Ho già avuto modo di dire che questo foglio elettronico non ha una linea politica e non vuole averla, se per linea politica si intende l’appartenenza ad uno schieramento o ad un altro. E’ uno spazio di discussione e ognuno dei blogger, da noi invitato a scrivere, ci mette le sue idee, proprio come agli albori della democrazia inglese una persona saliva su uno sgabello ad Hide park e esprimeva il proprio pensiero. I lettori più attenti hanno compreso che sugli stessi temi ci sono qualche volta opinioni diverse. C’è un solo filo di seta che ,pur non vedendosi, unisce tutti i ragionamenti, ed è lo scopo di far crescere il nostro territorio regionale, attraverso la messa a fuoco dei problemi , la segnalazione di omissioni , ritardi o inadeguatezze, l’attenzione rivolta ai provvedimenti di chi è chiamato a governare a tutti i livelli. Partiamo dall’idea che l’opinione pubblica , quando attivata e sollecitata, è un valore di democrazia perché alza il livello della consapevolezza dei problemi e contemporaneamente alza il livello di guardia rispetto all’azione politico- amministrativa. Ora, sia detto con chiarezza, questa svolta politica avvenuta nella nostra comunità non solo non ci sorprende, ma neanche ci addolora. Siccome tutti abbiamo chiesto che le cose cambiassero, chi da dentro,chi da fuori dei partiti dominanti, vorremmo che il cambiamento promesso fosse realizzato e quindi prestiamo attenzione ai segnali che arrivano dai vari Palazzi in merito alle decisioni, alle scelte, alle designazioni, alle cose da fare, alle leggi da varare. Abbiamo la legittima diffidenza di quei cittadini che queste promesse le hanno sentito altre volte salvo verificare che i famosi cambiamenti non erano nelle cose ma si fermavano alle persone. Stesso tavolo, stesso gioco, uno si alza perché ha perso e l’altro si siede a fare la propria partita. Si tratta dunque di capire , per restare alla metafora, a che gioco vogliamo giocare e qual è la posta in palio. Se l’interesse è far crescere questa Comunità, far rimanere i giovani sul territorio, valorizzare le risorse e soprattutto mobilitare le energie vitali, allora la strada obbligata è una grande opera di sanificazione di tutti quei comportamenti che sono andati verso altre direzioni, nella scelta del personale di fiducia, nella scelta degli amministratori, nella invadenza della politica , nella discrezionalità senza controllo. Se invece il gioco è lo stesso: ubbidienza ai vertici nazionali, subordinazione agli interessi di partito, ossequio ad una casta imprenditoriale specializzata a mungere vacche pubbliche, allora l’ascensore del consenso , così come è salito, tornerà a scendere con la stessa velocità e con gli stessi effetti deflagranti. Per chi non lo abbia capito, il popolo lucano non se ne fotte di Renzi o Zingaretti o Salvini . Vuole una dirigenza lucana che sappia fare gli interessi della comunità di riferimento, non quelli di Roma o di Milano o di questo o quel partito. Se non si dimostra di saper far questo, ma si gioca al carrierismo di partito, la prossima svolta sarà rappresentata da forze civiche e locali che si mettono insieme per presidiare questa terra insidiata e abusata e per rivendicare a Roma o a Milano il diritto ad esistere. Ci sono movimenti in giro che non vanno sottovalutati e sbaglia chi pensa di poterli controllare. Quindi buon lavoro a questa nuova maggioranza, sperando che la Basilicata ne esca meglio e non peggio di prima. Rocco Rosa
AGIRE DA LUCANI, E’ QUESTO IL VERO CAMBIAMENTO
