
Nei due diversi convegni organizzati dai due parlamentari italiani ex compagni di partito, si è parlato di rischi per la salute del cittadino e di opportunità per il Paese. Nel primo, sono stati evidenziati dagli scienziati intervenuti i rischi a dir poco catastrofici della tecnologia di quinta generazione, mentre, nell’altro, quello organizzato dal Vice premier, ministro dello sviluppo economico, on. Luigi Di Maio, alla presenza di esponenti di Confindustria, di alcune imprese impegnate nella realizzazione degli impianti tecnologici per la diffusione del 5G e delle due maggiori compagnie telefoniche vincitrici dell’appalto per la sperimentazione, si è parlato di sviluppo per il Paese. Sviluppo economico che, a dire dei convenuti, addirittura, surclasserebbe sul piano occupazionale e tecnologico il progetto di Descalzi, amministratore ENI, rispetto all’ipotesi di una Energy valley regionale in Val d’Agri. Insomma le offerte di lavoro per i Lucani, da qui a poco, per effetto di questi interventi, si moltiplicheranno a dismisura. Matera, la città che ha fatto della sua storia il suo punto di forza, è proiettata a sua insaputa in un film di fantascienza.
A latere delle attività politiche parlamentari dei due ex compagni di Movimento, però, ci sono i cittadini. A questi ultimi viene chiesto, in pratica, in assenza di dati certi, di sposare l’una o l’altra scuola di pensiero. Alla cieca e per fede. In altre parole, mentre la comunità scientifica è divisa tra chi ritiene che il 5G non sia dannoso per la salute pubblica e che, anzi, sia addirittura meno pericoloso della tecnologia di terza e quarta generazione in uso e chi, viceversa, sostiene il contrario suffragando la tesi nefasta con prove e test scientifici, secondo i politici, i cittadini esposti al rischio irradiazione, dovrebbero scegliere da che parte stare per fede o simpatia verso l’uno o l’atro.
Gli asini litigano e le botti si rompono. I politici si parlano addosso, gli scienziati si dividono e i cittadini fanno da cavia. Non sarebbe utile applicare per motivi precauzionali una moratoria sulle sperimentazioni praticate direttamente sull’uomo? Come hanno fatto altre città europee sicuramente non meno evolute di quelle Italiane.
Non sarebbe meglio se si approfondisse l’argomento, guardando con fiducia alle opportunità per il Paese, ma senza però che a pagare il costo più alto siano i cittadini?
Il fatto di apprendere che ci siano cittadini che sentano l’esigenza di costituirsi in comitati per reclamare i propri diritti fondamentali, dovrebbe quantomeno suggerire ai decisori politici di fermarsi un attimo per riflettere e confrontarsi. In fondo, tutti contribuiscono ad essere Stato. Perché allora una parte di esso (quello romano che governa le istituzioni) non considera abbastanza Stato l’altra parte che chiede solo di essere tutelata e non costretta a costituirsi in gruppi per poter essere ascoltato?
Anche a Matera, come a Bari e in molte città Italiane, alcune associazioni di cittadini si sono riunite per creare un comitato organizzato, in grado di mettere in campo attività ed eventi informativi. Al primo punto dell’ordine del giorno una richiesta di moratoria da inoltrare alle istituzioni, Comune, Provincia e Regione per via precauzionale, della sperimentazione del 5G. chiedendo, fin da subito, attraverso azioni anche legali se occorresse, per il sacrosanto diritto precauzionale, che venga sospesa immediatamente la trasmissione dati con i potentissimi ripetitori, considerati pericolosi per la salute pubblica.
Alla costituente del comitato per la salute pubblica hanno aderito l’Associazione Genitori Consapevoli, gli esponenti del movimento ecologista, EuropaVerde, il coordinatore provinciale dei Verdi, Vito Morcinelli e una delegazione cittadina del movimento ecologista del sole che ride guidata da Mario Montemurro. Attivista ambientalista dei Verdi, già protagonista della manifestazione spontanea organizzata davanti la Camera di Commercio di Matera in occasione dell’incontro a favore del 5G. Incontro, nel quale, la parlamentare Lucana del Movimento Cinque Stelle, Mirella Liuzzi, con Luigi Di Maio e gli amministratori delegati di TIM e FastWeb, hanno parlato esclusivamente di occasione di sviluppo economico del paese e non di salute pubblica. Del resto, Luigi Di Maio, è solo il Ministro Dello Sviluppo Economico e la Ministra della Sanità, Giulia Grillo, sull’argomento, non è stata per niente coinvolta né ha sentito il bisogno di esprimere un parere rispetto al tema.
All’incontro per la costituente materana del comitato Stop5G, ha partecipato anche il Senatore Saverio De Bonis, il quale ha tenuto a ribadire la sua netta contrarietà alla sperimentazione diretta sugli uomini. Sperimentazione oggetto di una mozione parlamentare che lo stesso ha presentato insieme ad altri parlamentari. Era presente all’incontro Ascenza Loredana Fasano, candidata alle Europee nella lista circoscrizionale sud di Europa Verde, alcuni esponenti del neonato Comitato Stop5G Bari e tante mamme accompagnate dai loro figli.
Non c’era nessuno degli amministratori locali che pure sono stati invitati, né alcun esponente di partito evidentemente non interessato alle richieste e alle preoccupazioni dei cittadini.
In fondo Matera andrà al voto solo nella primavera del 2020. Perché preoccuparsi fin da ora di corteggiare gli elettori? Giuseppe Digilio