Dispiace dirlo, ma, con tutto il rispetto per la persona, la cura del ferro se la deve fare l’assessore Merra, se il ferro serve a farle tenere la schiena dritta di fronte a RTF. E c’è bisogno anche della cura del fosforo per tenere a mente e dare applicazione ad una mozione del Consiglio regionale che era puntuale e precisa e che, invece, non ha costituito né il punto di partenza del colloquio con l’ad. di Rete Ferroviaria Italiana, né quello di arrivo, se è vero che un comunicato sibillino parla di infrastruttura leggera per collegare la stazione di La martella con Matera, cioè appunto il contrario di quello che viene detto e chiesto in una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio. Per i pochi che non sapessero della questione, vorremmo brevemente riepilogare i fatti. Nell’avvicinarsi del PNRR, la Regione aveva racimolato i progetti pendenti, o meglio le ipotesi progettuali da verificare e tra queste c’era una scheda di 230 milioni datata di qualche anno per collegare la Martella con Matera, Poi , a seguito della istituzione della Zes, dell’intervento di molti operatori e di qualche consigliere regionale ( Braia in particolare) è sorta , enorme ed evidente, la questione di come dare uno sbocco ferroviario al trasporto merci che proprio la Zes di Ferrandina proponeva come logica conseguenza di un inserimento della zona produttiva della val basento verso la dorsale adriatica. Non solo ma la stessa posizione di Confindustria Basilicata, fatta circolare proprio alla vigilia della visita della Fiorani, indicava chiaramente un nuovo rapporto con la Puglia a partire dalla possibilità di fare della val basento la valle dell’idrogeno , capace di offrire nuove potenzialità, maggiore vocazione agli investimenti e alle attività produttive connesse al mix fra Zes e scelta dell’idrogeno. Ebbene la lettura del comunicato ha lasciato interdetti per l’omissione di tutto quello che attiene al possibile proseguimento della Matera Ferrandina verso l’adriatico, confermando invece quella infrastruttura leggera che non può che essere una tratta di metropolitana in direzione di matera, magari collegata alle ferrovie Fal matera-bari . E dunque esattamente il ritorno al punto di partenza !. Ora, stando alle indiscrezioni, è un fatto che sia il sottosegretario Bellanova sia la stessa Fiorani non siano state , prima di ieri, assolutamente informati , in via ufficiale, della volontà del Consiglio regionale, così come è un fatto che tutta la questione del trasporto merci e del collegamento funzionale con la ZES ionica lucana è arrivata al Governo per vie traverse e non come logica conseguenza di una attività istituzionale partita dal Consiglio regionale. A che gioco giochiamo? Vuoi vedere che le FAL non si toccano, come insinua qualcuno . E a che serve compiacersi della cura del ferro, che non è certo opera della Merra, della Battipaglia-Taranto e della Salerno- Reggio Calabria , oltre che dell’elettrificazione della potenza Foggia, che erano decisioni prese già col Governo Conte e riprese nel PNRR. Si potrebbe supporre che la Fiorani non abbia voluto prendere impegni su come far proseguire il tracciato della ferrandina matera, e che per una questione di prudenza non abbia voluto assumere una posizione ufficiale, ma citare la infrastruttura leggera significa di fatto confermare le vecchie e sorpassate ipotesi progettuali. Qui è uno scandalo pubblico che le Fal intaschino quindici milioni l’anno per portare quattro gatti, impiegando tre ore per la Matera-Bari. Che si voglia continuare ad andare lungo quei binari è un tradimento verso i lucani. Ma siamo in una stagione dove non ci si può meravigliare più di niente. Rocco Rosa
ALTRO CHE CURA DEL FERRO! QUI E’ MARCIA INDIETRO DELLA MERRA
