ROCCO SABATELLA

Per i tifosi della Juventus non è stato proprio il Natale che si aspettavano sotto l’aspetto sportivo. La sconfitta a Doha con il Milan è stata imprevista, clamorosa e ha fatto registrare un preoccupante passo indietro nella gestione della squadra da parte di Allegri. Il quale ci ha messo molto del suo per agevolare il compito del Milan. Che, a scanso di equivoci, ha meritato il successo  per come ha giocato, per come Montella ha saputo interpretare la gara dall’inizio alla fine al contrario del suo collega sulla panchina bianconera e anche per le occasioni create. A livello tattico Montella ha avuto la meglio su Allegri. Ed è la seconda volta che questa cosa si ripete nello spazio di un paio di mesi dopo la vittoria in campionato del Milan. E certamente nell’ambiente bianconero la circostanza non è stata molto gradita, come crediamo che questi quattro mesi non abbiano soddisfatto pienamente la dirigenza soprattutto sul piano del gioco. E’ vero che la Juve e ci mancherebbe altro è saldamente al primo posto in campionato e che ha centrato l’obiettivo degli ottavi di Champions, Ma non possono passare inosservate tante prestazioni negative: tre sconfitte in campionato con Inter, Milan e Genoa e un girone di Champions molto sofferto. Per giungere al flop in Supercoppa di venerdì scorso. Che negli ultimi cinque anni non si erano mai verificate, ad eccezione delle prime 10 giornate del campionato scorso con una partenza molto lenta e successivamente con la rimonta record. Allegri continua a dire che a novembre non si vincono né il campionato e nemmeno la Champions e che bisogna aspettare marzo per vedere la migliore Juve. Ma intanto a dicembre ha perso la Supercoppa e sta diventando l’allenatore delle finali perse: due Supoercoppe consecutive e la finale di Champions a Berlino. Detto che questa affermazione di Allegri non ci trova per niente d’accordo perché una Juventus pimpante, in forma fisica e che giochi anche un bel calcio si può e si deve vedere in tutte le fasi della stagione, con l’eccezione di qualche flessione fisiologica e nell’ordine delle cose. A maggiore ragione ci si deve aspettare molto , ma molto di più dalla Juventus che non ha badato a spese nello scorso mercato. Soprattutto i tifosi si aspettano una decisiva sterzata proprio dall’allenatore che invece di risentirsi sempre quando qualcuno gli ha mosso o gli muove critiche perché la Juve non gioca bene, farebbe meglio a riflettere, ad essere più umile e meno spocchioso e a ripiegarsi a lavorare nel corso della settimana per eliminare le cose che non vanno. Perché in questa stagione non sono poche le cose che devono essere migliorate. E che non si possono solo spiegare, come fa tante volte Allegri per trovarsi un alibi, che la squadra è cambiata e ci sono tanti giocatori nuovi. A parte il fatto che ciò non è vero visto che ceduti Morata e Pogba, sono solo arrivati Pjanic e Higuain mentre gli altri 9 sono sempre quelli dello scorso anno. E quando ci riferiamo ad un utilizzo più frequente della dote dell’umiltà da parte di Allegri, non possiamo non sottolineare come dalla bocca del tecnico della Juve è raro avere sentito frasi tipo; abbiamo sbagliato tutti, a cominciare dal sottoscritto e chiediamo scusa ai tifosi.Invece anche  a Doha Allegri ha scaricato la sconfitta sulla squadra che a suo giudizio non ha saputo difendere bene, non ha giocato tecnicamente bene ed altre amenità che non corrispondono al vero e lui lo sa perfettamente bene. La verità vera e che il padre della sconfitta di Doha è senza se e senza ma proprio l’allenatore della Juve: che ha sbagliato formazione, ha sbagliato i cambi ed ha sbagliato, dulcis in fundo, anche la scelta e l’ordine dei rigoristi.  Senza aver trovato un antidoto efficace per frenare Suso che da solo ha mandato in tilt l’intera squadra bianconera.   Andiamo per gradi. Ha pensato una settimana intera e sembrava orientato a far rientrare dall’inizio Dybala, E invece, non si capisce perché, ancora dentro Madzukic con tutti i problemi che la sua presenza provoca nello sviluppo della manovra offensiva. Visto che il croato per non pestarsi i piedi con l’argentino deve andare a giocare sulle corsie esterne e solo sulle palle inattive lo si vede in area di rigore, Higuain è costretto a lunghe rincorse indietro per giocare qualche pallone a favore dei compagni. E nei 120 minuti di Doha uno come Higuain ha avuto solamente due o tre palle, nemmeno comode per farsi pericoloso. E vi pare possibile che la Juve abbia speso 90 milioni di euro per non sfruttare il bomber argentino dove è stato sempre devastante? E questo problema, oltre all’equivoco tattico del doppio centravanti, che si è visto anche in altre occasioni, oltre che a Doha, quando Allegri si deciderà a risolvere una volta per tutte?  Un altro errore e molto grave Allegri lo ha commesso quando ha deciso di fare entrare Dybala. Tutti, per logica, ci aspettavamo che uscisse Mandzukic ed invece no: fuori Pianic e Dybala messo a fare il trequartista. Per uno che è stato fuori oltre due mesi per infortunio non il massimo per due motivi:  primo perché il giovane argentino si è dovuto allontanare e di parecchio dalla porta avversaria per svolgere il suo ruolo e di conseguenza non ha avuto tante occasioni al limite dell’area o dentro l’area di fare esplodere il suo sinistro. Ma tenere in campo Mandzukic e non Pianic è stata una palese contraddizione sul concetto che Allegri ripete pedissequamente in tutte le interviste:bisogna giocare bene tecnicamente. E chi, se non Pianic, avrebbe potuto interpretare questo concetto dialogando molto, ma molto meglio con Dybala e Higuain con i quali parla la stessa lingua calcistica? Stendiamo un velo pietoso sulla decisione di affidare il secondo rigore ad uno come Mandzukic che non ha notoriamente un piede educato. Sarebbe stato meglio far tirare Rugani o Evra o addirittura Chiellini. Che quantomeno avrebbero inquadrato la porta. Ad Allegri non è piaciuto che la squadra sia sia abbassata troppo concedendo libertà assoluta di manovra al Milan: circostanza che si sta ripetendo troppe volte in questa stagione. Ma non deve essere l’allenatore, nella fattispecie Allegri, a dare alla squadra un impostazione diversa, prima a livello mentale e poi di posizionamento in campo per evitare che il Milan e non solo il Milan ti possano mettere in difficoltà molto evidente. E’ mai possibile che la Juve debba solo speculare sull’immensa forza del pacchetto difensivo e non possa, invece, grazie alle sue qualità elevate dotarsi di un atteggiamento meno sparagnino e più propenso, contro qualsiasi avversario, a non accontentarsi solo di un gol di vantaggio ma di provare ad insistere nel gioco offensivo per mettere veramente al sicuro il risultato? A parole sembra che Allegri abbia inquadrato i problemi, ma poi questi problemi si ripresentano e allora delle due una: o i giocatori non seguono le indicazioni dell’allenatore e questo ci sembra francamente poco credibile conoscendo la professionalità, oltre che la continua voglia di migliorarsi di Bonucci e compagni oppure Allegri non lavora bene sul campo per eliminare certi difetti oppure è andato in confusione totale sul modo di trovare la quadratura del cerchio sul modulo e sugli interpreti più adatti da mandare in campo. Atteso che il 3-5-2 è il modulo che consente alla squadra il massimo rendimento perché perfezionato in maniera maniacale da Conte nei suoi tre anni di permanenza alla Juve, mentre quelli che improvvisa Allegri, albero di Natale, 4-3-3 oppure 4-3-1-2, ingenerano più che altro confusione e danno poche sicurezze alla squadra. E poi basta con queste dichiarazioni post partita nelle quali Allegri per giustificare le prove non positive della sua squadra si mette a magnificare le qualità degli avversari come se la Juve giocasse ogni settimana con il Real Madrid o con il Barcellona. Come Allegri la faccia finita con le sceneggiate tipo lancio del cappotto a terra a Carpi oppure rientro immediato nello spogliatoio con la faccia truce, il passeggiare molto nervosamente nell‘area tecnica e in favore di telecamere solo per fare notare il suo umore  o ultimo l’episodio di Doha dove Allegri è stato inquadrato, al termine della gara, discutere animatamente con il ds Paratici e l’amministratore delegato Marotta, gesticolare ampiamente  e fare segni come rivolti a qualcuno. Non sapremo mai che cosa si sono realmente detti in questa occasione, ma certamente  è un episodio davvero insolito per la Juve che notoriamente le discussioni non le fa mai pubblicamente ma al riparo da occhi e orecchie indiscrete. Si possono fare tante congetture sull’episodio, ma probabilmente i due dirigenti bianconeri avranno chiesto ad Allegri conto della sconfitta e della non brillante prestazione. Legittimo diritto della società che non sarà stata molto contenta di quanto successo a Doha e alla luce, lo ripetiamo, di investimenti ingenti sul mercato. Lo dobbiamo ripetere alla noia: che la Juve stia dominando il campionato e che sia arrivata agli ottavi di Champions da prima del girone, è molto normale e non è niente di eccezionale. Riconosciuto universalmente che la Juve per programmazione, forza e competenza della governance, capacità di spesa accresciuta, organico di livello nettamente superiore alle avversarie, ha anni di chiaro vantaggio sulle avversarie e deve per questo motivi primeggiare. Come è normale che la Juve, nella top ten delle squadre europee per fatturato, debba puntare sempre al massimo. Non è  assolutamente normale che i bianconeri possano perdere con il Milan ben due volte su due in questa stagione. Ad un Milan che negli ultimi 5 anni ha subito dalla Juve un distacco complessivo di 173 punti, ossia di 35 punti a stagione. E’ compito di Allegri trovare le i giusti rimedi. Poche chiacchiere, molto lavoro sul campo nel corso degli allenamenti e Allegri dimostri di avere le idee chiare su come fare rendere un organico di elevatissimo livello. Anche per lui, dopo Doha, gli alibi e le giustificazioni sono davvero finiti. E soprattutto non aspetti solo, come in passato, che a togliergli le castagne dal fuoco sia sempre la vecchia guardia  rappresentata da Buffon e company, che si sono assunti in passato  e lo devono fare pure al ritorno dalle vacanze il compito di provocare la reazione morale della squadra. Ma questo non basta se il compito diventa usuale e ripetitivo. La Juve può  e deve giocare molto ma molto meglio di quanto fatto finora. E Allegri, lo ripetiamo, deve risolvere definitivamente i problemi. Anche sul piano degli infortuni muscolari che stanno diventando una palla al piede delle stagioni con Allegri allenatore.