernanes che è meglio che stia in panchina piuttosto che in campo, sono disponibili Lemina, Kedira, Asamoah, con caratteristiche più di corsa che di pensiero e il solo Pjanic con tanto estro e fantasia. Come ormai Allegri si deve convincere che, con tutto il rispetto e la stima per Evra, sulla corsia mancina non si può fare a meno di Alex Sandro che ha 10 anni meno del francese, ha gamba, ha tecnica, ha capacità di saltare l’uomo e sa essere pericoloso sia di piede che di testa nell’area avversaria. E sa fare molto bene anche la fase difensiva. La parata più difficile del portiere del Siviglia è arrivata su un colpo di testa del brasiliano. A conferma di tutto ciò fanno sicuramente testo i 90 minuti con il Sassuolo dove la Juventus, come riconosciuto unanimemente, sembrava la play station per lo spettacolo offerto. E in campo c’erano sia Pjanic che Alex Sandro. Come, d’altro canto, si è vista la differenza abissale tra la partita di Higuain con gli emiliani e quella con gli spagnoli nella quale l’argentino ha avuto solo un pallone giocabile e lo ha stampato sulla traversa con un grande colpo di testa. La Juve ha speso 90 milioni per Higuain per metterlo in condizione di confermarsi anche in maglia bianconera devastante nell’area avversaria. E ne ha spesi oltre 150,complessivamente, per elevare di molto la qualità del roster. Certo non per farsi imbrigliare da un Siviglia tra l’altro copia, molto sbiadita, di quello di Emery tre volte vincitore dell’Europa League. Capitolo Dybala. Non convince per niente la posizione troppo arretrata del fuoriclasse argentino che si deve assumere un compito che dovrebbe essere svolto in larga parte dai centrocampisti: con il Siviglia lo abbiamo visto molte volte addirittura sulla linea dei difensori nel tentativo di iniziare l’azione dei bianconeri con il risultato finale di sfinirsi fisicamente e soprattutto di non poter essere decisivo dove il suo gioco e le sue doti lo esaltano: vicino enell’area avversaria. Poi ci può stare e può essere un arma in più che Dybala possa operare nella posizione di trequartista per trovare più spazi e favorire gli inserimenti dei compagni. Ma in questa posizione parliamo di distanze da coprire che non superano 20-30 metri e quindi possono essere affrontati senza correre il rischio di azzerare le energie. Nella stagione scorsa, lo ricordiamo a chi lo avesse dimenticato,Dybala ha segnato 23 reti e fornito una decina di assist.Al momento, dopo quattro gare ufficiali, è ancora a secco in fatto di marcature anche se si prodiga per fare segnare i compagni. Sono tutte situazioni che Allegri ha il compito di analizzare per trovare le migliori soluzioni utili a fare della Juve una perfetta macchina da guerra. Infine su una cosa siamo d’accordo con lo sfogo dell’allenatore bianconero a proposito delle previsioni che sono state fatte per la vittoria della Champions. Chi, e non sono stati molti, ha detto che la Juve è la favorita numero 1 per conquistare la coppa delle grandi orecchie, ha detto sicuramente una stupidata: però è altrettanto vero che la Juve si è avvicinata sensibilmente alle grandi potenze del calcio europeo come Barcellona, Real Madrid, Bayern ed è in grado, con l’organico costruito da Marotta e Paratici, di potersela giocare ad armi pari con tutti. Per semplificare: se l’anno scorso la Juve contro le suddette squadre aveva tra 30 e il 40 per cento di chances, in questa edizione non ha meno del 50 per cento di battere tutte le big europee. E non si tratta per niente di una esagerazione.
CARO ALLEGRI, COSI’ NON VA!
0
Condividi
