ANNA MARIA SCARNATO
Concittadini , amici di ogni località lucana e oltre, che avete l’occasione di incontrarmi leggendo questo che può considerarsi uno sfogo letterario ma profondamente sentimentale per chi si ritiene di questa amara e dolce terra e bene la conosce e l’ama nonostante tutto, ci risiamo, siamo tornati ad ascoltare accorati richiami da amarcord alla propria attività amministrativa da parte di chi si è messo in condizioni di essere sfiduciato al più presto per non perdere il treno di ricandidarsi sotto altre spoglie prima che il Carnevale passasse e perdesse la “sfilata “. Ed ora , vittima, si ripropone alla cittadinanza con il ricordo delle ”bellezze” operate a suo tempo, parlando di straordinarietà amministrativa e concretezza. E come ogni persona comune e con gli stessi vizi che la connotano, dimentica di nominare ciò che si poteva fare e non si è voluto perché forse non conveniente per un consenso elettorale; di spiegare il perché parte della compagnia assessorile, che l’aveva supportato nel precedente quinquennio amministrativo, l’aveva poi abbandonato, quasi prossima la scadenza del mandato, per ricandidarsi dopo pochi mesi in un’ altra lista concorrente ed ora tornata alla casa del ”padre”. E la festa per la parentela politica ritrovata a promettersi fedeltà e nuovo accordo sembra già iniziata con gli elogi, a rimembrare le antiche virtù di qualche assessore che dal palco di due anni fa erano defezioni e tradimenti. Quali i motivi della separazione precedente che determinarono scelte contrapposte non saranno mai noti alla verità ma solo immaginabili. Ciò che è certo è che sotto i nostri occhi si consumano tentativi di blandire l’animo di un’ignara cittadinanza con opinabili sventolate per riattizzare fuochi passionali utili. Come è certa la noia di riascoltare vecchie musiche scimmiottate da intraprendenti giovani , l’indignazione nel veder ballare il tango, ballo antico, da parte di persone che si dichiaravano innovatori della gestione della cosa pubblica e che in concreto passano facilmente al valzer e alla tarantella con disinvoltura, cambiando il partner o la partner prima denigrati sulla piazza , giocando “ a chercher la femme” e a” changer la femme” e infine ”a retrouver la femme”. Ma possibile che il tutto si sfasci e si riconduca ad ambizioni personali, azzerando progetti per il bene primario di un territorio e poi, che alcuni pezzi recuperati si ricompongano in periodi preelettorali magicamente e osannati come esempi di migliori prestazioni amministrative? Ma come è possibile che sull’altare della coerenza e onestà intellettuale vengano sacrificati i valori umani più profondi ? Che politica è questa ? E’ questo il modo giusto di ripresentarsi alla gente ? Così come appare , è una realtà che scoraggia e allontana i giovani ben intenzionati ad avvicinarsi alla cosa pubblica; è una realtà che confonde i cittadini nella loro percezione che si ferma solo in superficie e non riesce a penetrare la complessità e le mescolanze del sottostante che spesso intorbidito rimane forse convenientemente secretato . La verità è compendio di bene e male , di obiettivi raggiunti e fallimenti. La verità ha bisogno di luce per essere percepita e non solo di voce che la decanta. E di trasparenza e risposte poche tracce, se non zero assoluto.
Il silenzio calato in questa città, come in altri luoghi, dove la pestilenza ha contato numerose vittime e portato esteso contagio, dove la gestione dei figli da parte delle famiglie è risultata difficile per l’alternanza del funzionamento didattico da remoto in presenza e viceversa, dove il problema della mancanza di lavoro rasenta l’emergenza sociale, qui il silenzio raccolto è stato interrotto dalle prime prove di “corteggiamento” elettorale con note nostalgiche, da parte di un dichiarato appartenente alla Lega che ha voluto formulare lodi a personaggi tornati alla ribalta e citare fatti da loro conseguiti nonchè lanciare stilettate ad altre amministrazioni (chissà dove è il riferimento?) dimenticando di cercare forse in esse probabili amministratori suoi sostenitori di oggi, disposti anche a stracciare tessere di partito per seguirlo . Ai giochi politici ci sono limiti che la realtà e il senso d’appartenenza impongono da un punto di vista etico e umano.
D’altra parte ci si chiede se è solo rispetto per ciò che la città vive in questo periodo , se invece è incapacità delle altre forze politiche a ritrovarsi intorno ad un centrosinistra, alternativo alla destra che si sta organizzando, e tentare di esprimere le loro idee per un territorio e i suoi bisogni , se per questi motivi non compare alcun sussulto percepibile , nessuna reazione a dimostrazione di essere vivi politicamente e di essere impegnati a progettare alleanze giuste per uno sviluppo del territorio da presentare alle prossime amministrative. I ritardi, le chiusure , i tavoli ristretti , il preconfezionato e “fatto in casa” senza regole condivise e partecipazione oggi non è tanto consigliabile tanto più se alla gente si stanno già propinando altri gusti di sapore diverso. Intanto si prende atto di movimenti che per il momento si definiscono laboratori di idee che pensano di avviare una fase di riflessione sullo stato di fatto del territorio comunale e sulle possibilità di sviluppo politico culturale capace di affrontare le prossime sfide e le prospettive di crescita E il PD con chi si schiererà questa volta dopo aver consegnato il paese nelle mani della destra già due anni fa? Farà prevalere un sentimento di continuità della soddisfazione dei bisogni espressi e allora alcuni potrebbero uscire dal partito, se già non l’hanno fatto, e appoggiare una lista a trazione centrodestra, oppure di delusione e nostalgia di un ricompattamento con un centrosinistra che ancora non esce visibilmente allo scoperto? Tutto è possibile ! Anche che la quiete nasconda posizioni così diverse da determinare sorprese.
