Questo articolo lo vorrei dedicare alle migliaia di famiglie lucane che vivono la mia stessa situazione. Sono famiglie che hanno visto espatriare, da oltre dieci anni, i loro figli verso i lidi del Nord Europa. L’on.le Grisanti del Pd nei giorni scorsi ha incontrato gli italiani iscritti all’AIRE(Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). A questi ragazzi iscritti all’AIRE non viene neanche data la possibilità di votare. I tanti cavilli burocratici fanno desistere i nostri figli dal raggiungere le sedi elettorali lucane. Preferiscono il “dono” del voto alle amministrative nel loro paese di residenza. Spero che l’on.le Grisanti affronti seriamente questa incresciosa problematica. Non conosco le sue proposte e i suoi obiettivi. Caro on.le Grisanti al danno dell’emigrazione si associa la beffa del mancato voto. Rimbombano nelle mie orecchie i “choosy” della Fornero e i “Bamboccioni” di Padoa-Schioppa. Choosy e Bamboccioni molto presenti nella nostra meravigliosa società lucana, potentina, in primis. Molte volte mi sono chiesto se i Bamboccioni veri non siamo stati Noi …generazione del vecchio conio, privilegiati nelle nostre università e nei nostri percorsi professionali. A questi giovani, come i miei figli, e alle migliaia di ragazzi lucani, nati fuori tribù, è stato vietato l’ascensore sociale ed è stato concesso solo il privilegio di espatriare per un dottorato di ricerca o per un impiego in una multinazionale. Una triste sorte che accomuna decine di migliaia di famiglie lucane.
Tanino Bandiera
Quante occasioni perse lo dico da ex Responsabile delle Politiche Giovanili della Regione Basilicata, lo direbbe Antonino Imbesi, visionario e sognatore, esperto di politiche comunitarie e di startup, protagonista di tanti progetti-giovani e di tanti documentari di successo con la sua Euronet ? Lo direbbe pure Dino Nicolia, Presidente MedinLucania, funzionario UE che coinvolge migliaia di leader opinion per un progetto di Sistema, di rete e di Comunità, all’insegna delle politiche europee. Se me lo consentite vorrei chiudere con una riflessione di un ragazzo potentino in fuga da oltre un decennio:
“ Ciò che auspico per la mia Città risulta ancora vago e poco realizzabile nell’immediato, oltre che qualcosa che si è già detto e ripetuto spesso nel mondo politico e nel dibattito pubblico senza che si sia tradotto in vere e concrete iniziative (a parte, forse, Matera 2019, progetto che, però, non ha riguardato direttamente Potenza). Si prendano le mie parole, piuttosto, come un’amara constatazione riguardo ciò che non va della mia città e ciò che la mia città dovrebbe essere. Spero, tuttavia, che le cose cambino e che Potenza possa davvero cominciare ad attrarre più giovani, siano essi studenti o lavoratori”. Se tornerò anch’io in pianta stabile, nel caso? Difficile in realtà, per gli stessi motivi che mi hanno spinto ad emigrare, comunque, da potentino, mai dire mai! Mai dire mai lo diciamo pure Noi padri, lucani maturi e di buona volontà, a una sola condizione: Il ritorno di questi stupendi giovani lucani “nel mondo” sia foriero di una vera rivoluzione copernicana che sprovincializzi questa nostra meravigliosa, amata e sciagurata regione, depurandola dalle oligarchie, dai disgustosi nepotismi, dagli egoismi, dalle clientele e dalle maleodoranti “tribalità”. Un ultimo e accorato appello ai nostri governanti regionali: “ Tutte le volte che si tagliano le opportunità ai giovani lucani si restringono gli orizzonti e si ingolfa a dismisura l’esercito della senilità”.
Esercito della senilità in Basilicata …non più sopportabile.
