Purtroppo l’impegno del parlamentare non ebbe riscontro. Ad oggi non realizzato il giusto tributo all’Imperatore delle Costituzioni.
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Fortunato rispose con immediatezza, attivandosi con impegno per la realizzazione del monumento. Purtroppo gli amministratori dell’epoca non compresero l’importanza dell’opera, tanto da far cadere nel vuoto l’offerta gratuita ad effettuarla, da parte del noto scultore partenopeo, Giovan Battista
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Lancieri, nella sua guida, sollecita di riprendere l’iniziativa e suggerisce di rivolgersi alla Germania per ottenere il sempre atteso monumento a Federico II. E sarà ancora lui, da Presidente dell’Ordine degli Avvocati, alla realizzazione, in quegli anni, del nuovo Palazzo di Giustizia a far predisporre sulla gradinata dell’edificio basamento per monumento a Federico II, purtroppo non realizzato. Per suo volere la piazza antistante intitolata all’Imperatore.
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Nel 1922 nell’atrio del Municipio di una volta epigrafe, scritta dal dantista Luigi Picece, nell’anniversario della promulgazione delle Costituzioni. E sempre nell’atrio, Federico II (testa di Lanuvio) dono nel 1970 della Repubblica Federale di Germania. Nel 1979 l’intitolazione all’Imperatore della via che era il suo ingresso a Melfi, da Porta Venosina lungo le mura. In ultimo l’avvenuta denominazione, da tempo richiesta, di “Melfi, città delle Costituzioni di Federico II”. Quelle che continuano a non esserci a Melfi, con il Codice legata al suo nome, le sembianze di Federico II impresse nel marmo.
