In streaming è andato in onda la Guerra degli stracci  , tra l’ex assessore Leone e il presidente Bardi. Quando ha preso la parola Leone, si è capito subito che il dibattito avrebbe preso una brutta piega, con un intervento che dall’inizio alla fine si è condotto all’insegna dello scontro personale, con parole forti che hanno oltrepassato il limite della politica per arrivare a discutere sulle qualità umane, sulla capacità o meno di rispettare le persone, sull’ambiguità di chi si prende meriti non suoi e scarica I demeriti sugli assessori. Ne è uscita, da quelle accuse, una figura presidenziale malmessa, opportunista e sostanzialmente inadeguata al ruolo,tutte accuse che il Presidente non poteva accettare impunemente e che hanno innescato una risposta altrettanto pesante, del tipo di un Assessore assolutamente inadeguato e di una persona che non dovrebbe neanche poter fare il consigliere regionale. Una cosa inaudita, uno spettacolo di un livello miserrimo  che è andato oltre la rissa verbale per assumere le sembianze di una scena da cantina. E la naturale conseguenza è stata l’interruzione del Consiglio, da parte del Presidente Cicala, al solito poco energico nella conduzione di un dibattito che si sapeva andare veloce verso la deriva e con il Governatore che, offeso, si è riitirato in una stanza non aprendo a nessuno. Mancava questo nel pedigree di questa maggioranza sfilacciata e litigiosa per poter concludere che è la peggiore legislature di tutta la vita regionale, con una maggioranza inconsistente, fanfarona e autoincensatoria. IL problema però non è di una sola persona che ha dimenticato ogni diplomazia e ogni interlocuzione corretta e rispettosa per attaccare sul piano personale un Presidente reo di averlo praticamente defenestrato. Il problema vero è che ci troviamo in presenza di una maggiroanza che è incapace di darsi un piano di lavoro, troppo assorta a discutere di potere e di incarichi. Una offesa al buon senso, alla responsabilità, al senso sivico di una conduzione politica che ha perso di vista l’interesse generale per considerare l’aula del Consiglio come un luogo di regolamento di conti personali. Bisogna prendere atto che non c’è futuro per questa maggioranza e che occorre uno scatto di dignità. Rocco Rosa