Il pareggio di Gravina non fa altro che aumentare il rammarico per la grande occasione sprecata dal Potenza in questa stagione sportiva. Che sarebbe stata, alla luce di quanto visto in questi mesi di campionato ossia nell’intero girone di andata, quella ideale nella quale poter affondare il colpo per lottare fino al termine alla conquista del primo posto. E ribadire con grande forza unita anche a delusione un concetto già espresso in precedenza. Come si fa a disperdere un patrimonio, ossia una squadra ben allestita e strutturata nel migliore dei modi, che aveva solo bisogno di essere sostenuto ed implementato? Che cosa sarà passato dalla mente di Vertolomo e Vangone che a parole hanno sempre parlato di puntare al vertice e che invece, come ci si aspettava, non hanno mai fatto seguire i fatti concreti che avrebbero potuto permettere al Potenza di trovarsi in questo momento insieme alle squadre, Trastevere, Bisceglie, Nocerina e Gravina che si contenderanno il primo posto. Davvero un comportamento assolutamente incomprensibile dei due comproprietari della società rossoblù che tra l’altro non hanno mai adombrato problemi economici che potevano , legittimamente, impedire altre spese per la squadra. Ovvero Vertolomo e Vangone, pur ribadendo sempre di essere tenuti ad osservare il budget che si erano prefissati ad inizio stagione, non hanno mai apertamente dichiarato che non si potevano permettere più altre spese per completare l’organico rossoblù. Anzi, hanno sempre convenuto che il Potenza aveva bisogno di almeno altri 5 giocatori fino al punto di assicurare che nei primi tre giorni di dicembre sarebbero arrivati. E quando parliamo di anno buttato via lo facciamo a ragion veduta. Se analizziamo il cammino del Potenza in queste prime sedici giornate di campionato un dato salta con molta evidenza all’occhio: tra le prime otto della classifica del girone H solo Nocerina, Nardò e San Severo si possono fregiare del merito di aver battuto il Potenza. Non fa testo ovviamente la sconfitta di giovedì scorso con i salentini perché arrivata nelle circostanze che tutti sappiano e con la squadra privata del supporto dei tifosi che hanno deciso di disertare il Viviani per protesta contro i due presidenti.
Delle cosiddette grandi solo la Nocerina ha avuto la meglio sulla squadra rossoblù che in quella partita ebbe molte attenuanti. A cominciare dall’infortunio, dopo mezzora di gioco e sul punteggio di 1 a 1, del suo uomo più in forma Pepe che aveva segnato la rete del pareggio. La capolista Trastevere fu travolta al Curcio dalla migliore prestazione stagionale della squadra allora allenata da Pirozzi e in trasferta nè il Bisceglie ne’ il Gravina domenica scorsa sono stati in grado di superare una formazione ridotta ai minimi termini dagli infortuni e dalle promesse non mantenute da parte di Vertolomo e Vangone. Dove sarebbe adesso il Potenza in classifica se già nel mercato di settembre fossero arrivati i rinforzi necessari o se anche facendo ricorso, poco più tardi alle liste degli svincolati si fosse provveduto alla bisogna? Nel calcio non esiste la controprova, ma possiamo dire con assoluta certezza che adesso il Potenza avrebbe non meno di 10/12 punti in più in classifica. Impresa non proibitiva: bastava solo che si fosse provveduto a innalzare numericamente e qualitativamente il roster a disposizione di Pirozzi e si sarebbero ottenuti i risultati sperati. Sia in termini di tranquillità dell’ambiente e soprattutto di aumento esponenziale degli stimoli della squadra che avrebbe avuto la conferma che la società non tralasciava nulla per essere competitiva ai massimi livelli. E state certi che con l’Anzio non si pareggiava, con l’Agropoli e con il fanalino di coda Madrepietra Daunia non si perdeva. E successivamente il ritorno al Viviani avrebbe dato una mano molto rilevante al percorso della squadra. E anche i due presidenti ne avrebbero beneficiato molto concretamente: perchè il loro sacrificio di rinforzare la squadra a tempo debito sarebbe stato ricompensato dalla passione e dalla presenza massiccia di tifosi sugli spalti del Viviani. E sulla scorta di quanto successo tre anni fa con la squadra di Giacomarro in lotta fino alla fine per il primo posto, anche oggi avremmo potuto parlare di oltre 3 mila- 3 mila e cinquecento presenze sugli spalti del Viviani in ogni gara casalinga del Potenza. Che avrebbero fatto schizzare gli incassi intorno ai 25/30 mila euro per partita e avrebbero consentito a Vertolomo e Vangone di rientrare dalle spese anticipate. E gli impagabili tifosi rossoblù avrebbero volentieri aiutato la società, oltre che essere il dodicesimo uomo in campo per sostenere la squadra in ogni appuntamento.
