A NOI !
Amici, italiani delle Due Sicilie, meridionali, lucani miei conterranei … Io non vengo qui a smentire LITTORIO (Feltri) ma soltanto a riferirvi quello che io so.
Il nobile LITTORIO ci ha indicato l’orizzonte, ha tratteggiato la nostra natura, il nostro dna: il Sud è inferiore perché qui si soffre di complessi d’ogni genere; perché siamo nient’altro che Gomorra, abusivi e terroni. E LITTORIO ha ragione perché LITTORIO è uomo d’onore.
Quando LITTORIO aggiunge che il Sud è grezzo, povero, senza intraprendenza bisogna credergli e seguirlo, come di continuo fanno i suoi compari Pietro, Paolo, Alessandro, Mario, Maurizio, Filippo, tutti, tutti uomini d’onore. Proprio come LITTORIO.
Soltanto fino a ieri la parola di LITTORIO scuoteva e raccoglieva consenso nelle nostre valli, sui nostri monti e i nostri lidi e non c’era un solo meridionale così miserabile da fargli mancare il rispetto. Ebbene, signori, se io parlassi qui per scuotere il vostro cuore, la vostra mente, per muovervi all’ira e alla sedizione farei torto a LITTORIO, a Matteo, ad Irene, a Umberto, uomini d’onore come ben sapete.
No, no. Non farò loro un tal torto. Oh .. preferirei farlo a me stesso, a voi, piuttosto che a uomini d’onore quali essi sono. E tuttavia io ho con me un’intera enciclopedia nella quale son raccolte le offese, i canti scurrili e le ingiurie di questi onorevoli signori nei nostri confronti, ma io li voglio ignorare, e poi perché dovrei dunque tradire questi uomini d’onore?
Tutti voi, da tempo immemore, conoscete le storielle sul Vesuvio, sui terremoti, sul colera; tutti voi avete visto e sentito le accoglienze riservate alle squadre e alle tifoserie meridionali nei loro stadi; tutti ricordiamo ancora le scritte sulle vetrine dei loro negozi negli anni del boom, e via di questo passo … e tutti, io, voi, cademmo mentre scherni, fango e violenze fiorivano su di noi.
Che .. ah .. adesso piangete?
No .. no amici no, dolci amici.. Nooo ..non fate che sia io a sollevarvi in questa tempesta di ribellione. Uomini d’onore sono coloro che hanno lacerato il nostro Sud e io non sono il giornalista che è LITTORIO, il quale vi parla semplice e schietto di ciò che voi stessi vedete e che di per se stesso parla. Perché se io fossi LITTORIO e LITTORIO fosse me, qui ora ci sarebbe una lingua così eloquente da spingere tutto il sud a sollevarsi e a rivoltarsi. Alla faccia del buonismo.
di Gerardo Acierno
(si ringrazia per la cortese collaborazione Mr. William Shakespeare – UK)
