Più che gli appelli di esponenti del Pd a mettere una pietra sopra la pasticciata gestione della sua candidatura, a convincere Angelo Chiorazzo a mettersi a disposizione del Centrosinistra è stata la determinazione a non sterilizzare in un gioco di minoranza la grande energia prodotta dall’ ingresso in campo della società civile e di renderla elemento determinante in una possibile vittoria contro la destra in generale e la gestione Bardi in particolare. Cioè dare da subito una dimostrazione che un protagonismo che sale dal basso della società, può essere la chiave di volta di un cambiamento del sistema politico e può costituire già dalla prossima legislatura il punto di riferimento per quella parte di comunità che si è stancata del teatrino, fatto di personalismi e di carrierismo , e che ha perso la voglia di recarsi alle urne, La decisione di Chiorazzo di farsi da parte è allo stesso tempo un atto di umiltà personale , proprio di chi avrebbe mille motivi per rendere pan per focaccia e invece si inchina di fronte all’interesse generale della collettività,e una precisa strategia politica mirata a dare voce alla richiesta di cambiamento che sta salendo dai territori e di cui i partiti, affaccendati in lotte di potere inTerno, non riescono a farsi carico. Un accordo che non è sulle poltrone, ma sulle cose da fare, prima fra tutte la riappropriazione di dignità da parte di una regione che è stata svenduta agli interessi del Nord, con una autonomia differenziata accettata dal Governo regionale uscente come tributo dovuto alla classe poltiica dominante, una scelleratezza che è arrivata persino ad espropriare il consiglio regionale di una doverosa decisione collegiale . L’accordo tra il presIdente Marrese e Angelo Chiorazzo è stato ovviamente accolto con entusiasmo dal popolo di centrosinistra finora annichilito e frustrato da una conduzione della vicenda delle candidature che definire approssimativa è un eufemismo. Entusiasmo che nasce dalla constatazione che adesso la vittoria alle regionali è contendibile e che con uno sforzo unitario e bene organizzato è possibile stravolgere le previsioni. Lo dicono sondaggi commissionati alla vigilia di questo accordo, ma lo dicono soprattutto i movimenti che si stanno registrando in queste ore sulle liste, con improvvisi ritorni e nuove richieste di partecipazione, segno che l’ago della bilancia si sta spostando verso una partita da giocare . E adesso che il dibattito si sposta dalle persone ai problemi, la strada è in discesa perché, come ha detto giustamente Chiorazzo, qui si deve chiedere conto di un malgoverno regionale che ha riportato indietro di 30 anni la Basilicata, con una sanità che è stata fino a cinque anni fa fiore all’occhiello del sistema sanitario meridionale e che oggi ricopre gli ultimi posti nella classifica dei sistemi sanitari regionali. E poi i 30 mila giovani partiti in dieci anni e le risposte che bisogna dare sul lavoro e sull’occupazione . Insomma , una ricucitura che in pochi prevedevano e in molti speravano. Complimenti a chi ha messo da parte l’orgoglio e si è messo al servizio della comunità. Il popolo di centrosinistra torna a respirare. ROCCO ROSA
CHIORAZZO CORRE COL CENTROSINISTRA, LA PARTITA ORA E’ TUTTA DA GIOCARE
