Conoscendo le premesse , c’era da aspettarselo. La consigliera Dina Sileo, delegata alla cultura con un incarico che in partenza interferiva con gli assessorati interessati e le strutture deputate alla realizzazione dei programmi , alla fine ha sbottato contro gli Uffici e segnatamente contro la Minardi  che, insieme alle tante qualità, ha il difetto di non saper…rinunciare alla scena. E proprio questo protagonismo della dirigente della cultura che l’avrebbe portata ad interpretare anche un personaggio di una piece teatrale finanziata dalla Regione ( ovviamente a titolo gratuito) , ha dato l’occasione alla consigliera Sileo di gridare allo scandalo, fino a paventare un conflitto di interessi e un possibile abuso d’ufficio.  L’incaricata ad personam del presidente bardi in realtà , pur lavorando con impegno e alacrità, si è vista snobbare dalla struttura, al punto che la stessa Sileo è arrivata ad esprimere voto contrario al piano dello spettacolo 2021 perché –dice- scritto in continuità con il passato e  senza nessuna visione strategica . La realtà è che Il ruolo affidatole da Bardi non è stato digerito né dagli assessori né dagli uffici con la conseguenza che dopo aver lavorato incessantemente per predisporre un testo unico sulla cultura, aver sentito decine di operatori, aver analizzato decine di documenti , l’incaricata si è vista presentare un piano al quale non è stata nemmeno interessata preventivamente. Da qui il suo voto contrario , che è stato commentato con meraviglia da molti organi di stampa, senza che però a livello politico succedesse qualcosa. Adesso siamo al braccio di ferro con una consigliera che si chiede come mai non faccia notizia se  “ chi redige gli atti ne cura l’istruttoria ne predispone la graduatoria sia poi la stessa persona che pubblicizza, promuove ed addirittura è su locandina in qualità di attrice in uno spettacolo finanziato anche da Regione Basilicata?  Basta mettere a confronto atti, comunicati stampa e locandine. Un’evidente anomalia o inopportunità o forse anche un “leggero” profilo di abuso della posizione dirigenziale. Insomma un’altra anomalia comportamentale da parte di chi deve attuare le politiche e lo deve fare in silenzio e senza esporsi. Ma il vero problema , non prendiamoci in giro, è un tipo di delega che è vaga, senza contorni precisi, senza ruoli stabiliti: una sorta di recita a soggetto. Rocco Rosa