Il Centrosinistra ha chiuso il suo confronto interno individuando in Andretta la sua candidata a Sindaco. E però ha fatto un assist alla lega che meglio non si poteva immaginare. La sinistra divisa tra quella ideologica e quella partitica, probabilmente rischia di non andare al ballottaggio e di mettersi alla finestra al secondo turno. Nulla da dire sulla scelta fatta , semmai si può parlare di quella non fatta, e cioè l’appoggio al Sindaco uscente la cui giunta per oltre la metà è fatta da esponenti del Pd e di Leu. Tutte queste persone, dopo aver collaborato col Sindaco in piena sinergia, dovrebbero ora schierarsi dall’altra parte e magari polemizzare contro se stessi. Quando si parla di politica lontana dai partiti si può portare anche questo nuovo esempio: una operazione di ubbidienza al nuovo corso di Zingaretti che vuole un centrosinistra unito e che ha obbligato Speranza a fare un nome in prima persona come prova di questa unità. Che poi si perda al Comune di Potenza poco importa a Roma . Insomma per questi strateghi del nuovo corso, la gara che il centrosinistra deve fare è una maratona, non i cento metri di un campanile. Siccome però le colpe sono proprio a livello di vertice , questi strateghi sarebbero credibili se passassero la mano a forze giovani e a volti nuovi giacchè, continuando a giocare a tavolino rischiano di arrivare al traguardo quando non c’è più nessuno ad aspettarli. Così, grazie a questa brillante idea di mettersi in competizione con una squadra di governo cittadino per metà targata sinistra, si è riusciti ad indebolire sia De Luca che la stessa Andretta, improvvisamente diventati non credibili o non comprensibili in questa imprevisto scontro, dando nuovo ossigeno alla sinistra identitaria di Tramutoli, che rischia di diventare la sinistra tout court , e alla Lega che trova nuovi argomenti da utilizzare contro gli uni e contro gli altri. E i cinque stelle , anch’essi immobilizzati da un gioco di vertice che vieta alleanze, staranno a guardare le vetrine , incapaci di approfittare di questa nuova situazione. Politique d’abord, è il meno che si possa dire: nella sua accezione classica di chi mira ad affermare la precedenza dei problemi politici su quelli tecnico-amministrativi.
Rocco Rosa