LIDIA LAVECCHIA
L’ex premier Giuseppe Conte affida a un lungo post su Facebook l’atto di divorzio tra M5S e Rousseau. Il nuovo capo politico dei pentastellati decreta la fine del rapporto tra l’associazione di Davide Casaleggio e i Cinquestelle. Le strade del Movimento 5 Stelle e di Rousseau si sono definitivamente divise. L’ex premier si è detto dispiaciuto di non essere riuscito a trovare un accordo con i seguaci di Casaleggio. “Una forza politica che ha un ruolo di primo piano nello scenario della vita democratica del Paese, che è la più consistente in Parlamento e si assume la responsabilità di funzioni di governo, deve garantire ai propri iscritti e a tutti i cittadini che la “gestione tecnica” della piattaforma digitale e di tutti i servizi connessi sia distinta dalla “direzione politica”. Ha affermato l’ex premier. La gestione tecnica, infatti, può essere affidata a soggetti esterni. Le funzioni di “direzione politica”, invece, devono necessariamente competere a soggetti interni alla forza politica, eletti attraverso procedure democratiche chiare e trasparenti, in modo da scongiurare il rischio di condizionamenti e di ingerenze esterne incompatibili con il principio democratico. Sono questi i presupposti indispensabili per ripartire con il piede giusto. Dato che questo non è stato possibile, è necessario ora guardare avanti. Quindi finora il M5S era incostituzionale? Ci domandiamo. Intanto nei sondaggi politici di qualche giorno fa (IPSOS) Giuseppe Conte è risultato il leader più popolare d’Italia, con il 22% di preferenze. Una speranza per i grillini che ormai navigano a vista, tra un fuggi fuggi generale ancora in corso, alla ricerca della propria anima (politica), se mai l’hanno avuta, ma soprattutto di un leader vero, saggio e con il “fisique du role” che si addice ad una guida politica, che riesca a risollevare un movimento che negli ultimi anni ha perso molto, in termini di voti e di credibilità. Tutte qualità che il professore di Firenze ha già ampiamente dimostrato di possedere. Dovremo aspettare l’inizio di maggio per poter conoscere il nuovo Statuto e la Carta dei principi e dei valori che saranno presentati all’Assemblea degli iscritti nel corso di un grande evento on-line, aperto e partecipato, come annunciato da Conte via Facebook, e di procedere subito dopo alle votazioni dei nuovi documenti fondativi e dei nuovi organi. Inizia una nuova era dunque per il “partito” (o “movimento” non importa, sottolinea Conte) del popolo, tra il silenzio assordante (per ora) di Di Maio e Beppe Grillo.
