Ultima opera da lui realizzata con il Museo Diocesano, ugualmente da intitolargli. Il percorso di una vita all’insegna di impegno religioso e civile

di Franco Cacciatore

Per la Via Crucis, che a Melfi si inerpica lungo la collinetta Tabor e conduce alla Chiesa-Convento detta dei Cappuccini, venerdì 18 ottobre alle ore 16,30, cerimonia di intitolazione a Mons. Dante Casorelli, alla presenza del Vescovo di Melfi, Mons. Ciro Fanelli e del Sindaco Giuseppe Maglione. L’intitolazione un atto doveroso e grato verso Don Dante che negli anni ’90 ha fortemente voluto e realizzato la Via Crucis, dotandola di artistiche stazioni in mosaico e a conclusione sul piazzale della chiesa, di monumento a Urbano II, il Papa del terzo Concilio di Melfi. Pertanto crediamo sia questa l’occasione, per un’opera di tale valore religioso e artistico, di programmare intervento ad alcuni mosaici a rischio scomparsa per l’asportazione di tessere e nel contempo, per la sua conservazione, di istallazione di telecamere.

Via Crucis

Quella della Via Crucis è una delle ultime realizzazioni di Mons. Casorelli, unitamente all’istituzione del Museo diocesano, per il quale tanto si è speso per la ricerca e la conservazione dei preziosi beni della chiesa melfitana. Dagli arredi alle opere d’arte, ai paramenti sacri e le tele. Il tutto finalizzato all’istituzione di Museo Diocesano, d’intesa con il Vescovo Vincenzo Cozzi, realizzato nelle sale del Palazzo Vescovile.

Mosaici

Anche questo è da unire al suo nome. Intanto con un cammino a ritroso è da percorre il largo impegno profuso dal sacerdote nella sua vita. Il 1946 a 25 anni veste l’abito talare a Melfi, dopo la sua formazione sacerdotale a Lucca. In quell’anno fonda l’ASCI, primo gruppo scout in Basilicata. Per tanti giovani e ragazzi una vera formazione di vita. Nel tempo campi scoutistici in Italia e all’estero. E con l’ASCI una serie di iniziative, prima fra tutte il Premio Nazionale di Pittura “Croce del Vulture” (1965-1973).

Monumento a Urbano II

Negli annI ’50 del secolo scorso dà vita alla “Casa di Riposo”, alla quale anni dopo unirà la Casa del Clero. Quindi intraprende un faticoso cammino per la ricostruzione di chiesa e convento dei “cappuccini”, crollati al terremoto del 1930. Svolge ampia azione per il ritorno del Vescovo, assente nella millenaria storia della diocesi dal 1966 al 1976, dando vita ad un apposito Comitato. Altrettanto si spenderà per la funzionalità dell’Episcopio, in abbandono dopo il sisma del 1980 e al recupero di Biblioteca Vescovile e Archivio Diocesano. Curerà varie pubblicazioni, fra cui la prima traduzione in italiano delle Costituzioni di Federico II e i Concili a Melfi. Ricercatore e cultore di storia patria farà rivivere il capitolo di S. Gugliemo da Vercelli a Melfi, elevando monumento.

museo diocesano

Non mancherà l’impegno civile per la “sua” Melfi. Nel 1974 da presidente del Comitato “Provincia di Melfi”, un gesto eclatante, pianterà una tenda e farà lo sciopero della fame. Alla soglia dei 90 anni curerà l’ampliamento della Casa di Riposo e concluderà la sua opera scoutistica, con la creazione di una “Base” a livello nazionale nell’area di Monticchio Laghi. La vita terrena di Mons. Casorelli avrà termine nella “sua” Casa di Riposo, a 92 anni, il 6 agosto 2013, giorno della Trasfigurazione, la cui raffigurazione aveva voluto in mosaico nella ricostruita chiesa dei “Cappuccini”.

Don Dante esce dalla tenda

Foto. Don Dante accanto alla stazione della Resurrezione – Immagini della Via Crucis – Monumento a Urbano II – Mosaici con la tessere asportate – Depliant del Museo Diocesano alla sua realizzazione – Mons. Casorelli esce dalla tenda dopo lo sciopero della fame.