rocco sabatella
Non abbiamo assolutamente esagerato quando, parlando la settimana scorsa dell’impegno esterno contro il Bari, abbiamo sostenuto che queste partita, al pari di quelle con Ternana, Avellino e Catania, era tra le più facili da affrontare per il Potenza. I 90 minuti allo stadio San Nicola hanno confermato la nostra previsione. Che non era la certezza di indovinare quello che sarebbe successo in campo riguardo al risultato che poi effettivamente si è materializzato che noi potevamo solo augurarci, ma semplicemente l’analisi su quali possibilità la squadra lucana potesse avere per fornire una super prestazione contro la formazione allenata da Carrera. Riferendoci, ovviamente, ad aspetti tattici, tecnici e soprattutto psicologici. Quest’ultimi fondamentali quando si deve affrontare una super corazzata come il Bari. Perché sono gli avversari a offrirti gli stimoli giusti che ti permettono di moltiplicare il rendimento in campo, ti consentono di entrare in campo con la leggerezza necessaria scevra da pressione che ti offusca la mente e perché sai benissimo che un’eventuale battuta di arresto in questo tipo di gare è nell’ordine naturale delle cose e non ti procura strascichi negli impegni successivi. Anche se nella delicata situazione di classifica del Potenza la sconfitta non è mai salutare aldilà della prestazione. E sono sempre gli avversari che ti possono agevolare il compito se commettono l’errore di pensare che, siccome si chiamano Bari, la vittoria è da considerarsi scontata. E sotto questo aspetto al San Nicola è andata proprio così almeno per tutto il primo tempo nel quale mister Gallo e i suoi ragazzi hanno costruito un successo che, aldilà di quello che rappresenta a livello storico essendo il primo ottenuto dal Potenza sul campo del Bari nei suoi 100 anni di vita, ha un valore immenso nel cammino dei rossoblù verso la salvezza. In un turno di campionato in cui le avversarie dei lucani aspettavano speranzosi lo scalpo del Potenza offerto dal Bari. E invece è stata una giornata trionfale non solo per il successo strameritato ma anche perché la squadra di Gallo ha guadagnato punti su tutte le antagoniste e per la prima volta è uscita dal gruppo play out. La vittoria a Bari è stata il capolavoro tattico e tecnico di Fabio Gallo, delle sue scelte, di come ha preparato la partita e anche di come la squadra abbia eseguito alla perfezione le sue indicazioni. Questo a significare che i meriti del Potenza sopravanzano di molto i demeriti dei biancorossi pugliesi che nel primo tempo hanno avuto un approccio molto superficiale alla gara. E per la verità il perfetto comportamento del Potenza sia a livello di gioco che di grande combattività e di agonismo in ogni zona del campo ha ingigantito e acuito i problemi dei ragazzi di Carrera che non sono riusciti a invertire la tendenza negativa e a imprimere alla gara un decisivo cambio di passo e di mentalità. Senza ombra di dubbio da dire che Gallo ha vinto, a livello tattico, il duello con il suo grande amico Carrera. Innanzitutto nella zona nevralgica del campo dove il rientrante Coppola, Bucolo e Zampa hanno sempre avuto la meglio sugli omologhi baresi Lollo e De Risio poco assistiti dai mancati rientri in mezzo al campo di Antenucci, Marras e D’Ursi che sono a tutti gli effetti attaccanti puri e hanno poca dimestichezza con alte zone del campo. Il Potenza ha sfruttato questa superiorità in mezzo al campo per ripartire e creare pericoli ai difensori pugliesi e pochi affanni ha avuto anche sulle corsie laterali dove Marras e D’Ursi sono stati ridotti ai minimi termini proprio dalle mosse di Gallo che temeva che il Bari potesse sfruttare maggiormente le fasce con la velocità e la tecnica de sui esterni. Inoltre la solidità e la concentrazione massima dei difensori rossoblù guidati da Gigli hanno fatto il resto e consentito al Potenza di fare il suo gioco in tranquillità assoluta guadagnandosi il vantaggio e poi mettendo al sicuro il risultato con l’azione da manuale costruita tra Di Livio e Mazzeo e conclusa dal rinato, ovviamente sotto l’aspetto fisico, Baclet a terzo gol in due gare. Il centravanti francese sembra che abbia finito il suo calvario costellato da infortuni gravi che gli avevano fatto balenare l’idea del ritiro e si può definire alla stregua di un nuovo arrivo nel gruppo. La ripresa è stata più sofferta anche perché non si poteva pensare che il Bari non riuscisse a fare meglio di quanto fatto nella prima frazione di gioco. E che giocatori come Antenucci, Marras o Rolando non fossero in grado di creare qualche occasione. Che ci sono state, poche per la verità e sventate dall’ottimo portiere Marcone che si conferma una sicurezza per il cammino del Potenza. Che resiste molto bene e in ripartenza si crea anche qualche opportunità per arrotondare. Come si diceva l’artefice della rinascita del Potenza è indubbiamente Fabio Gallo che ha finora svolto un lavoro egregio sotto tutti gli aspetti. Prima ha recuperato mentalmente un gruppo depresso dalle tante sconfitte e in seguito, anche grazie agli innesti del mercato di gennaio operati dalla società, ha dato un’identità e un gioco più propositivo ad una squadra troppo schiacciata indietro. La vittoria di Bari, come si diceva, è preziosa per i motivi sopra esposti. Adesso bisognerà dimenticare Bari e sarà necessario insistere su questa falsariga perché arrivano uno dietro l’altro gare che non si possono sbagliare per uscire definitivamente dal pericoloso giro play out. Da sabato prossimo 13 e fino al 31 marzo, il Potenza dovrà giocare sei gare al ritmo di una ogni 3 giorni, compresi i recuperi con la Ternana mercoledi 24 marzo e con la Cavese mercoledi 31 marzo. In precedenza gara interna con la Vibonese sabato prossimo, trasferta ad Avellino mercoledi 17 marzo, impegno al Viviani con il Bisceglie domenica 21 e poi trasferta a Viterbo del 28 marzo. Da questo ciclo cosi intenso passa la salvezza del Potenza che dovrà avere tutti i suoi effettivi disponibili e in grado di poter dare un contributo determinante allo scopo di mettere Fabio Gallo nelle condizioni di procedere ad un turn over ragionato per avere in campo un undici sempre competitivo. Perché è scontato che questo ciclo di gare ravvicinate e delicate per l’obiettivo salvezza diretta toglierà energie fisiche e mentali, fattore questo che potrà essere superato agevolmente se arrivano risultati positivi. Un po’ quello che si augurano i tifosi che cominciano a vedere la luce in fondo al tunnel.
