In apertura di serata hanno preso la parola i referenti di tutti i partner di progetto: per la Casa Circondariale il comandante Giovanni Lamarca, Giuseppe Palo, funzionario di staff del Provveditorato di Puglia e Basilicata, il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Potenza Paola Stella; per il Comune di Potenza l’assessore alle Politiche sociali e abitative Fernando F. Picerno e Giuseppe Romaniello, responsabile dell’unità di direzione “Servizi alla persona”; per l’associazione Officine Officinali il tecnologo alimentare Daniele Gioia. Presenti anche la direttrice della Casa Circondariale Maria Rosaria Petraccone e il Prefetto di Potenza Michele Campanaro. Il percorso di “Extra Moenia” in tutte le sue fasi di progettazione partecipata con la comunità è stato presentato e raccontato da Antonella Iallorenzi, direttrice artistica della Compagnia Petra, e dagli architetti progettisti Lia Teresa Zanda e Giorgia Botonico. Nel corso della serata sono stati mostrati i video di racconto delle attività laboratoriali con i cittadini e il filmato di una performance realizzata in carcere dai detenuti allievi dei laboratori di teatro di Petra. Nello spazio rigenerato sono stati esposti i prodotti dell’associazione Officine Officinali e le produzioni dei detenuti.
“Extra Moenia” è stato il risultato di un processo di evoluzione durato anni, che si è sviluppato grazie alla presenza attiva della Compagnia Petra all’interno della Casa Circondariale con i suoi laboratori teatrali. L’idea iniziale del progetto è stata quella di costruire una ‘tabula rasa’ in legno, sulla quale poi sviluppare idee e costruire azioni per rendere lo spazio fruibile. Fondamentale è stata la generosità dei partecipanti alle fasi di coprogettazione e autocostruzione, sia nel tirar fuori le proprie idee, a volte anche ardite, sia nel mettere a disposizione tempo e impegno per costruire materialmente gli elementi di arredo da collocare nello spazio rigenerato. Anche gli ospiti della Casa Circondariale sono stati coinvolti nella costruzione di manufatti utili a rendere fruibile lo spazio oggetto dell’intervento, attraverso un’opera di recupero dei materiali di scarto e inutilizzati in possesso della Casa Circondariale, come vecchi sgabelli e brande trasformati in oggetti con una nuova funzione.
