MARTINA MAROTTA

Un panel-teatrale quello che racconta le voci e le testimonianze di tanti uomini, donne e bambini che attraversano il Mediterraneo in cerca di un luogo sicuro. Tutto realizzato e spiegato come in una rappresentazione teatrale. Ospiti dell’incontro, nella storica Sala dei Notari in Perugia, Cecilia Strada, attivista per i diritti umani, Giulio Cavalli, attore e scrittore, e Nello Scavo, giornalista di Avvenire.

giulio cavalli

Apre il meeting, con un dialogo iniziale, Cecilia Strada, formatasi nel contesto dell’aiuto umanitario, che ha parlato del suo lavoro a sostegno dei più deboli. “il tema del soccorso in mare non cessa di stupirmi. Dal 2017 siamo passati da essere visti come degli angeli ad essere etichettati come pirati o amici degli scafisti. Sono vari anni che si criminalizza sia chi attraversa il mediterraneo sia che opera soccorso in mare” ha raccontato l’attivista. Come ampiamente spiegato nel corso del panel, la “guerra” ai soccorritori del mare viene messa in atto perché essi hanno prove, testimonianze e video di ciò che realmente succede tra le onde, dai semplici attacchi mediatici a quelli veri e propri della guardia costiera libica. 

Lo spettacolo teatrale che racconta le testimonianze dei viaggi di chi ha la speranza di una vita migliore nasce dalla necessità di far conoscere queste storie, di “aprire il sipario” sulla verità delle traversate del Mediterraneo.

Nello Scavo

“Abbiamo iniziato a ragionare su questo spettacolo perché il tema dell’immigrazione veniva raccontato solo da fonti ufficiali o dalle istituzioni” racconta Giulio Cavalli, “per avere una testimonianza vera e propria si doveva aspettare le indagini ufficiali come quelle dell’ONU. Il teatro ci aiuta a portare la discussione sul piano emozionale, così da renderci anche conto che le morti del mediterraneo non sono una questione politica ma umanitaria”. E continua “ci siamo anche resi conto che il nostro Paese è migliore di come ci viene raccontato, è un’Italia in cui persone con pensieri politici diversi si trovano d’accordo sul fatto che ogni vita umana valga”.
Intorno a queste storie di sofferenza si radunano le voci dei giornalisti. “da un lato” afferma Cecilia Strada” ci sono giornalisti che sono sulle navi insieme a noi e raccontano la verità. Il resto della stampa, però, fa propaganda. Delle volte viene dato il numero dei morti in modo asettico, senza che le persone possano empatizzare con esso, altre volte ci troviamo davanti a vere e proprie bugie che portano un danno culturale al paese. Ogni vita umana ha una dignità che va tutelata quindi invitiamo i giornalisti a venire a bordo delle navi con noi per raccontare la verità all’insegna di una giusta informazione”.
A seguito del dialogo tra gli ospiti, Giulio Cavallo e Nello Scavo hanno messo in scena parte dello spettacolo “A casa loro”, raccontando testimonianze di coloro che viaggiano per mare alla ricerca di una vita dignitosa. Guardando al futuro Cecilia afferma “continueremo a fare il nostro lavoro, seguendo le regole dettate dalle Convenzioni Internazionali, perché questa è la cosa giusta da fare. “. Non è più tempo di stare a guardare aspettando quel miracolo che, solamente se tutti si mettono attorno ad un tavolo, potrà realizzarsi per fermare definitivamente questi scempi verso l’umanità.

Foto copertina : Cecilia Strada,