Tutto quello che si muove in direzione di una partecipazione del cittadino alla vita della comunità territoriale e di una apertura delle Amministrazione all’opinione pubblica è bene accetto, soprattutto quando poi alcune iniziative, per la loro semplicità e per la loro efficacia si dimostrano innovative ed originali. Il Comune di Acerenza ha attivato un servizio di comunicazione utilizzando watts app., cioè notizie date attraverso il telefonino, come se la comunità fosse appunto un gruppo telefonico o un gruppo di fb. Ci si sono collegati già in cinquecento al numero 392  6794142 , semplicemente inviando preliminarmente un messaggio per registrarsi ufficialmente. Le notizie che verranno date sono ,dicono, notizie di sola pubblica utilità,che riguardano la vita del Comune, le scadenze, le informazioni sui servizi, le comunicazioni in tempo reale su questioni di interesse specifico ( chiusura delle scuole , mancanza temporanea dell’acqua, divieto temporaneo di sosta ecc).  

L’iniziativa è buona, a patto che se ne faccia l’uso giusto. Troppo spesso le Amministrazioni parlano senza ascoltare, comunicano in sola andata, senza il feed back di ritorno, e ,alla fine, dovendo solo ascoltare senza poter parlare,i cittadini si scocciano e si sentono raggirati. Un’amministrazione coraggiosa deve aprire i canali di ricezione dei messaggi, a patto che questi siano caratterizzati da un uso non personale del mezzo telefonico, ma un uso da cittadini di una comunità: una proposta, una segnalazione di guasto, una segnalazione di pericolo, un suggerimento di modifica di qualche cosa. La gran parte degli amministratori non lo fa perché teme rogne, problemi, oppure teme il parlare in libertà di qualche cittadino poco incline al senso civico. Ma a questo si può porre rimedio con regole e con filtri, considerando in partenza irricevibili i messaggi che vanno oltre questa delimitazione di un convoglio di comunicazione civica che fa andata e ritorno e non solo andata. Da questo punto di vista siamo messi malissimo in Basilicata, con  sindaci e amministratori di enti grandi e piccoli che si muniscono di tanto di addetto stampa per esaltare la propria persona e la propria azione, per creare e curarsi l’immagine, per essere sui giornali un giorno si ed uno no, anche quando non hanno niente da dire . La gente lo sa e decide di non leggere , oppure di leggere solo quelle che contengono un messaggio vero dentro e non solo l’occasione per essere presenti. Ci sono siti che sono dei labirinti dove uno non arriva mai alle cose che cerca, né un numero telefonico dove uno possa dire “ guardate che qui in via …. c’è un cartello di stop, senza che ci sia la striscia bianca disegnata sulla strada. Ci fosse un sistema di comunicazione doverosamente civico, una segnalazione del genere dovrebbe essere presa in carico, perché sta segnalando un possibile rischio di incidente. E sarà per questo che vogliono che tu cittadino metta tutto per iscritto, faccia la fila alla polizia comunale, dai la patente per farti riconoscere e,  tirando, perdi una giornata. il nuovo lo si accetta, non si fa finta di accettarlo. Quindi ben venga ogni iniziativa ed ogni strumento innovativo, ma non parliamo di “partecipazione” se il cittadino è costretto ad un ruolo passivo. Più che watts app per certi amministratori ci vorrebbe amplifon. ( in copertina, la locandina di Smart city a Siracusa)