Sono trascorsi già 40 anni da quel terribile 9 maggio del 1978, quando il corpo del presidente della DC prof. ALDO MORO venne ritrovato in quella Renault Rossa in via Caetanei a Roma, dopo 55 giorni di prigionia, di confusione, tradimenti, congiure, ipocrisie, solidarietà.
Ricordo ancora i miei pianti a dirotto, dopo aver appreso la notizia dalla telefonata di mio padre che era in RAI con i colleghi intento a festeggiare il suo compleanno.
Tutto si fermò.
Il PAESE rimase attonito.
Gli Italiani sgomenti. La paura xhe cominciava a serpeggiare ovunque.
La lotta armata delle Brigate Rosse e degli extraproletari di sinistra fu spietata contro tutto e tutti.
Davvero una brutta pagina per il nostro Paese, ancora non chiarita, che ha finito per sbiadire e umiliare la democrazia del nostro Paese.
Ogni anno, ho sempre ricordato il grande Presidente del mio partito, in diversi modi e più volte sono stato anche su quei luoghi segnati dal sangue e dalla violenza di quei terribili giorni.
Ero un giovane aderente del Movimento Giovanile a quel tempo e con Peppino, Rosalba, Mario, Gianni, Erminio, Tonino partecipammo con tanti altri attivisti e iscritti ai cortei e alle manifestazioni di solidarietà che organizzammo, tra la paura e le minacce di chi ci contestava.
Quegli anni di piombo furono terribili.
Da quel giorno cominciarono anche a cambiare le regole democratiche del Paese.
Il Consociativismo cominciò a dilaniare Istituzioni, Etica, Morale.
La democrazia dei partiti cominciò a delegare alle oligarchie, la scelta delle sue classi dirigenti a discapito della qualità e della premialità.
Domani cercheremo di ricordare il prof. ALDO MORO, affinché le nuove generazioni sappiano cosa è accaduto nel secolo scorso e di questi fatti gravissimi, nei libri di Storia, purtroppo, non c’è alcuna traccia, nessuna parola.
Su RAI1, ora va in onda la fiction con Sergio Castellitto, ma la vita, l’Etica, la morale, la cultura, il carisma del Presidente sono state belle pagine della Politica, irripetibili per il degrago a cui assistiamo passivamente.
Bisogna reagire e cercheremo di farlo, con quegli insegnamenti che Aldo Moro, ha lasciato a tutti noi.
Mi auguro, prima di morire, di poter partecipare alla Santificazione di #AldoMORO e per questo Nicola Giampaolo ti chiedo di procedere spediti senza più ulteriori tentennamenti.
Il prof. Aldo Moro era un Santo Uomo, un grande Statista, un saggio, un luminare della Politica e degli studi Filosofici.
Lo Stato ed anche La Chiesa è in debito con lui, la sua Famiglia e tutti noi.
