di ROCCO PESARINI

 

Periodo delicato questo e non solo dal punto di vista sanitario. Il Corona Virus sta creando, come era ampiamente immaginabile, enormi difficoltà economiche e finanziarie a tanti settori produttivi. Tra questi, una menzione va fatta alla categoria di coloro che “di musica ci vivono”; e non parliamo solo dei musicisti ma anche di fonici, tecnici, personale dei service audio e luci e di tutti coloro che, con il blocco di concerti, eventi, feste, vede seriamente compromesse, per non dire peggio, le proprie capacità di guadagnarsi letteralmente da vivere.

A tal proposito Antonio Nicola Bruno –  noto cantautore lucano, con alle spalle collaborazioni decennali con Tony Esposito e Antonio Infantino, con dischi realizzati e centinaia di concerti in giro per l’Italia – si è fatto organizzatore e promotore di un’apposita petizione su Change.org.

Antonio, perché questa petizione?

Prima di procedere mi son sentito con decine di colleghi di tutta Italia che mi hanno palesato tutti la medesima difficoltà.

Ossia?

Purtroppo, eccezion fatta per chi ha la partita IVA e per chi è in regola (fortuna sua) con i versamenti delle cosiddette “marche” all’Inps, molti musicisti e tecnici sono letteralmente senza reddito, senza alcuna speranza di poter tornare presto a lavorare (si paventa un ritorno ai concerti addirittura per l’anno prossimo) ma anche totalmente scoperti da qualsiasi contributo ed aiuto da parte dello Stato.

Quindi il contributo dei 600 euro non vi spetta?

Assolutamente no. E non ci spetta perché siamo “invisibili”.

Spiegaci meglio Anto’.

Tutti sanno che, purtroppo, se vuoi vivere di musica devi spesso, soprattutto al Sud, accettare di lavorare a nero. Il compenso ti viene pagato ma nessuno, o quasi nessuno, ti versa i contributi all’Inps (un tempo se ne occupava l’Enpals). Esempio emblematico i matrimoni. E oggi tutti questi professionisti della musica sono fuori dai giochi.

Qualcuno però potrebbe obiettare, chiedendovi perché non regolarizzate la vostra posizione, rientrando quindi poi nei benefici previsti in situazioni come queste.

Certo. E lo vorremmo anche noi. Ma purtroppo le condizioni di lavoro sono quelle che ti ho detto. E spesso,pur di lavorare, pur di guadagnarti da vivere, accetti il “nero”. Questa situazione legata al Corona Virus è servita purtroppo proprio a mettere a nudo queste difficoltà. E magari sarà anche l’occasione per far emergere il sommerso.

Cosa chiedete con la petizione?

Che il Governo ci prenda in considerazione, riconoscendoci un contributo, magari mensile, finchè perduri lo stop delle attività musicali e concertistiche.

Sai anche dove prendere i soldi per questa operazione?

Si potrebbe usare il “tesoretto” dell’ex Enpals (circa 5 miliardi di euro) ora confluito nelle casse dell’Inps.

Però immagino che questo contributo mensile spetti poi a tutti i musicisti e tecnici.

Certo. Ai musicisti, ai tecnici e a tutti coloro che vivono di musica. Senza distinzioni tra nero e regolare. Il tutto fino alla fine dell’emergenza e al ritorno alla vita normale.

Come intendete procedere ora?

Il primo step è ottenere quante più firme possibili alla petizione. Poi gireremo dei video con testimonial importanti come Tony Esposito, Enzo Avitabile ed altri, che diffonderemo e faremo circolare a livello mediatico. Ultimo passo inoltrare la nostra richiesta al Governo nazionale.

In bocca al lupo a tutti voi Anto’.

Grazie!

 

Di seguito il link per firmare la petizione.

Io l’ho fatto. Se amate la Musica e chi ve ne regala emozioni, fatelo anche voi:

http://chng.it/MVCXQWLtTZ