Non sembra essere andato nel vuoto l’appello della presidente della Commissione Pari opportunità a dare una risposta lucana al dramma dei rifugiati afgani, preparando il terreno per una accoglienza che sia anche anticamera di una integrazione. Il Presidente Bardi è stato esplicito nell’affermare che c’è tutta la disponibilità ad organizzare Comune per Ccomune una risposta in termini logistici e di emergenza, primo passo per una accoglienza diffusa. In termini di emergenza, il primo passo è la quarantena e la vaccinazione, un modo per tutelare sia chi c’è sia chi arriva. Si mobilitano anche i prefetti, su disposizione del Ministro Lamorgese e su richiesta delle organizzazioni nazionali che si occupano della materia. Verranno inoltrate, con la collaborazione dell’Anci, esplicite richieste a tutti i Comuni per ricavarne la disponibilità volontaria ad ospitare i rifugiati secondo il già sperimentato modello ex Sprar. Simonetti parla di molti Comuni che in Basilicata hanno già dichiarato informalmente la propria partecipazione. Né poteva essere diversamente in una regione che dal 2015 al 2020 ha ospitato circa 6000 profughi e oltre 600 minori non accompagnati classificandosi ai primi posti per tasso di abitanti a regione accogliente. La speranza è che almeno su questo fronte non si abbiano a verificare resistenze d ostracismi come è stato per alcuni Sindaci, la cui visibilità politica ha prevalso sul dovere di ciascun primo cittadino di attuare rapidamente e fedelmente le leggi e i provvedimenti che a livello nazionale vengono fatti. I casi di alcuni “resistenti” sono ormai famosi. Il risultato però c’è stato, nonostante il loro furore ideologico.
ACCOGLIENZA PROFUGHI, BARDI ASSUME IMPEGNI
