pinuccio rinaldi
Dopo le dimissioni della capogruppo di maggioranza Viggiano un altro evento politico irrompe sulla scena, anche questo con le sembianze di un tempo passato.
Quando l’Italia era al massimo della sua rinascita economica fu coniata la felice l’espressione “Agosto moglie mia non ti conosco”, ora la dirigenza politica locale di Fratelli d’Italia mutuando questa espressione ha redatto un comunicato nel quale in sostanza si dice” agosto assessore mio non ti conosco”.
Quest’atto politico però, come il precedente, non ha nessuna ricaduta pratica sulla governabilità del paese, però genera quesiti che non sono irrilevanti quali:
- A chi giova tutto questo?
- Perché i dissensi denunciati non hanno trovato la giusta ricomposizione interna?
- Questa comunicazione ha una sola destinazione?
Ora tra il detto e il non detto, tra le promesse che si possono ottenere e le offerte di appoggio che si possono dare, ciò che resta di questa dinamica politica è una assoluta povertà di risultato.
Questa condizione politica così determinatasi, produce nell’immediato, un solo effetto ed è quello di una cocente delusione dell’elettorato, il quale quando è stato chiamato al voto per scegliere tra due schieramenti la cui distinzione primaria era riposta unicamente nelle locuzioni “uniamoci” e “insieme”, e per il significato di queste locuzioni, che gli elettori avevano ben sperato di ottenere finalmente come risultato la soluzione dei loro tanti problemi.
Ma la povertà di risultati esiste quando, insieme a tanti altri aspetti, manca la capacità di cogliere la differenza tra l’opportunità e l’inopportunità di una azione, e il riconoscimento della priorità delle scelte, cose purtroppo dimostrate da questi eventi politici
Ma ,come un vecchio detto insegna, nessuna povertà è senza colpe
