Non sono molte le imprese che fanno acquacoltura in Basilicata. Sul versante jonico ce ne sono, ci sembra,, due a Policoro, una a Pisticci, su quello tirrenico, due a Maratea. 8 o 9 in tutto. Nella programmazione dei fondi per lo sviluppo di questa attività ,la regione Basilicata si è vista confermare il finanziamento che è di 2,8 milioni di euro. Poca cosa, se non si tiene conto che la nostra regione è priva di industria peschiera, tutti abituati a fare i contadini e nessuno a prendere il largo in mare. Eppure quelle poche attività di acquacoltura, sia in acqua dolce che in quella salata, tirano da parecchio tempo, con una produzione essenzialmente diretta a ristoranti e mense. Adesso questi 2,8 milioni si mettono a disposizione di progetti costieri che però, dice l’assessore Braia, possono anche interessare l’interno.  Altrove, in Liguria soprattutto, hanno invece preferito la coltura in mare, ben lontano dalla costa e in acque considerate le più pure e pregiate. Non sarebbe errato puntare su queste nuove esperienze  capaci di assicurare prodotti di elevata qualità, assoluta sicurezza alimentare e qualità organolettiche molto alte. La speranza è che anche qui il piccolo e il localistico si concentrino per predisporre progetti non fatti per tirare avanti con un poco d’ossigeno finanziario, ma per organizzare una impresa capace di stare bene sui mercati italiani ed internazionali, dove le imprese del settore hanno imparato a competere e a inventarsi nuovi modi di allevare e coltivare il pesce, in presenza di  un marcato spopolamento dei mari. Comunque sia, queste nuove azioni passano per  nuovi protagonisti di sviluppo locale , che per mission si rifanno ai GAL, gruppi di azione locale. Si tratta di mettere insieme pubblico e privato per progetti che mirano ad una valorizzazione integrata del settore, allargandosi   al turismo, all’ambiente, alla formazione di operatori. Questo nuovo organismo si chiama FLAG che potrebbe organizzarsi per territorio oppure in uno solo, valido per l’intera regione. Anche qui  c’è da sperare che la meta imprenditoriale sia più ambiziosa di quella di accaparrarsi un po’ di spiccioli. L’Assessore Braia, che è contento perchè la Basilicata è l’unica a non vedersi decurtati i finanziamenti, lanci con chiarezza il messaggio che o cresciamo adesso, con un progetto o più progetti, capaci di creare valore aggiunto e lavoro. Oppure soggiaceremo anche qui all’iniziativa dei migliori imprenditori nazionali. Insomma l’idea mia è : andiamo dove l’acqua è più blu, e tuffiamoci insieme, per una sfida di settore. R.R.