ROCCO SABATELLA
Il Potenza guidato da Raffaele conserva l’imbattibilità e pur in inferiorità numerica, per l’espulsione di Rillo che era entrato in campo da appena un minuto, riesce con grande tenacia nell’impresa di pareggiare con un bel diagonale di Del Sole ad un quarto d’ora dalla fine. Forse il pari va un po’ stretto al Messina che ha avuto le migliori occasioni per chiudere la gara e non vi è riuscito tenendo in piedi la squadra di Raffaele che ha avuto il merito di non arrendersi mai e di credere nel pareggio. Anzi e sarebbe stato davvero clamoroso al minuto 94 il Potenza ha avuto addirittura la palla del successo: ma Belloni, servito a centro area da uno scatenato Del Sole che si è fatto oltre 50 metri palla al piede vanamente inseguito dagli avversari, si è fatto deviare il tiro in angolo dal portiere avversario. E’ il secondo pari esterno raggiunto in rimonta il che certifica il gran lavoro di Raffaele sotto l’aspetto mentale che porta la squadra ad essere sempre reattiva e a non mollare mai. Ma allo stesso tempo dobbiamo dire che le scelte iniziali di formazione fatte dal tecnico siciliano non ci hanno convinto. E il riferimento va alla decisione di schierare Di Grazia per posizionarlo tra le linee, sul centro sinistra, per sfruttare la sua tecnica. Operazione non riuscita per niente perché Di Grazia è stato un pesce fuor d’acqua e non ha inciso per niente. A fine gara, alla domanda di un collega sulla scelta di schierare Di Grazia anziché un centrocampista di ruolo come era accaduto nelle tre precedenti partite, Raffaele ha risposto che voleva un Potenza decisamente più propositivo. Cosa che non si è per niente verificata perché nel primo tempo il Messina ha dominato in tutte le zone del campo. Questo perché il Potenza, con soli due centrocampisti di ruolo in campo, Steffè e Laaribi, ha perso equilibrio e ha consentito ai siciliani, ben disposti da Auteri, di sfondare sulle corsie laterali dove Laaribi e Steffè non erano in grado di andare ad aiutare i compagni della difesa perché avrebbero rischiato di sguarnire troppo la fascia centrale. Se al posto di Di Grazia, che, essendo un attaccante ha poca dimestichezza con la fase di interdizione, ci fosse stato uno tra Talia o Del Pinto, il lavoro di aiuto ai difensori sarebbe stato fatto dal terzo centrocampista con lo stesso successo che abbiamo registrato nella gara contro il Latina. Nella quale la squadra di Raffaele non solo è stato propositiva all’ennesima potenza come dimostrano i tre gol segnati e le tante occasioni create, ma ha conservato in tutte le zone del campo l’equilibrio necessario a non soffrire. A Messina, invece, regalato il primo tempo agli avversari che hanno chiuso meritatamente in vantaggio per merito di Fofana che sull’angolo di Mallamo, da pochi passi dalla linea bianca, ha messo dentro con la complicità di Steffè che si è perso l’avversario quando il pallone è arrivato in area. Ma anche in precedenza erano state tante le azioni offensive degli uomini di Auteri con protagonisti Balde, Grillo, Fofana e Catania che avevano impegnato Gasparini molto attento e reattivo oppure avevano sbagliato le conclusioni. Per il Potenza da registrare solo un tiro da fuori area di Caturano parato dal portiere del Messina. Nella ripresa subito in campo Del Sole per Emmausso e Potenza che appare più volitivo e alza il baricentro. Dopo 11 minuti dribbling di Di Grazia in area e il giocatore cade in area per l’intervento di Trasciani che l’arbitro Diop ritiene regolare causando le proteste dell’attaccante rossoblù che viene ammonito. Il Messina opera con le ripartenze e va vicino al raddoppio con Fazzi che appena dentro l’area sbaglia grossolanamente il tiro mandando in curva. Poi il via alle sostituzioni. Nei giallorossi siciliani Iannone per Catania e Marino per Mallamo. Ed è proprio Iannone che impegna a terra Gasparini dopo un errore difensivo. Al minuto 68 l’episodio che può cambiare la gara a seconda da quale lato lo si giudichi: dal lato Potenza con pessimismo perché la rimonta diventa più complicata in inferiorità numerica, da lato Messina con maggiore sicurezza di poter conservare il vantaggio e anche di incrementarlo. Rillo, entrato in campo per Di Grazia insieme a Belloni per Armini, dopo solo un minuto deve rincorrere Iannone lanciato a rete: al limite dell’area stende la punta del Messina ma si becca il cartellino rosso per fallo giudicato da ultimo uomo e non lo era dall’arbitro Diop non apparso impeccabile in tutta la gara. La punizione non ha esito perché messa in angolo dalla barriera. In 10 il Potenza ha un sussulto di orgoglio e va in area del Messina dove Del Sole controlla e di sinistro fa secco il portiere del Messina per il sospirato pareggio. Grandi feste per l’attaccante napoletano entrato molto bene in partita. Raffaele subito si cautela mandando in campo Celesia per Volpe e Del Pinto per Caturano mentre Auteri spedisce in campo l’esperto Curiale e il possente Zuppel per gli ultimi assalti sui quali è molto attento Gasparini che non sbaglia le uscite volanti e nel recupero para un tiro di Fiorani. Poi ad un minuto dalla fine del recupero la ripartenza di Del Sole per l’assiste sprecato da Belloni già descritto. Un punto d’oro per come si erano messe le cose e la conferma della grande capacità di reazione del Potenza. Ma anche un dubbio: che primo tempo sarebbe stato se Raffaele avesse optato per un Potenza più equilibrato con un terzo centrocampista in campo invece che con la soluzione Di Grazia che non si è dimostrata azzeccata? Adesso testa solo al prossimo impegno, ancora in trasferta, sul campo della Juve Stabia, dove saranno assenti per squalifica Rillo e Volpe che è stato espulso dalla panchina dopo la sostituzione.
